Assosementi: l'agricoltura 4.0 inizia dal seme

Pubblicato il 19 aprile 2018 in: qualità delle sementiricerca e costituzione varietà  vegetaliAssosementi

“Non è possibile parlare di innovazione in agricoltura senza partire dal seme”. Con queste parole il Presidente di Assosementi, Giuseppe Carli, ha aperto l’incontro pubblico “Comunicare l’innovazione” svoltosi oggi a Bologna a margine dell’assemblea annuale dell’associazione che riunisce le aziende sementiere in Italia.

“La percezione dell’agricoltura sta evolvendo e con essa anche il modo di comunicarla: si sta abbandonando finalmente l’idea di un’agricoltura slegata dai progressi della scienza e della tecnologia. I consumatori oggi chiedono all’agricoltura prodotti sani, sostenibili e con proprietà nutrizionali specifiche: in una parola innovativi. Il compito delle aziende sementiere è quello di dare risposte a queste domande”, ha proseguito Carli. “La tecnologia contenuta in un seme è pari a quella racchiusa in un microchip. Il contenuto di innovazione, di ricerca in campo genetico e di sperimentazione contenute nelle sementi sono di una complessità stupefacente, frutto del lavoro di generazioni di studiosi che troppo spesso vengono dimenticati”, ha detto Carli. Penso in primo luogo alla figura del grande genetista italiano, Nazareno Strampelli, precursore della Rivoluzione Verde, colui che ha gettato le basi per i nuovi metodi di innovazione vegetale”.

“Il settore sementiero in Italia investe in ricerca e sviluppo il 15% del fatturato annuale, con l’obiettivo di dare vita a varietà che possono generare valore aggiunto per tutta la filiera, ha aggiunto Carli. La sfida di garantire entro il 2050 l’accesso al cibo a 10 miliardi di persone sta diventando centrale nel dibattito pubblico. È necessario ora un passo ulteriore e fare capire all’opinione pubblica che per vincere questa sfida c’è bisogno dell’innovazione vegetale e che dunque il contributo dell’industria sementiera è fondamentale”.

L’incontro pubblico che ha aperto l’assemblea di Assosementi è stato un momento di confronto e approfondimento sul ruolo dell’innovazione in agricoltura e sul modo di comunicare agli attori della filiera e all’opinione pubblica i risultati che si possono ottenere grazie alla tecnologia, creando un dialogo fatto di corrette informazioni e privo di pregiudizi. Oltre a Giuseppe Carli, al dibattito ha preso parte Massimiliano Franz, Head of Communication di Carraro Group, Vittoria Brambilla, dell’Università degli studi di Milano, Cesare Accinelli, dell’Università di Bologna, e Romeo Broglia di A.D. Aerodron.

Le presentazioni sono disponibili a questo link.

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“Una regolazione sbagliata può soffocare l’innovazione, rendendo proibitivi i costi e i tempi di ricerca per piccole e medie imprese”, ha detto il Segretario Generale di Assosementi Alberto Lipparini. L’incontro organizzato in collaborazione con SIGA, Società Italiana di Genetica, si è tenuto all’Università di Bologna