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Introduzione

Assosementi – Associazione Italiana Sementi, è una organizzazione di categoria che rappresenta a livello nazionale l’industria sementiera: costitutori di varietà vegetali, aziende produttrici di sementi ed aziende distributrici di sementi in esclusiva.

Costituita ufficialmente nel 1946, Assosementi porta avanti oggi l’azione di tutela e di rappresentanza avviata inizialmente nel 1921 dall’allora esistente Associazione italiana importatori esportatori sementi da prato.

Dal 1° gennaio 2010, a seguito dell’unificazione con Assoseme (Associazione Italiana costitutori di varietà vegetali) ha assunto la denominazione di Assosementi.

Assosementi aderisce ad ESA (European Seed Association), l’Associazione sementiera europea, e ad ISF (International Seed Federation), la Federazione internazionale delle sementi.

Le cariche sociali in vigore

Presidente
Giuseppe Carli

Vicepresidente
Luigi Ferri
Presidenti di Sezione
Costitutori
Giampaolo Piubello
Cereali a paglia
Franco Brazzabeni
Colture industriali
Gianluca fusco
Foraggere
Roberto Guarnieri
Orto
Nicola Santini

L'attività

L’attività dell’Assosementi si esplica fondamentalmente attraverso:

  • l’attività d’informazione e di aggiornamento su tutti i provvedimenti normativi, le iniziative ed i dibattiti che riguardano l’attività sementiere;
  • l’organizzazione periodica di incontri tra le aziende associate, aderenti ai diversi settori, per esaminare le problematiche attuali e definire le posizioni operative;
  • rappresentare le istanze e gli interessi delle aziende associate nei confronti delle istituzioni (Ministero delle Politiche agricole, Amministrazioni regionali, Ente Nazionale Sementi Elette ecc..) e confrontarsi e collaborare con i diversi organismi che in Italia si occupano di sementi (Istituti sperimentali, Enti di sviluppo agricolo, Università ecc..);
  • intervenire nell’attività di ESA e di ISF, per portare il contributo nazionale, ma soprattutto per rendere partecipi le aziende italiane dei dibattiti e dei progressi in corso a livello comunitario ed internazionale

L'agricoltura italiana e il ruolo del miglioramento genetico

Il miglioramento genetico è l’attività mediante la quale si costituiscono nuove varietà vegetali, rispondenti ai requisiti di stabilità e di omogeneità, con le quali si forniscono migliori risposte alle esigenze dei coltivatori, dei consumatori e della trasformazione.
La moderna attività di costituzione varietale si realizza fondamentalmente in due tappe: innanzitutto, l’individuazione della variabilità e di nuovi caratteri utili; poi, la loro selezione e fissazione in una nuova cultivar idonea per specifici fini. Le principali applicazioni del miglioramento genetico possono così essere riassunte:

Produttività
E’ una delle principali linee guida del miglioramento genetico.
Negli ultimi decenni grazie alla costituzione di varietà estremamente produttive si sono raggiunti risultati importanti in termini di resa in ton/ha.
In alcuni casi la quantità di prodotto finale è aumentata di 5 volte rispetto a varietà locali prodotte nel medesimo luogo decenni prima. Inoltre, in ambienti aridi ed in generale in situazioni non idonee, si sono ottenuti importanti risultati, con un aumento produttivo del 40% rispetto a varietà non migliorate geneticamente.

Vigore e stabilità in campo
La selezione attuata nel miglioramento genetico tende a individuare e costituire varietà che risultano più stabili durante tutta la fase vegetativa e meglio adattate delle varietà indigene a cambiamenti ambientali.
Sono state pertanto costituite varietà in grado di svilupparsi adeguatamente anche in ambienti diversi da quelli di origine, potendo così soddisfare le richieste dei mercati locali.

Resistenza alle malattie
Rispetto al passato, gli attuali costitutori di varietà vegetali hanno a disposizione una più ampia scelta di resistenze genetiche da utilizzare mediante le più moderne tecnologie, nonché maggiori conoscenze sulle relazioni che intercorrono fra patogeno ed organismo ospite.

Qualità dei prodotti
Il mercato richiede da sempre prodotti sicuri e facilmente trasformabili. Per questo motivo il miglioramento genetico si realizza, da tempo, in stretto contatto con le aziende di trasformazione per riuscire ad immettere sul mercato prodotti con caratteristiche meglio rispondenti alle richieste dei consumatori.
In questo senso la salubrità dei prodotti è garantita dagli sforzi tesi a costituire varietà resistenti ad alcune malattie che affliggono le singole specie, le cui tossine risultano altamente tossiche per l’uomo.
Inoltre le più recenti applicazioni del miglioramento genetico suggeriscono l’utilizzo di questa tecnologia per eliminare in alcune specie la produzione di specifiche proteine, causa di allergie in soggetti sensibili.

L’ottimizzazione produttiva e la sostenibilità
L’utilizzo di varietà adeguatamente selezionate porta in genere ad una ottimizzazione dell’uso dei mezzi produttivi e quindi ad un risparmio di tempo, denaro e risorse naturali (in particolare l’acqua).
Oggi è possibile sviluppare, con sufficiente successo, un’agricoltura basata su minime lavorazioni rispettando, al contempo, la struttura fisica e le caratteristiche chimiche proprie del terreno.

Il quadro normativo

La disciplina sementiera italiana
Produzione, certificazione e commercializzazione dei prodotti sementieri sono disciplinate da leggi e decreti nazionali che recepiscono direttive comunitarie; tali disposizioni, emanate a partire dal 1971, sono state nel tempo modificate più volte. Brevemente, secondo le norme comunitarie, i principi che stanno alla base della disciplina sementiera sono due: il registro delle varietà e la certificazione ufficiale. Inoltre, per essere commercializzate, le sementi debbono essere conformi alle seguenti prescrizioni:

  1. appartenere a varietà iscritte nel Registro varietale nazionale o nel Catalogo comune delle varietà;
  2. essere state certificate ufficialmente da parte di un organo appositamente incaricato dallo Stato (in Italia dall’ENSE) che comporta, in pratica, i seguenti obblighi:
    1. denuncia all’ENSE delle colture da seme, per la verifica della successione genealogica e per i controlli in campo del rispetto degli isolamenti colturali;
    2. controllo in fase di selezione meccanica, mediante campionamento ed analisi, del materiale in lavorazione; rilascio di cartellini ufficiali di certificazione, da apporre sulle confezioni di sementi;
    3. controllo a posteriori per sondaggio di tutte le sementi certificate.

Al termine del suddetto processo le sementi possono essere messe in commercio recando, nel caso di sementi soggette a certificazione ufficiale, sia il cartellino ENSE sia il cartellino del produttore; nel caso di sementi per le quali non è prevista la certificazione, come le altre, è necessario solamente il cartellino del produttore.

Le sementi in Italia: dati e cifre
Il valore del mercato delle sementi, a livello del commercio all’ingrosso, è stimato pari a circa 600.000.000 €, così suddivisi:

Specie Valore (€)
cereali € 100.000.000
riso € 40.000.000
mais € 115.000.000
barbabietola € 10.000.000
foraggere € 70.000.000
oleaginose € 15.000.000
patata € 50.000.000
orticole € 150.000.000
altre € 50.000.000
totale € 600.000.000

La distribuzione regionale delle aziende sementiere vede l’Emilia Romagna al 1° posto con circa 65 aziende, seguita dalla Puglia (50), Sicilia (45), Lombardia e Veneto (circa 30).

Il comparto sementiero maggiormente rappresentato è sicuramente quello del grano duro, che occupa quasi 190 aziende, seguito dal grano tenero (82), orzo (70) ed erba medica (65).

La produzione delle sementi
Statistiche relative alla produzione delle sementi sono pubblicate sul sito web dell'Ente Nazionale Sementi Elette (ora CRA-SCS), alla pagina:

 

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