comunicato stampa

Frumento duro: forti preoccupazioni dei sementieri per il disaccoppiamento dell'aiuto

Pubblicato il 26 aprile 2004 in: pacpac e sementi

“L’industria sementiera è fortemente preoccupata per la possibilità che con la riforma PAC l’Italia opti per il disaccoppiamento totale dell’aiuto al frumento duro”. Lo dichiara l’AIS, l’Associazione italiana sementi, in relazione agli orientamenti che starebbero emergendo dopo il recente confronto a Milano tra Ministero ed Assessori regionali all’agricoltura sulle prossime scelte di politica agricola.

“Con il disaccoppiamento totale dell’aiuto” – sottolinea Bruna Saviotti, presidente di AIS - “il nostro paese, già deficitario per il 30% del proprio fabbisogno, verrebbe a perdere un altro 30% della produzione, con un danno enorme per la filiera della pasta e per l’immagine di qualità, di tradizioni e di legami con il territorio che l’Italia veicola all’estero con questo prodotto”.

“Ancora più devastanti sarebbero però le conseguenze sulla produzione di sementi e per l’industria sementiera che, soprattutto al Sud, negli ultimi anni, ha compiuto grandi sforzi di rinnovamento” – aggiunge Saviotti. “Il disaccoppiamento totale dell’aiuto farebbe infatti cadere l’obbligo di impiegare semente certificata”.

“Il seme certificato è il primo e più importante mezzo per garantire la tracciabilità/rintracciabilità del prodotto di cui tanto oggi si parla; la qualità va difesa non solo a parole, ma soprattutto con i fatti, e” – conclude Saviotti – “con le prossime decisioni sull’aiuto al frumento duro e di conseguenza sull’utilizzo di seme certificato, il nostro paese non può rinnegare tutto quello per cui si è finora battuto”.

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