comunicato stampa

Riforma PAC - Dura presa di posizione dei sementieri sulle liste varietali: sono uno strumento sbagliato e dannoso

Pubblicato il 22 settembre 2004 in: pacpac e sementi

“Siamo sbalorditi nell’apprendere che Ministero delle politiche agricole e Regioni intendono ancora perseguire la strada delle liste varietali per erogare i pagamenti supplementari previsti dall’art. 69 della riforma PAC”. E’ quanto dichiara l’AIS, Associazione italiana sementi, dopo avere appreso le conclusioni della riunione di lunedì pomeriggio del Comitato tecnico agricolo e dei nuovi incontri in programma domani al Ministero.

“La riunione che la Segreteria tecnica del Ministro Alemanno ha appositamente organizzato lunedì scorso con le organizzazioni sementiere e gli Istituti sperimentali” – precisa il Presidente AIS, Bruna Saviotti – “era giunta unanime alla conclusione che non ci sono oggi i presupposti per stabilire liste varietali. Mancano infatti dati verificabili e controllabili, in modo oggettivo, per tutte la varietà”.

“In materia di liste varietali, la stessa Commissione CE per il premio qualità di 40 €/ettaro al grano duro ha indicato un percorso razionale, partendo da una lista provvisoria iniziale - che oggi non esclude nessuna varietà coltivata – per poi giungere dopo due anni di prove specifiche alla lista definitiva” – prosegue Saviotti. “Non capiamo quindi perché il nostro Ministero voglia imporre delle limitazioni con effetto immediato e addirittura controproducenti. Le indicazioni in discussione, ad esempio, per il frumento tenero ed il mais, non tengono conto delle diverse utilizzazioni e rischiano di sconvolgere senza ragione il mercato”.

“Gli errori di valutazione della riforma e l’inadeguatezza delle attività di ricerca e valutazione finora realizzate nel nostro paese” – aggiunge Saviotti – “non possono essere scaricati brutalmente sulle spalle dell’industria sementiera, che già sta vivendo un momento difficile per gli effetti del disaccoppiamento totale degli aiuti e che certamente non può accettare ulteriori penalizzazioni, decise peraltro a livello nazionale ed a semine oramai prossime”.

“Chi si assumerà la responsabilità di stabilire delle liste varietali” – conclude il presidente AIS – “deve essere fin da ora cosciente che sarà certamente chiamato a giustificare i criteri secondo cui sono stati individuati i parametri qualitativi ed i dati utilizzati per la valutazione delle varietà”.

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