comunicato stampa

Concia mais: ASSOSEMENTI delusa per nuovo rinvio, ma ancora di più per bocciatura risultati ricerca apenet

Pubblicato il 29 giugno 2012 in: concia delle sementiapi e concia sementi

"Siamo anche noi delusi per la nuova proroga della sospensiva in atto in Italia da quattro campagne nei riguardi della concia delle sementi di mais con i prodotti neonicotinoidi, ma il disappunto è ancora maggiore per la bocciatura di fatto al termine di tre anni di ricerca delle risultanze del progetto APENET finanziato con diversi milioni di euro dal Ministero delle politiche agricole e coordinato dal CRA-Sezione per l’apicoltura di Bologna, che l’agenzia comunitaria EFSA ha giudicato incomplete e tali da non permettere di giungere a conclusioni definitive”. Lo evidenzia ASSOSEMENTI, l’Associazione delle aziende sementiere, la quale sottolinea come a prescindere dalle decisioni finali, anche la prossima campagna sembra oramai pregiudicata riguardo la possibilità di riavere le sementi di mais conciate con gli insetticidi neonicotinoidi.

“Se quello delle polveri diffuse durante la semina è uno dei potenziali problemi da risolvere, l’industria sementiera ha da tempo dimostrato i risultati positivi decisivi che possono essere raggiunti – afferma Giuseppe Carli, presidente della Sezione colture industriali di Assosementi – applicando le nuove tecnologie di concia industriale del seme ed indirizzando o incorporando nel terreno l’aria residua delle seminatrici pneumatiche, impedendogli che si diffonda nell’ambiente circostante”.

“EFSA ha annunciato che emetterà un parere generale sulla problematica della concia delle sementi di mais con insetticidi e della possibile correlazione con la mortalità delle api solo a fine anno. Alla luce delle nuove norme sull’impiego dei prodotti fitosanitari e della concia delle sementi, ora non è più solo quella italiana, ma l’intera industria sementiera europea  –  aggiunge Carli – ad attendere una posizione finale, insieme ai maiscoltori che hanno bisogno di mezzi di difesa efficaci e sicuramente maggiore sostenibilità per la coltura del mais, rispetto alle vecchie tecniche di difesa ad alto impatto ambientale cui i produttori sono giocoforza ritornati in questi ultimi anni”.

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