comunicato stampa

Riso: i risultati dell'innovazione varietale ostacolati da nematode e reimpiego aziendale

Pubblicato il 2 febbraio 2017 in: seme aziendalequalità delle sementiricerca e costituzione varietà  vegetaligruppo riso

La leadership italiana del riso è minacciata da un pericoloso nematode (l'Aphelenchoides besseyi) che dal 2011 a oggi ha colpito oltre il 10% delle partite di seme del riso, quindi sottratte al commercio, e non sembra volersi arrestare. A lanciare l’allarme è Massimo Biloni, coordinatore del Gruppo riso di Assosementi, l’associazione che rappresenta le ditte sementiere in Italia, durante il suo intervento nel corso della giornata "Sperimentazione agronomica e attività sementiera per una risicoltura d’eccellenza" svoltasi oggi a Mortara (PV) e promossa dall’Ente Nazionale Risi.

“Il nostro settore costituisce da sempre a livello europeo un’eccellenza da salvaguardare, ha dichiarato Massimo Biloni. Tuttavia, negli ultimi cinque anni non è stato possibile certificare oltre 17.000 tonnellate di semente di riso, pari a 410 partite di seme in natura, per l’impossibilità di rimuovere questo nematode, un autentico flagello per le risaie. Non è più sostenibile che le uniche figure sottoposte a controlli, ossia le aziende sementiere, si facciano integralmente carico del contenimento del problema ed è giunto il momento che anche tutto il resto della filiera intervenga mettendo in atto le migliori strategie di contrasto.”

“La diffusione del nematode rappresenta un’ulteriore difficoltà per l’attività sementiera risicola italiana che si va a sommare al crescente impiego di seme non certificato: un fenomeno che secondo le stime Assosementi ha ormai raggiunto il 30% delle superfici coltivate, ha aggiunto Biloni. Infatti, mentre crescono le superfici coltivate a riso, i quantitativi certificati di semente segnano il passo, indice di un sostenuto ricorso al reimpiego. "L'utilizzo di sementi certificate è il solo strumento che garantisce la sanità e la germinabilità del seme, oltre che la sua identità varietale, e quindi è il presupposto a garanzia di produzioni di qualità e sicure per il consumatore” ha evidenziato Biloni.

“In questo complicato contesto prosegue l’impegno del settore sementiero per la costituzione di nuove varietà: quelle più recenti, con meno di 5 anni di vita, hanno già conquistato il 40% del mercato, seguite da un altro 27% di quelle tra 6 e 15 anni di vita. Se da un lato questi risultati premiano gli sforzi di chi investe sull’innovazione, occorre condividere con tutta la filiera l’obiettivo di stabilizzare e rendere ancora più forte il meccanismo per il suo finanziamento, oggi possibile solo con l’acquisto di seme certificato” ha concluso Biloni.

Articoli correlati

Link utili

Biodiversità 
Position papers di ESA

Proprietà  intellettuale
Position papers di ESA

Sementi e aspetti fitosanitari
Position papers di ESA

Biodiversità
Position papers di ESA

Miglioramento genetico e innovazione
Position papers di ESA

Database ESA
Brevetti industriali vegetali

Ultimi articoli pubblicati