comunicato stampa

ASSOSEMENTI, Carli: Filiera e Istituzioni parlano di seme certificato, primo passo per un sistema produttivo orientato alla qualità

Pubblicato il 25 gennaio 2018 in: tracciabilità produzionitavoli di filieraproduzioni e commercio derrateproduzione e commercio sementi

Un nuovo patto tra la filiera e le istituzioni per perseguire obiettivi condivisi in termini di qualità e innovazione e che parta dal seme certificato come condizione imprescindibile. È questa la posizione espressa oggi a Tolentino da Giuseppe Carli, Presidente di Assosementi, nel corso di “Seme certificato per una filiera veramente tracciata: il contributo del settore sementiero per la qualità dell’agroalimentare italiano”, il convegno promosso dall’associazione che riunisce le aziende sementiere italiane.

“Nel grande dibattito sulla corretta informazione al consumatore e sul controllo della filiera agroalimentare spesso manca un tassello importante come il seme, primo fondamentale anello di una produzione tracciata, ha dichiarato Giuseppe Carli. È giunto il momento di dare inizio a una collaborazione tra tutti i protagonisti del comparto, in cui il valore del seme certificato sia veramente riconosciuto soprattutto quando si parla di sicurezza alimentare, diritti dei consumatori, redditi degli agricoltori, ricerca e sviluppo in agricoltura e sostenibilità ambientale”.

“Da un seme di qualità nasce un’agricoltura di qualità, capace di generare valore aggiunto per tutta la filiera. Buona parte degli incrementi produttivi sono frutto dell’attività di innovazione varietale e dello sviluppo di varietà all’avanguardia, ha proseguito Carli. Il contributo dell’industria sementiera è dunque fondamentale per affrontare le sfide del presente, come la maggior attenzione dei consumatori verso ciò che acquistano, e del futuro, poiché nel 2050 si dovrà garantire l’accesso al cibo a 10 miliardi di persone”.

“Tuttavia l’impiego di seme certificato è in diminuzione, con il rischio di compromettere l’intero sistema produttivo nazionale, ha aggiunto Carli. Ci troviamo quindi davanti a un paradosso: da un lato si condivide la necessità di un seme di qualità, ma dall’altro il suo ruolo non viene pienamente riconosciuto, con il risultato di ridurre anche le risorse per la ricerca varietale, d’interesse per tutta la filiera”.

“Con il convegno di oggi Assosementi auspica si possa aprire una nuova stagione in cui il seme diventi uno dei protagonisti del dibattito sull’agroalimentare, lavorando in sinergia con tutti gli attori del settore agricolo italiano. L’obiettivo comune è di favorire lo sviluppo di un mercato più specializzato, che deve obbligatoriamente partire dal seme certificato. Per riuscirci è necessario che tutta la filiera crei una cultura sul valore aggiunto garantito dal seme certificato presso i consumatori e gli agricoltori e che le istituzioni possano stimolare la definizione di accordi di filiera e contrastare in maniera efficace il fenomeno della contraffazione” ha concluso Carli.

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