comunicato stampa

Convegno AIS "Quali sementi per il futuro dell'agricoltura italiana?" Relazione Presidente Saviotti

Pubblicato il 29 marzo 2007 in: ricerca e costituzione varietà  vegetaliproduzione e commercio sementi

"La funzione primaria dell'industria sementiera è quella di assicurare varietà innovative e fornire sementi di qualità agli agricoltori. La semente controllata e certificata è poi l'elemento più qualificato e conveniente che le filiere agroalimentari hanno a disposizione a garanzia della rintracciabilità delle produzioni, dall'azienda al consumatore finale".
Questo uno dei passaggi contenuti nella relazione di Bruna Saviotti, presidente di Ais - Associazione italiana sementi, presentata nel corso del Forum pubblico organizzato presso il Palazzo Affari di Bologna, sul tema: "Quali sementi per il futuro dell'agricoltura italiana?".

Il Forum è stato voluto da Ais per condividere con gli attori di alcune filiere l'analisi sullo stato del settore nei suoi diversi segmenti e cercare di individuare proposte operative per meglio indirizzare e per rendere più incisivo il lavoro dell'industria sementiera.

"Nel comparto dei cereali a paglia l'attività di ricerca varietale è strettamente legata al volume di sementi commercializzate. Il recente calo delle superfici ha ridotto le già poche risorse destinate alla costituzione varietale, che in Italia a malapena raggiungono il 10-20% di quelle disponibili in Francia o in Germania. Per sostenere la ricerca privata - ha puntualizzato Saviotti - sarebbe utile ipotizzare anche in Italia un sistema di raccolta dei diritti varietali sulla granella aziendale utilizzata come seme".

"E' comunque indispensabile - ha sottolineato ancora Saviotti - che le decisioni che coinvolgono l'utilizzo di sementi certificate non siano traumatiche. Ora, che si stanno profilando nuovi cambiamenti nell'applicazione della Pac, tutti debbono condividere la nostra richiesta che una eventuale modifica dei pagamenti ex art. 69 legati al seme certificato non possa intervenire alla vigilia delle semine".

Altri temi ricordati da Bruna Saviotti nella sua relazione sono l'insufficiente sviluppo di accordi di filiera e delle interprofessioni, la mancanza di una soglia di tolleranza per la presenza accidentale di ogm nelle sementi tradizionali, lo scarso contrasto alle contraffazioni, il ruolo delle amministrazioni centrale e regionali nel campo sementiero.

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ISTAT - distribuzione delle sementi, dati provinciali, regionali e nazionali dal 2003

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