comunicato stampa

Le preoccupazioni dell'AIS: "Deleteria anche per le sementi la revisione della PAC"

Pubblicato il 27 febbraio 2003 in: pacpac e sementiproduzioni e commercio derrateproduzione e commercio sementi

Il disaccoppiamentro degli aiuti si ripercuoterà negativamente sulla produzione e sull’utilizzo di sementi certificate, con grave pregiudizio per la qualità e rintracciabilità. Richiesto un aumento del premio qualità per il frumento duro.

Proprio nel momento in cui il Ministro Alemanno ha promosso una iniziativa per arrivare a definire un piano sementiero nazionale, le proposte della Commissione CE in merito alla revisione della PAC gettano fosche ombre sul futuro dell’attività sementiera. Ad esprimere le forti preoccupazioni esistenti nel settore è l’AIS, Associazione italiana sementi.
Gli aiuti finora concessi ai coltivatori di sementi di foraggere e di riso, in funzione della quantità certificata, saranno conteggiati nel pagamento unico aziendale maturato storicamente. Ne consegue che con il disaccoppiamento, cioè con lo svincolo degli aiuti dai quantitativi effettivamente prodotti, l’agricoltore che oggi moltiplica le sementi di riso e di foraggere non sarà più tenuto a farlo. Le conseguenze – sottolinea il Presidente AIS, Bruna Saviotti – saranno una perdita di professionalità agricola, un aumento dei costi di produzione delle sementi in Italia, una diminuzione nell’impiego di seme certificato e, quindi, di qualità”.

Ancora più allarmanti sono le preoccupazioni dell’AIS per il futuro del frumento duro, dove dai primi anni ’90 è obbligatorio l’uso di semente certificata da parte dell’agricoltore per ottenere l’aiuto supplementare di 344,50 €/ettaro. Le proposte di revisione della Commissione prevedono anche per questo aiuto supplementare il disaccoppiamento e la progressiva riduzione a 250 €/ettaro, compensata in minima parte con un nuovo premio per la qualità di 40 €/ettaro.
Solo l’aiuto per la qualità resterà legato all’uso di semente certificata – aggiunge Saviotti – ma l’importo non è allettante e quindi temiamo una forte contrazione nell’impiego di semente certificata, in barba a tutti i discorsi che si fanno sulla qualità e sulla rintracciabilità”.

Questa è una grave contraddizione. E’ evidente infatti – prosegue ancora Saviotti – che solo l’utilizzo di sementi certificate, di qualità garantita e controllata, può consentire di mantenere l’alto livello delle nostre più qualificate produzioni e di avviare un corretto processo di tracciabilità. Chiediamo quindi che l’aiuto al seme resti legato ad una effettiva produzione e che il premio qualità per il frumento duro venga adeguatamente aumentato”.

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Link utili

Sementi e aspetti fitosanitari
Position papers di ESA

ISTAT - dati annuali coltivazioni nazionali, regionali e provinciali - dal 2006

ISTAT - distribuzione delle sementi, dati provinciali, regionali e nazionali dal 2003

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Coltivazioni in Europa
Le stime Coceral e del COPA-COGECA

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