comunicato stampa

Art. 68: per AIS indispensabile mantenere obbligo del seme certificato

Pubblicato il 27 luglio 2009 in: pacpac e sementi

“L’accordo tra Ministro e Regioni sui pagamenti dell’art 68 per l’avvicendamento dei seminativi rischia di risultare controproducente se non si manterrà l’obbligo di impiegare seme certificato, così come previsto per i precedenti pagamenti dell’art.69”. L’AIS – Associazione Italiana Sementi, insiste nel reclamare il vincolo dell’uso del certificato, che rischia di essere l’unico sacrificato dal recente accordo.

“Dimenticare in questo accordo il seme certificato è un segnale fortemente negativo ed in contrasto con gli impegni presi dal Ministro Zaia in tema di tracciabilità e per garantire produzioni nazionali esenti da OGM ” – afferma Carlo Invernizzi, Presidente del gruppo cereali di AIS. “Non solo si sconfessa così la politica di valorizzazione portata avanti negli ultimi due decenni, incentrata sulla scelta delle varietà e impiego di seme certificato, ma si mette a repentaglio la capacità di innovazione e di miglioramento varietale per il futuro”.

L’AIS sottolinea che in un paese come il nostro in cui le risorse destinate alla ricerca sono molto limitate, l’uso del seme certificato è l’unica strada per sostenere indirettamente la ricerca varietale. Nel settore del grano duro, il grado di penetrazione nel nostro paese di varietà non italiane è passato dal 20% di metà anni ’80, all’attuale 50%.

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