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OGM: dopo alimenti e mangimi, definire ora le soglie di tolleranza nelle sementi. Giudicata positivamente la decisione di Bruxelles – Lettera al Ministro Alemanno perché definisca norme certe e realistiche in vista dell’imminente stagione di semina

Pubblicato il 4 dicembre 2002 in: presenza accidentale ogmcoesistenza ogm convenzionale bio

“Abbiamo appreso con piacere che il Consiglio agricolo europeo ha raggiunto un accordo per le soglie di tolleranza di prodotti ogm negli alimenti e nei mangimi. Confidiamo adesso che si giunga presto a regolare tale soglia anche nelle sementi. L’industria sementiera chiede ora al Ministero delle Politiche Agricole di intervenire prontamente sulla materia, per evitare di operare in un contesto privo di regole certe come accaduto negli ultimi due anni”.
Così si è espressa Bruna Saviotti, Presidente dell’Associazione italiana sementi, annunciando di aver inviato una lettera al Ministro Alemanno affinché venga finalmente regolata questa materia, adottando procedure che “siano in linea con gli orientamenti della Commissione ed il comportamento degli altri paesi comunitari”.

Così come non è possibile ottenere prodotti che siano al 100% puri, anche il processo di produzione sementiera comporta inevitabilmente il rischio – come da tempo affermato dal Comitato scientifico per le Piante della Commissione europea - di presenze accidentali di semi diversi, tra cui quelli GM. “La stagione delle vendite e delle semine si avvicina e sono necessarie norme certe e applicabili in materia di controlli e di soglie di tolleranza”, ha aggiunto Saviotti.

“Siamo comunque disponibili – ha aggiunto Saviotti – a confrontarci e collaborare per lo sviluppo nel nostro paese di filiere produttive ogm-free, nell’ambito delle soglie di tolleranza ogm che verranno stabilite”.

Circa i risultati dei controlli affidati all’ENSE sulle sementi di mais distribuite la primavera scorsa, l’AIS sottolinea che recentemente il Ministero delle politiche agricole ha comunicato a tutte le aziende sementiere
interessate, che dalle analisi di revisione effettuate con metodica di tipo quantitativa è risultata la presenza di sementi geneticamente modificate in misura inferiore o uguale allo 0,1% e che pertanto non sono emersi elementi tali da determinare interventi e/o provvedimenti di competenza dello stesso.

“E’ certamente una conferma – conclude Saviotti – della professionalità delle aziende sementiere che operano in Italia e della serietà con cui stiamo cercando di andare incontro, nei limiti del possibile, alle richieste del Ministro Alemanno e delle organizzazioni agricole di fornire sementi di sempre maggiore qualità”.

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