comunicato stampa

L'Italia leader in Europa nelle sementi di bietola da zucchero. Partecipazione collettiva delle imprese del settore alla rassegna Sugar World di Cesena

Pubblicato il 13 dicembre 2002 in: pacgruppo bietole

“L’Italia, con 3.000 ettari dedicati, produce oltre la metà di tutto il seme di bietola da zucchero utilizzato in Europa. E’ una posizione di leadership che abbiamo raggiunto grazie alla presenza di ambienti vocati, in particolare nella Romagna, alla preparazione degli agricoltori, alla professionalità delle aziende sementiere ed anche agli interventi di tutela messi in atto dalle Amministrazioni regionali”. Lo ha affermato Domenico Ramponi, Presidente del Gruppo sementi di bietola da zucchero dell’AIS, in occasione di Sugar World, la manifestazione dedicata alla filiera dello zucchero che si è aperta stamane ad AgriCesena.

L’edizione 2002 della rassegna vede la presenza compatta di tutta l’industria sementiera del settore bieticolo, in uno stand collettivo organizzato da AIS.

“Abbiamo voluto ribadire in questo modo, presentandoci insieme, al di là degli aspetti commerciali e concorrenziali che dividono comunque le aziende, il ruolo fondamentale che rivestono la ricerca e l’innovazione varietale – ha dichiarato Ramponi - in particolare in questo importante e delicato momento di trasformazione che sta attraversando la bieticoltura nazionale”.

“La barbabietola da zucchero è la coltura alla quale a livello europeo e mondiale si dedicano maggiori risorse per la ricerca, attualmente oltre il 20% della relativa cifra d’affari. E’ quindi importante che una corretta politica di distribuzione e di remunerazione del seme non penalizzi le aziende sementiere che operano in Italia. Ne deriverebbe un ulteriore aggravamento della forbice che separa l’Italia dagli altri concorrenti europei”, ha concluso Ramponi.

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“Una regolazione sbagliata può soffocare l’innovazione, rendendo proibitivi i costi e i tempi di ricerca per piccole e medie imprese”, ha detto il Segretario Generale di Assosementi Alberto Lipparini. L’incontro organizzato in collaborazione con SIGA, Società Italiana di Genetica, si è tenuto all’Università di Bologna