comunicato stampa

Girasole: continua la ricerca, nonostante il forte calo delle superfici coltivate

Pubblicato il 20 febbraio 2003 in: pacbioenergie biomassa no-foodproduzioni e commercio derrate

Convegno AIS a Jesi – Più resistenza alle malattie, rusticità e migliori possibilità di utilizzo a livello industriale: sarà questo il girasole del futuro.

Nonostante la forte contrazione delle superfici coltivate nel nostro paese nel 2002, in calo del 50% rispetto alla campagna precedente, le aziende sementiere continuano ad investire nella ricerca per individuare nuove varietà di girasole più idonee per l’ambiente italiano”. Lo ha affermato Piero Sismondo, Presidente del Gruppo sementi di oleaginose dell’Ais, intervenendo al convegno “Nuove opportunità varietali ed economiche per la coltura del girasole” che si è tenuto oggi a Jesi, in collaborazione con l’ASSAM della Regione Marche e con l’Istituto sperimentale di colture industriali.

Maggiori resistenze naturali alle fitopatie, rusticità della coltura e migliori caratteristiche di utilizzo per l’industria sono i principali obiettivi della ricerca sul girasole” – ha aggiunto Sismondo – “Il progetto di sperimentazione varietale coordinato dal Prof. Monotti dell’Università di Perugia e finanziato dalle aziende sementiere associate AIS si colloca nell’ambito di questa azione, consentendo di fornire utili indicazioni pratiche ai coltivatori ed agli utilizzatori”.

A livello di disponibilità sementiera, l’Italia è potenzialmente autosufficiente per il girasole, pur in presenza di un intenso scambio con altri paesi. Lo scorso anno sono stati investiti a seme di girasole circa 800 ettari di superficie, concentrati soprattutto nelle Regioni Emilia-Romagna e Marche.

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ISTAT - dati annuali coltivazioni nazionali, regionali e provinciali - dal 2006

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Coltivazioni in Europa
Le stime Coceral e del COPA-COGECA

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