comunicato stampa

Aumento produttività e innovazione: ASSOSEMENTI sottolinea il legame tra ricerca e tutela varietale

Pubblicato il 7 marzo 2012 in: ricerca e costituzione varietà  vegetali

Aumento della produttività ed innovazione varietale sono gli elementi di base per garantire la sicurezza alimentare in ogni paese. Se ciò vale per i paesi africani, per i quali l’agenzia delle Nazioni Unite sulla proprietà intellettuale (WIPO) organizzerà i prossimi 10 ed 11 maggio un forum sul miglioramento della produzione di cereali e soprattutto sul ruolo della proprietà intellettuale nel favorire il trasferimento di tecnologia ed accelerare lo sviluppo economico, sociale e culturale di queste aree geografiche, ancora di più questi meccanismi sono validi per paesi sviluppati come il nostro.

Davide Bacilieri, presidente della Sezione costitutori varietà vegetali di ASSOSEMENTI, osserva che “favorire una adeguata tutela e remunerazione della proprietà intellettuale aiuta lo sviluppo e il progresso di tutta la filiera agricola. Un ottimo esempio del legame tra tutela della proprietà intellettuale, disponibilità di risorse per la ricerca e per il trasferimento dell’innovazione, quindi sviluppo della produttività e della competitività lo troviamo nel caso della produzione cerealicola francese, da cui l’Italia oramai dipende largamente sia a livello di approvvigionamento per l’industria molitoria e zootecnica, quanto di innovazione varietale”.

“Sono infatti sempre più le varietà di frumento francesi ed anche di altri paesi che si affermano sul nostro mercato, sfruttando l’insufficiente attività di ricerca svolta in Italia e lo scarso coordinamento tra ricerca privata ed istituti pubblici. Va anche sottolineato – evidenzia Bacilieri – che la Francia con ben 7,5 milioni di ettari coltivati a cereali a paglia, riesce a mettere a disposizione della ricerca varietale oltre 50 milioni di € di royalties ogni anno, rispetto ai 5 milioni che vengono raccolti in Italia”.

“Se riuscissimo comunque a sfruttare meglio il nostro lavoro, raccogliendo più risorse ad esempio anche sul seme aziendale non certificato il cui impiego in Italia purtroppo si sta diffondendo sempre di più, potremmo essere in grado di costituire nuove varietà particolarmente valide non solo per i nostri ambienti mediterranei, ma anche – aggiunge infine Bacilieri – per i paesi della sponda africana, anch’essi molto legati ad una produzione tipicamente italiana quale quella del grano duro”.
Al fine di accrescere la ricerca varietale nazionale, ASSOSEMENTI ha preso di recente l’iniziativa di avviare una serie di approfondimenti con il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA), per valutare con le sue diverse unità operative la domanda di miglioramento genetico, nonché le collaborazioni esistenti e quelle che possono essere sviluppate, in settori come quelli dei frumenti e delle varietà orticole.

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