comunicato stampa

Campi di mais in Piemonte: per AIS, l'eventuale distruzione è una conferma dell'incapacità delle Autorità di gestire e di confrontarsi con la realtà

Pubblicato il 11 luglio 2003 in: presenza accidentale ogm

Si sta cercando di gettare tutta la responsabilità sulle aziende sementiere; in realtà il caso piemontese è una desolante conferma dell’incapacità da parte delle autorità non solo di gestire i problemi, ma addirittura di confrontarsi e approfondire la realtà operativa”. Così, Marco Nardi, direttore di AIS, Associazione italiana sementi, commenta l’orientamento che sembra emergere tra le Autorità per la distruzione dei campi di mais sequestrati in Piemonte per una presenza di ogm.

“Intervenire ora su campi che sono certamente coltivati con sementi di varietà tradizionali, semplicemente sulla base di una possibile presenza accidentale di ogm e senza avere approfondito l’ampiezza del fenomeno, se gli eventi di modifica genetica sono autorizzati o meno ed il loro livello di presenza” – prosegue Nardi – “è una decisione assurda che finirà con il penalizzare solo gli agricoltori coinvolti, senza fornire ulteriori garanzie a quella trasparenza e sicurezza per cui tutti lavoriamo”.

“Inoltre – aggiunge Nardi – è singolare che mentre soltanto alcuni giorni fa abbiamo tutti plaudito al voto del Parlamento europeo a favore della nuova soglia di tolleranza dello 0,9% per alimenti e mangimi e quindi della coesistenza tra le diverse colture, ora, di fronte all’emergere di una possibile presenza accidentale, con la facile decisione di distruggere i campi ci priviamo dell’opportunità di portare a termine una utile esperienza di verifica e approfondimento. In questo modo si conferma che non si è in grado o non si accetta di confrontarsi con tutte le problematiche che l’inevitabile coesistenza tra le diverse colture farà emergere e che le aziende sementiere da tempo hanno sottolineato”.

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