comunicato stampa

ASSOSEMENTI: per restare competitiva l'Italia deve investire su innovazione varietale

Pubblicato il 4 ottobre 2013 in: ricerca e costituzione varietà  vegetali

Nel nostro Paese occorre superare i pregiudizi legati alla ricerca in campo vegetale. Le varietà  vegetali oggi coltivate sono tutte frutto  di una continua evoluzione guidata dall'uomo

Firenze, 4 ottobre 2013 – “Senza investire sulla ricerca genetica e senza innovare le varietà coltivate, l'Italia perderà in competitività e metterà a rischio il primato enogastronomico che oggi è il vanto del paese ed una importante fonte economica”. È quanto ha dichiarato Paolo Marchesini, Presidente di Assosementi, in occasione dell’incontro presso l’Accademia dei Georgofili a Firenze sul tema “Nuove frontiere per la genetica e l’agricoltura: le biotecnologie vegetali in Italia”. L’evento rientra nella prima edizione della European Biotech Week con la quale l’Europa rende omaggio al 60° anniversario della scoperta della struttura del DNA.

“La ricerca e la costituzione di varietà migliorate garantiscono l'evoluzione del sistema produttivo. Per assicurare competitività al sistema agroalimentare italiano è necessario investire sulla ricerca varietale, senza trascurare o avere paura delle biotecnologie, ha aggiunto Marchesini. In Italia purtroppo insiste una visione miope sull’attività di ricerca vegetale che continua a contrapporre all’innovazione un modello incentrato sulle varietà tradizionali, senza considerare che anche queste ultime non restano immutate”.

“Il nostro paese ha bisogno di una politica lungimirante ed evoluta che sostenga concretamente la ricerca vegetale, per sfruttare il grande potenziale produttivo esistente per le sementi, in funzione anche del processo di armonizzazione e semplificazione della disciplina sementiera europea in corso, ha concluso Marchesini”.

Per comprendere i contributi negli ultimi anni del miglioramento genetico e varietale basta guardare al frumento tenero, la cui resa la resa produttiva è aumentata di 1 q per ettaro ogni 3 anni, oppure osservare le nuove tipologie di pomodoro ciliegino e datterino introdotte sul mercato e le varietà specifiche di orzo per la produzione della birra.

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