comunicato stampa

AIS: Ipotesi fantasiose quelle dei VAS su sementi e codici doganali

Pubblicato il 30 ottobre 2002 in: biotecnologie

“Che in Italia entrino e vengano utilizzate importanti quantità di granaglie di mais e di soia ogm è da tempo evidente, considerati lo sviluppo che le colture ogm hanno avuto nel mondo e la situazione di insufficiente produzione nazionale in certi settori. Escludo invece che in Italia vengano distribuite commercialmente sementi ogm”. E’ questo il commento di Marco Nardi, direttore dell’AIS, l’Associazione italiana delle aziende sementiere, in relazione alle notizie diffuse dai VAS e dalle altre organizzazioni nella conferenza stampa di stamane.

“Completamente fuorviante per il consumatore e l’utilizzatore è poi la confusione che si fa tra sementi, destinate alla semina, e granaglie, destinate invece ad essere utilizzate” – aggiunge Nardi – “così come altrettanto superficiale è la mancata distinzione tra prodotti effettivamente di origine ogm e quelli tradizionali, che possono avere una presenza accidentale di ogm e per i quali sono previste delle tolleranze”.

Quanto invece alla questione dei codici doganali, “è un’ipotesi completamente fantasiosa, che non trova riscontro nella normativa vigente” – prosegue Nardi – “Ogni anno la Commissione UE aggiorna la tariffa doganale comune e quella in vigore dal 1° gennaio 2002, stabilita con il regolamento (CE) n. 2031/2001, non prevede alcuna differenziazione in materia di prodotti ogm”.

“Anzi, è bene che si sappia” – conclude Nardi – “che non per tutti i prodotti e per tutte le diverse sementi è previsto uno specifico e distinto codice doganale. Se prendiamo ad esempio il frumento duro, la tariffa doganale attuale non distingue tra prodotto destinato alla macina e le sementi”.

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