comunicato stampa

Assosementi, soia: l'uso del seme non certificato espone le produzioni a rischi fitosanitari

Pubblicato il 4 ottobre 2018 in: qualità delle sementisezione colture industrialiproduzioni e commercio derrateproduzione e commercio sementi

L’uso di sementi non certificate può causare perdite significative nella produzione di soia e creare i presupposti per aumentare nel terreno il potenziale infettivo di patogeni in grado poi di compromettere le successive produzioni. L’allarme lanciato da Paolo Marchesini, Presidente della Sezione colture industriali di Assosementi, arriva in coincidenza dell’epoca di raccolta, al termine di una campagna in cui la semina di granella aziendale non certificata ha raggiunto quote rilevanti, fino al 50%.

“In un contesto produttivo già colpito dalle fitopatologie dovute all’andamento stagionale, come quelle registrate nell’ultima campagna, il ricorso alla granella aziendale aumenta i rischi fitosanitari, poiché questo materiale è privo di qualsiasi controllo –spiega Marchesini. Le sementi che ottengono la certificazione sono invece soggette a controlli ufficiali che, a vantaggio degli agricoltori, evitano la commercializzazione di quei lotti per cui sono emerse criticità”.

A sensibilizzare i produttori sull’uso del seme certificato è anche Giuliano Mosca, Professore ordinario di Agronomia dell’Università di Padova e Presidente della Sezione Nord-Est dell’Accademia dei Georgofili. “Il seme per essere buono - evidenzia il professor Mosca - deve essere selezionato da figure professionali, perché il reimpiego di seme autoprodotto non offre alcuna garanzia e comporta rischi sia germinativi che sanitari”.

“I consumatori - conclude Marchesini - oggi sono più attenti all’origine dei prodotti e declinano la tracciabilità come elemento di qualità. L’uso di sementi certificate completa la tracciabilità delle produzioni, a tutela degli operatori e dei consumatori.”

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