L’annata 2005 ha registrato una sensibile flessione per
le superfici portaseme di bietola da zucchero, di poco superiore
al 25%, mentre per quelle da foraggio il calo è stato più
elevato, del 28%.
La flessione per la bietola da zucchero deve essere interpretata
quale un primo adattamento da parte dell’industria sementiera,
in vista della riforma dell’OCM zucchero.
La neve di fine febbraio – inizio marzo ha rallentato i
trapianti, che comunque sono stati completati en-tro marzo. Nella
fase successiva l’andamento climatico ha favorito lo sviluppo
regolare delle colture.
Ad inizio giugno abbiamo avuto temperature più alte della
norma, con un probabile effetto sulla durata della fioritura;
successivamente le temperature sono scese, consentendo una buona
maturazione del seme. La raccolta è stata effettuata in
condizioni pressoché ottimali.
Riguardo le superfici portaseme per l’anno 2006, i trapianti
sono ancora in via di ultimazione, tuttavia si può stimare
una tenuta, se non un piccolo incremento rispetto alla superficie
della scorsa annata.
LA CAMPAGNA COMMERCIALE
Aggiorniamo anche a questo proposito i dati di mercato, con le
stime elaborate all’interno del Gruppo per l’ultima
campagna:
VENDITE SEME BIETOLA DA ZUCCHERO IN ITALIA,
in unità
Rispetto all’annata precedente, il 2005 ha
registrato – non tanto per una maggiore attenzione da parte
dei distributori, quanto per il sensibile aumento delle superfici
seminate – una concreta riduzione nei resi, scesi al 21%
circa, rispetto al 32% del 2004.
La campagna bieticolo-saccarifera 2005 ha visto raggiungere risultati
molto positivi, che purtroppo non potranno più ripetersi
alla luce della recente riforma.
Innanzitutto a livello di superficie, in quanto si sono investiti
a bietola nel 2005 circa 235.000 ettari, profittando anche del
fatto che grazie all’avvio della nuova riforma PAC, terreni
a premio unico sono stati destinati alla bietola senza alcuna
penalizzazione.
Anche le rese sono state elevate, con polarizzazioni e rese in
saccarosio – soprattutto al Nord – che han-no confermato
quelle del 2004, sulle 7-8 t per ettaro, anzi hanno portato ad
un forte eccesso produttivo rispetto alla quota nazionale in virtù
della maggiore superficie.
Purtroppo una stagione molto inclemente, con ripetute piogge,
ha allungato i tempi della campagna, tanto che gli zuccherifici
hanno dovuto chiudere la lavorazione industriale senza che tutte
le bietole fossero state consegnate. Si stima che siano rimaste
sul campo circa 1,5 milioni di q di bietole, cui sono state di
recente concesse delle compensazioni pari a 1.500 – 1.700
euro per ettaro secondo quanto con-cordato nell’ambito dell’accordo
interprofessionale.
La riforma dell’Ocm zucchero
Ne abbiamo più volte parlato, l’abbiamo temuta ed
ora possiamo affermarlo, la recente riforma del-l’organizzazione
comune di mercato per lo zucchero ha sicuramente sancito un drastico
ridimensiona-mento del settore nel nostro paese. Anzi, terminato
il periodo transitorio di quattro anni, resta in dub-bio che la
coltura della bietola possa continuare a trovare in Italia spazio
ed una convenienza economi-ca.
E’ in fase di avvio una nuova campagna in cui la quota nazionale
di zucchero si dimezza, scendendo a 7,8 milioni di q, ed il numero
di zuccherifici in attività passerà da 19 a sole
6 unità. Questa annata non dovremmo quindi aspettarci,
considerati i riporti delle precedenti campagne, più di
70-80mila ettari complessivamente investiti a bietola, tra semina
autunnale e quella primaverile.
La nuova OCM vedrà poi ridursi in modo molto deciso il
prezzo garantito, del 36% a regime, dopo quat-tro anni, riduzione
che sarà compensata da un pagamento disaccoppiato dalla
produzione e pari al 64,2% della riduzione di prezzo, riservato
a tutti i coltivatori storici e subordinato al rispetto di norme
di gestione ambientale e del territorio. Nei paesi in cui la quota
di produzione si ridurrà di oltre il 50%, come in Italia,
ai coltivatori sarà inoltre concesso per il periodo transitorio
un aiuto integrativo accop-piato alla produzione. Alle industrie
saccarifere, infine, che rinunciano alla loro quota di produzione
di zucchero, sono riservati aiuti importanti per la ristrutturazione.
Ciò che tutti si chiedono è se finito il periodo
transitorio, la coltura della bietola potrà restare competi-tiva
in Italia. A questo proposito è innegabile che occorre
elevare in modo sensibile le rese produttive in saccarosio per
ettaro, oggi ancora molto inferiori rispetto a quelle dei paesi
del Centro Europa, con i quali dovremo inevitabilmente confrontarci.
Come dimostrano le rese produttive delle ultime due cam-pagne,
il materiale varietale a disposizione della bieticoltura italiana
è valido, pertanto per migliorarci sono necessari sforzi
importanti a livello di tecniche colturali e di trasformazione
industriale.
L’attività di Gruppo
Alla luce dell’amara riforma dell’OCM e del ridimensionamento
della produzione nel nostro paese, è ne-cessario interrogarsi
anche sulla futura attività del Gruppo. Se per produrre
la quota di zucchero adesso riservata al nostro paese, a regime
saranno necessari non più di 60-70mila ettari, destinati
a contrarsi compatibilmente con l’aumento della produttività,
analogamente per la trasformazione non serviranno più di
3-4 zuccherifici in attività.
Inevitabilmente, anche la domanda interna di seme si ridurrà,
con drastiche conseguenze sulle aziende presenti sul mercato italiano
o sulla loro politica commerciale.
Settore della moltiplicazione. Per la moltiplicazione della bietola
da zucchero le prospettive nel nostro paese restano invece molto
più positive, grazie alle strutture del settore che nel
tempo hanno consoli-dato livelli qualitativi di eccellenza e sono
ora in condizione di competere con altre realtà produttive.
Dopo il calo di assestamento della scorsa campagna, quest’anno
le superfici portaseme hanno infatti tenuto.
Prosegue in materia di produzione il confronto con il COAMS, dopo
la sottoscrizione del nuovo accordo di moltiplicazione. Peccato
che le risorse che le aziende possono destinare a studi e ricerche
congiunte siano sempre più scarse, tanto che la sperimentazione
realizzata nel 2005 sugli effetti dell’irrigazione localizzata
ed associata alla fertirrigazione verrà sospesa.
Il Presidente di Gruppo
Domenico Ramponi