comunicato stampa

Riforma PAC e aiuti supplementari: deciso no dei sementieri alle liste varietali

Pubblicato il 14 settembre 2004 in: pacpac e sementi

“La strada delle liste varietali di frumento duro e tenero per l’erogazione degli aiuti supplementari legati alla riforma PAC è una scorciatoia pericolosa, che non solo penalizza l’industria sementiera, ma nemmeno consente di raggiungere gli obiettivi di miglioramento della qualità e della commercializzazione”.

Lo dichiara l’AIS, l’Associazione italiana sementi, visto quanto anticipato dalla stampa sui criteri di formazione delle liste, respingendo decisamente l’ipotesi delle liste varietali attualmente in discussione sul tavolo di confronto fra Ministero delle politiche agricole, Organizzazioni professionali e Regioni circa i criteri di ammissibilità ai pagamenti supplementari previsti dall’art. 69 della riforma PAC.

“A parte che è assurdo e irrazionale intervenire sulle scelte varietali alla vigilia delle semine, quando le aziende sementiere non possono più modificare i loro programmi” – sottolinea Bruna Saviotti, presidente di AIS - “comunque i dati utilizzati per la scelta delle varietà sono insufficienti e discriminatori. Le aziende danneggiate si troveranno costrette a reagire anche legalmente”.

“L’industria sementiera è lieta che l’impiego di seme certificato, elemento indispensabile per costruire una corretta tracciabilità delle produzioni, sia stato individuato quale primo requisito per accedere al pagamento supplementare” – aggiunge Saviotti - “ma non va dimenticato che la qualità va costruita anche in campo, con corrette pratiche colturali e concimazioni, e soprattutto con una ordinata gestione degli ammassi e della commercializzazione, tenendo separate e caratterizzando le partite di prodotto”.

“Ecco perché ci opponiamo decisamente alle liste varietali, giudicandole una facile, ma pericolosa scorciatoia” – conclude il presidente Saviotti – “se non si cerca innanzitutto di migliorare la gestione e la commercializzazione delle produzioni”.

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