comunicato stampa

Riforma PAC: l'industria sementiera chiede lo stato di crisi per il grano duro

Pubblicato il 3 novembre 2004 in: pacpac e sementi

“Le forti preoccupazioni che avevamo alla vigilia della scelta italiana di disaccoppiare l’aiuto al frumento duro sono oggi una pesante realtà per la granicoltura italiana e l’industria sementiera: le semine di frumento duro stanno crollando e le aziende sementiere si ritrovano con grossi quantitativi di sementi invendute”. L’AIS - Associazione italiana sementi, ritorna sul tema delle semine cerealicole autunnali per evidenziare lo stato di grave crisi in cui oggi si trovano le aziende sementiere e le ripercussioni che avrà l’industria pastaria.

“La produzione sementiera richiede programmazione e quindi fidandoci dell’interesse vitale del nostro paese per questa coltura, nonché dell’impegno del Ministro Alemanno a favore del frumento duro” – precisa Bruna Saviotti, Presidente AIS - “nell’autunno 2003 avevamo programmato una normale produzione di seme. Purtroppo, col seme già raccolto, è giunta ad inizio agosto la decisione del Ministro Alemanno e delle Regioni di disaccoppiare l’aiuto. Con un calo degli investimenti a frumento duro che andrà ben oltre i 500mila ettari finora previsti, le nostre aziende si ritrovano adesso con forti giacenze di seme che non riusciranno a vendere e con l’impegno di dovere comunque pagare gli agricoltori che hanno moltiplicato il seme”.

“Ci sono a nostro giudizio tutti i presupposti per chiedere lo stato di crisi per l’industria sementiera cerealicola. Nelle Regioni del Centro-Sud,” – aggiunge Saviotti – “molte aziende sementiere lavorano prevalentemente con il frumento duro e questa situazione le sta mettendo in ginocchio. Chiederemo al Ministro Alemanno ed alle Regioni di farsi carico di questa gravissima emergenza”.

“E’ una situazione che doveva essere meglio valutata quando si è deciso il disaccoppiamento dell’aiuto al frumento duro e soprattutto l’avvio immediato, con le semine 2004-2005. Come AIS l’avevamo purtroppo previsto” - sottolinea il Presidente Bruna Saviotti. “Trovo molto più lungimiranti e razionali le scelte operate da Spagna, Grecia e Francia, che non solo hanno deciso di mantenere accoppiati gli aiuti, ma di applicare la riforma a decorrere dal 2006, dando tempo all’industria sementiera di prepararsi”.

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