comunicato stampa

Grano duro: le aziende sementiere difendono il premio qualità accoppiato

Pubblicato il 7 novembre 2008 in: pacpac e sementiproduzioni e commercio derrate

In vista del prossimo Consiglio dei Ministri dell’agricoltura che dovrebbe decidere sulla verifica dello stato di salute della PAC, l’industria sementiera scende apertamente in campo a difesa del premio speciale alla qualità per il grano duro, di 40 euro ad ettaro. Con una lettera indirizzata alla Commissione, ESA (European Seed Association) e le organizzazioni sementiere di Italia, Spagna, Francia e Grecia hanno chiesto che l’aiuto qualità al grano duro venga mantenuto accoppiato fino alla successiva revisione della PAC, dopo il 2013.

Il premio qualità, fortemente voluto dall’industria molitoria, è stato introdotto con la riforma PAC del 2003 ed è riservato agli agricoltori delle zone tradizionali che impiegano sementi certificate di varietà riconosciute idonee per la loro qualità ai fini della produzione di semola e di pasta. Il premio ha così permesso di innalzare la qualità del grano duro prodotto in Europa, portando ad escludere dal mercato le varietà con un profilo tecnologico insufficiente. Secondo l’AIS – Associazione italiana sementi, in cinque anni di applicazione il premio accoppiato ha consentito di sostituire in Spagna ed in Italia con varietà di maggiore qualità circa il 30% dei materiali coltivati. Oltre il 99% delle sementi di grano duro oggi prodotte e coltivate in Italia appartengono a varietà inserite nella lista qualità.

Se passasse la proposta della Commissione di disaccoppiare anche questo aiuto, la produzione di grano duro rischierebbe di fare un brusco passo indietro in termini non solo qualitativi, ma anche quantitativi. Sebbene di modesta entità, il premio qualità di 40 euro è comunque un incentivo che tiene legati i produttori alla coltura e soprattutto all’uso di semente certificata, lo strumento migliore e più economico per garantire la sanità delle produzioni, la loro identità, anche nei riguardi dell’assenza di ogm, ed infine la rin-tracciabilità. Impiegare seme certificato – evidenzia l’AIS – significa poi contribuire a mantenere vive la ricerca e l’innovazione varietale, quindi a sostenere il lavoro di continuo miglioramento qualitativo.

“Sarebbe davvero singolare – è il commento di Carlo Invernizzi, Presidente del Gruppo cereali di AIS – che il nostro paese, per il quale il grano duro e la pasta sono produzioni fortemente tipiche e strategiche, non si schierasse a difesa del premio qualità. Mantenere l’aiuto accoppiato fino al 2013 consentirebbe fra l’altro di consolidare l’efficacia selettiva della lista delle varietà di qualità, assicurare maggiore stabilità alla produzione ed alla filiera e sfruttare meglio le opportunità legate alle eccellenze del nostro paese, come suggerito proprio dalla Commissaria Fischer Boel”.

Articoli correlati

Link utili

ISTAT - dati annuali coltivazioni nazionali, regionali e provinciali - dal 2006

Gazzetta Ufficiale Italiana

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

Coltivazioni in Europa
Le stime Coceral e del COPA-COGECA

Ultimi articoli pubblicati