comunicato stampa

Riforma PAC: per AIS è contrario alle politiche di qualità il disaccoppiamento totale degli aiuti alle sementi

Pubblicato il 29 maggio 2003 in: pacpac e sementi

Un aiuto completamente slegato dalla produzione è contrario agli interessi delle filiere di qualità.
La produzione sementiera è il punto di partenza per la rintracciabilità.

Un aiuto completamente slegato dalla quantità e qualità della produzione, come proposto dalla riforma PAC per le sementi, sfavorisce non solo le aziende sementiere nazionali, ma anche gli agricoltori utilizzatori di sementi”. A sostenerlo è stata Bruna Saviotti, Presidente di AIS, nel corso dell’audizione odierna sui seminativi e la riforma PAC presso la Commissione agricoltura della Camera. Saviotti ha poi aggiunto che “in particolare per le foraggere c’è il rischio che le moltiplicazioni di sementi vengano trasferite in altri paesi, più competitivi, come quelli dell’Est prossimi ad entrare nell’Unione europea”.

Saviotti è poi ritornata sulle forti preoccupazioni già espresse dai sementieri sul futuro della coltura del frumento duro. “Condividiamo la posizione del Ministro Alemanno e delle Organizzazioni agricole, contraria alla riduzione dell’aiuto, così come ad un disaccoppiamento totale. Una parte importante dell’aiuto deve restare legata all’uso di semente certificata, da parte degli agricoltori, per continuare a portare avanti la politica di qualità avviata dal nostro paese dai primi anni ’90, con l’obbligo dell’impiego di semente certificata”.

Il Presidente dell'AIS ha poi sottolineato che “l’uso di seme certificato è l’elemento di partenza fondamentale per la rintracciabilità, così come l’innovazione varietale è lo strumento che consente di mantenere competitiva e di elevata qualità ogni produzione”.

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