comunicato stampa

Brevetti e varietà vegetali: la tutela è necessaria per la ricerca e per ASSOSEMENTI troppo allarmismo confonde l'opinione pubblica

Pubblicato il 2 novembre 2011 in: codice proprietà intellettualericerca e costituzione varietà  vegetali

"Ogni forma di innovazione ha bisogno di specifici strumenti di tutela se vuole progredire e riuscire ad autoalimentarsi con il frutto economico dei propri risultati ed anche la ricerca in campo varietale non sfugge a questa regola. Per la protezione delle nuove varietà vegetali si può ricorrere a strumenti diversi, disciplinati da norme non semplici, che tuttavia è necessario cercare di spiegare all’opinione pubblica affinché comprenda anche questi meccanismi, evitando – afferma ASSOSEMENTI, l’Associazione italiana delle aziende sementiere – il confuso allarmismo mediatico di questi ultimi giorni”.

“Le nuove varietà vegetali vengono tradizionalmente tutelate nei paesi europei ricorrendo ad un titolo di privativa, il cosiddetto brevetto vegetale, che viene concesso secondo i criteri della Convenzione UPOV adottata nel 1961 e che a livello comunitario è gestito da una apposita agenzia denominata CPVO. Da alcuni anni, comunque, anche in campo vegetale per la tutela delle invenzioni biotecnologiche è stato dato spazio al brevetto di tipo industriale, per il quale si fa riferimento all’ufficio europeo brevetti (EPO) di Monaco. La differenza tra i due regimi – spiega Marco Nardi, direttore di ASSOSEMENTI – è che la tutela secondo i principi dell’UPOV consente ad altri costitutori di varietà vegetali di utilizzare varietà protette per il proprio lavoro di ricerca, mentre la tutela di tipo industriale di norma non ammette questa facoltà”.

“Nel 2000 l’ufficio brevetti di Monaco ha rilasciato un brevetto industriale per una varietà di cavolo broccolo, ottenuta ricorrendo all’impiego di marcatori molecolari e con particolari procedimenti di incrocio e di selezione. Questa nuova varietà secondo il titolare è così molto più ricca rispetto alle altre varietà di glucosinolati, che sembra abbiano proprietà anticancro. Alla concessione di questo brevetto si sono opposte altre due aziende sementiere – continua Nardi – contestando la mancanza del requisito di novità nelle tecniche di incrocio e selezione utilizzate, tanto che nel dicembre 2010 l’Alta camera dei ricorsi dell’EPO ha emesso un parere per chiarire che l’incrocio sessuale tra due diversi interi genomi e la conseguente selezione di una nuova varietà è un processo essenzialmente biologico e quindi non brevettabile. Lo scorso 26 ottobre secondo le procedure dell’Ufficio europeo brevetti era pertanto in calendario una nuova udienza sulla validità del brevetto, che però è stata cancellata in quanto le due aziende appellanti si sono dichiarate soddisfatte del parere dell’Alta Camera dei ricorsi del dicembre scorso e della successiva decisione del titolare di escludere dal brevetto in discussione il metodo di selezione, lasciando così all’Ufficio la decisione finale se mantenerlo o meno”.

“A parte che ogni titolo di tutela vegetale ha durata limitata, in genere 20 anni, e che solo varietà nuove, che prima non sono mai state commercializzate, possono venire tutelate, è evidente che è in atto un confronto per un nuovo assetto dell’interazione tra i tradizionali diritti sulle varietà vegetali ed i brevetti industriali. Qualora l’Ufficio europeo brevetti decidesse alla fine di mantenere il brevetto industriale su quel broccolo non sarebbe comunque assolutamente in pericolo la ricerca varietale, così come la possibilità per gli agricoltori ed i consumatori di coltivare e consumare le tante altre varietà di broccoli esistenti in natura. Le royalties ottenute con la commercializzazione di nuove varietà, cui sia stato rilasciato un titolo di protezione varietale – sottolinea Nardi – sono importanti per finanziare la ricerca ed assicurare il miglioramento qualitativo delle varietà coltivate, così come dei prodotti che consumiamo, al pari di ogni altro campo di attività dove si cerca di tutelare la proprietà intellettuale e l’innovazione”.

“ESA, l’associazione europea dell’industria sementiera, cui aderisce anche ASSOSEMENTI, ha di recente approvato una mozione con la quale chiede che vengano esclusi dalla brevettabilità industriale i processi di costituzione di nuove varietà vegetali basati sull’incrocio e sulla successiva selezione, in quanto processi essenzialmente biologici. ESA è inoltre dell’avviso che vadano resi più severi i requisiti per la concessione di brevetti alle varietà vegetali – conclude ASSOSEMENTI - e che solo le vere invenzioni biotecnologiche possano usufruire di una protezione brevettuale”

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Link utili

Biodiversità 
Position papers di ESA

Proprietà  intellettuale
Position papers di ESA

Biodiversità
Position papers di ESA

Miglioramento genetico e innovazione
Position papers di ESA

Database ESA
Brevetti industriali vegetali

Gazzetta Ufficiale Italiana

UPOV - International Union for the Protection of New Varieties of Plants

cpvo Protocolli tecnici DUS delle specie agrarie e delle specie ortive Database varietà  tutelate

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