comunicato stampa

AIS, moria delle api: no alla sospensione dei concianti, sono possibili misure cautelative

Pubblicato il 30 luglio 2008 in: api e concia sementi

"Il controllo del residuo polverulento delle sementi conciate, insieme all’adozione di comportamenti precauzionali durante le operazioni di semina e all’introduzione di modifiche alle seminatrici pneumatiche, sono interventi cautelativi che possono essere attuati a partire già dalle prossime semine. Le aziende sementiere sono disponibili a continuare ad impegnarsi per fare tutto quanto possibile per minimizzare l’eventuale ruolo della concia delle sementi di mais nel fenomeno della moria delle api”. E’ quanto ha sostenuto l’AIS, opponendosi all’adozione di provvedimenti sospensivi a carico dei concianti a base di neonicotinoidi, intervenendo oggi al Tavolo apistico presso il Ministero delle politiche agricole.

“Accanto all’adozione delle misure cautelative è tuttavia necessaria un’azione di monitoraggio su tutti i possibili motivi di mortalità delle api. La concia delle sementi non può essere chiamata in causa – sottolinea Marco Nardi, direttore di AIS, l’associazione italiana delle aziende sementiere – per giustificare morie che si verificano anche in zone dove non si coltiva mais o in periodi ben lontani dalle epoche di semina”.

Secondo l’AIS la coltura del mais nel 2008 ha raggiunto 1.120.000 ettari, con un aumento del 3% rispetto alla scorsa campagna. Il 90% della superficie è concentrato nelle Regioni del Nord: Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna e Friuli.

La concia delle sementi con i prodotti neonicotinoidi è un intervento fondamentale per difendere la coltura del mais dagli insetti che attaccano le radici e l’apparato fogliare, in particolare oggi dalla Diabrotica, un nuovo fitofago in forte diffusione. Con la concia industriale del seme si arriva a distribuire in media su ogni ettaro di mais circa 65 grammi di principio attivo; ricorrendo in alternativa, secondo i vecchi metodi di lotta, agli insetticidi geodisinfestanti, verrebbero invece distribuiti circa 500-600 grammi di principio attivo per ettaro.

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