comunicato stampa

Produzioni biologiche: ASSOSEMENTI chiede una migliore gestione delle deroghe per accrescere la credibilità del settore e che non ci siano chiusure verso le diverse forme di innovazione

Pubblicato il 29 ottobre 2014 in: sementi biologichebanca dati ense

Il Ministero delle politiche agricole sta ipotizzando di trasferire al SIAN la gestione della banca dati sulle sementi biologiche, ora affidata al CRA-SCS, per migliorare la sua operatività dopo gli ultimi tagli alle risorse disponibili

I risultati delle attività sviluppate con il piano nazionale sementi biologiche (PNSB), che si è ufficialmente concluso lo scorso 30 giugno, sono stati illustrati ieri a Milano nell’ambito di un incontro organizzato dal CRA, il consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura. In particolare sono state presentate le indicazioni delle prove sperimentali finalizzate ad identificare i materiali varietali più idonei per l’impiego in agricoltura biologica, sono stati descritti i disciplinari per la produzione di sementi biologiche e poi è stata discussa la problematica del rilascio delle deroghe.

Mentre il settore biologico dimostra di essere nel nostro paese in forte crescita, la disponibilità di sementi e di altri materiali di propagazione vegetativa idonei per l’impiego in agricoltura biologica è invece diminuita in questi ultimi anni, vanificando uno dei principali obiettivi del piano nazionale” – sottolinea ASSOSEMENTI, l’associazione nazionale delle aziende sementiere. 

La disponibilità di sementi biologiche è infatti frenata dalla facilità di accesso allo strumento della deroga. La proposta per un nuovo regolamento europeo sul settore biologico, di cui è stato avviato l’esame nel corso del corrente semestre di presidenza italiana della UE, prevede comunque l’abolizione dell’istituto delle deroghe entro il 2021. ”Per prepararsi a questo appuntamento sarebbe opportuno iniziare – è il parere di ASSOSEMENTI – a non consentire più deroghe per quelle specie come ad esempio frumento duro, farro, cece ed erba medica che già sono in grado di produrre sementi biologiche in quantità sufficienti. Per favorire l’individuazione o la costituzione di varietà più idonee alle esigenze dell’agricoltura con metodo biologico, non dovrebbero esserci poi preclusioni verso le diverse tecniche di ricerca e di selezione delle varietà”.

Il piano nazionale sementi biologiche, promosso e affidato nel 2008 dal Ministero delle politiche agricole al coordinamento dell’ex ENSE, poi successivamente divenuto CRA-SCS, il centro di ricerca e sperimentazione sementi, nell’arco di 2 successivi bienni anni di lavoro ha coinvolto 40 unità operative appartenenti non solo allo stesso CRA, ma anche ad altre strutture di ricerca. 

La moltiplicazione di sementi con metodo biologico è passata in Italia da 10.600 ettari nel 2009, a soli 7.500 ettari nel 2013, il 3,9% dell’intera superficie nazionale utilizzata per produrre sementi soggette a certificazione ufficiale, con una contrazione del 30%. Restano invece sempre elevate le richieste di deroga per utilizzare sementi convenzionali nelle produzioni biologiche, oltre 35.000 nella stagione 2012 secondo i dati del CRA-SCS.

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Link utili

CREA-DC Banca dati disponibilità  sementi biologiche in Italia

Agricoltura biologica (DG AGRI Commissione Europea)

Prodotti Biologici (sito Ministero Politiche Agricole)

Federbio - Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

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“Una regolazione sbagliata può soffocare l’innovazione, rendendo proibitivi i costi e i tempi di ricerca per piccole e medie imprese”, ha detto il Segretario Generale di Assosementi Alberto Lipparini. L’incontro organizzato in collaborazione con SIGA, Società Italiana di Genetica, si è tenuto all’Università di Bologna