comunicato stampa

Nuova PAC 2015-2020: assurdo non sostenere il grano duro, simbolo con la pasta del Made in Italy

Pubblicato il 16 aprile 2014 in: pacpac e sementiAssosementi

Grande sorpresa è stata manifestata dalle aziende associate ad Assosementi, durante i lavori dell’Assemblea annuale di bilancio, per l’assenza del grano duro dall’elenco delle colture alle quali riservare un aiuto accoppiato con la nuova PAC 2015-2020 nell’ambito delle scelte che sono a disposizione di ogni paese e che sono state recentemente indicate dal Ministero.

“Riteniamo la proposta una provocazione, suscettibile ovviamente di essere modificata e migliorata, ma non possiamo immaginare che il grano duro, che è alla base della produzione della pasta, uno dei prodotti simbolo del Made in Italy, possa restare escluso dalla concessione di un aiuto accoppiato, per cercare di arrestarne il declino. Dal 2004, anno di inizio del disaccoppiamento delle diverse forme di aiuto, il grano duro ha perso in Italia il 30% della superficie coltivata, pari a circa 500.000 ettari” - ha dichiarato Guido Dall’Ara, Presidente di Assosementi, al termine dell’Assemblea delle aziende sementiere.

Accanto all’aiuto accoppiato alla coltura del grano duro, come aziende sementiere chiediamo poi venga previsto l’impiego di semente certificata per mantenere elevata la qualità e per la tracciabilità delle produzioni realizzate” – ha aggiunto Dall’Ara. “L’obbligo della semente certificata è poi una misura che consente di contrastare il reimpiego come seme di granella aziendale non controllata o acquistata illegalmente e che quindi permette di mantenere viva la possibilità di fare ricerca e miglioramento varietale per la coltura”.

L’impiego della semente certificata esplica anche benefici di tipo agronomico ed ambientale - ha sottolineato Dall’Ara. “Uno studio realizzato nel 2010 dalla società Horta dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ha dimostrato, in relazione al pagamento agroambientale del vecchio art. 68, che la semente certificata consente di ridurre l’impatto ambientale dei cereali autunno vernini grazie ad un risparmio del 10,5% nelle emissioni di CO2, per i minori interventi tecnici richiesti per difendere le colture da patogeni ed infestanti”.

Non solo la PAC, ma anche i temi della revisione delle norme sulle sementi in Europa, della concia, degli accordi di filiera e del progetto “Road to quality” di tracciabilità della filiera orticola sono stati approfonditi nel corso dell’Assemblea. Nell’occasione sono stati anche eletti i nuovi Presidenti della Sezione cereali nella figura di Franco Brazzabeni della ditta Venturoli sementi, e della Sezione costitutori, con Giampaolo Piubello della ditta Ista Agroalimentare Sud.

 

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