comunicato stampa

Girasole: semine primaverili, buone possibilità di recupero per la coltura

Pubblicato il 10 febbraio 2005 in: pacbioenergie biomassa no-foodproduzioni e commercio derrate

Esistono buone possibilità, con le prossime semine primaverili, per un concreto recupero del girasole, dopo che lo scorso anno la coltura è scesa al livello più basso di investimenti negli ultimi anni. I 77.000 ettari coltivati nel 2004 (secondo i dati Agea delle domande di aiuto PAC) rappresentano circa un quarto del picco di oltre 300.000 ettari toccato nel 1998. E’ quanto è emerso nel convegno su “Il girasole e possibili alternative: varietà, tecnica, redditività“, organizzato da AIS – Associazione Italiana Sementi, in collaborazione con l’Arusia e Carrefour Umbria e svoltosi a Perugia il 9 febbraio per presentare i risultati della sperimentazione 2004 del progetto “Qualità Girasole”.

“L’entrata in vigore del premio unico disaccoppiato, insieme all’ampia disponibilità di terreni non seminati a grano duro l’autunno scorso e la necessità di puntare su colture da rinnovo, in particolare nelle regioni del Centro Italia – ha affermato Marco Nardi, direttore di AIS – fanno ritenere che possa essere l’anno di svolta per il girasole. E’ tuttavia necessario informare in modo adeguato gli agricoltori sulle scelte colturali da compiere, affinchè possano superare le incertezze poste dalla nuova riforma PAC”.

Secondo il Prof. Angelo Frascarelli, economista agrario dell’Università di Perugia - “con la riforma PAC ed il nuovo premio unico aziendale, l’agricoltore deve puntare a recuperare produttività, applicando le migliori tecniche colturali ed agronomiche. Ai prezzi di mercato attuali, il girasole consente bilanci aziendali positivi solo con una produzione media che non deve scendere sotto i 22-23 q.li ad ettaro”.

Il progetto “Qualità Girasole”, coordinato dal Prof. Mario Monotti, docente di agronomia all’Università di Perugia, e finanziato dalle aziende sementiere associate AIS che operano nel settore delle oleaginose, è stato avviato nel 2000 ed in cinque anni ha permesso di mettere a confronto, in tre località dell’Italia centrale, un centinaio di nuove varietà di girasole.

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