23 marzo 2006



A.I.S.
ASSOCIAZIONE ITALIANA SEMENTI
Bologna


Gruppo sementi di foraggere
e di tappeti erbosi

Rapporto di attività 2005

 


PRODUZIONI E MERCATI
La campagna 2005 ha dovuto confrontarsi con i seguenti due aspetti salienti: l’entrata in vigore della nuo-va riforma della politica comune, per le attese riposte a favore delle foraggere, e l'andamento climatico particolarmente negativo, da agosto in avanti, che ha finito con il penalizzare i raccolti coinvolti.

Graminacee: è il settore che ha risentito maggiormente in termini negativi della riforma PAC. In partico-lare le vendite di sementi di loietto italico hanno subito una riduzione vicina al 50%, rispetto al quantita-tivo del 2004. Questo significa che, sulla base di una ipotesi da tempo accreditata all’interno del Gruppo e che attribuisce al nostro paese un consumo medio nelle annate normali pari a 10.000 t (lo stesso consumo del mercato francese!), la domanda per le ultime semine si è aggirata intorno alle 5.500 t.
Le valutazioni sulle vendite che il mercato esprime, insieme alle concrete indicazioni dei maggiori opera-tori, portano a ritenere molto verosimili queste stime.
E’ a tutti noto, tuttavia, che i dati delle statistiche import-export e di certificazione portano ad elabora-re cifre anche molto diverse; così come, secondo i dati diffusi di recente dall’ISTAT, che le sementi di loietto italico distribuite nel nostro paese sarebbero state pari a circa 12.500 t nel 2004, rispetto alle 13.500 t nel 2003!
Per completare il quadro delle graminacee, va sottolineato che hanno tenuto bene i miscugli per prati sta-bili, mentre i miscugli per prati ornamentali hanno subito una notevole riduzione, difficile da quantificare, anche a causa del tempo poco favorevole avuto sia in primavera che in autunno.

Leguminose foraggere:
Trifogli: i raccolti di seme delle varie specie sono stati tutti completati prima dell’inizio delle intense piogge, ad agosto, per cui sono stati abbondanti e di buona qualità. Purtroppo il mercato registrava già una situazione di forte saturazione, per cui i prezzi pagati agli agricoltori ne hanno risentito.
Il trifoglio incarnato tardivo è stato pagato in natura sui 350 €/t, così come il trifoglio alessandrino, men-tre il trifoglio squarroso è sceso fino a 250 €/t.
Erba medica: il raccolto 2005 è stato tutto sommato buono, anche se le piogge che si sono avute da metà agosto hanno un po’ rovinato la qualità del seme. La quantità di seme certificato secondo le stime ENSE dovrebbe raggiungere le 5.000 t, cui si debbono aggiungere almeno 2 / 2.500 t di semente non certificata.
Le vendite sul mercato interno sono finora andate molto a rilento, mentre si registra una forte richiesta di sementi di erba medica italiane, anche se non certificate, soprattutto da parte di paesi terzi.
Le esportazioni verso questi paesi sembra che abbiano assorbito ogni disponibilità di sementi non certifica-ta, presente sul mercato.

L’IMPATTO DELLA RIFORMA PAC
Le aspettative particolarmente positive per il settore delle foraggere, riposte nell’avvio della riforma PAC, hanno finito invece con l’arenarsi e divenire motivo anche di forti delusioni commerciali.
Causa la scarsa informazione sulla riforma e l’incertezza sulle scelte da fare, dapprima gli agricoltori si so-no indirizzati con forza verso le colture proteiche, quali veccia, favino e pisello proteico, attratti dal pa-gamento supplementare riservato agli utilizzatori di sementi certificate. Solo in parte siamo così stati in grado di soddisfare la domanda inaspettata di seme.
Poi, con le semine primaverili 2005, si è vista una maggiore richiesta di sementi di erba medica, soprattut-to in zone senza tradizione nella coltura. Le maggiori produzioni realizzate, come purtroppo da noi temu-to, hanno appesantito il mercato ed i prezzi sono crollati, sia per i foraggi che per le granelle.
Di riflesso, abbiamo pertanto registrato un crollo nella richiesta di sementi per le nuove semine autunnali, a conferma che gli spostamenti tra i diversi investimenti e gli incerti orientamenti degli agricoltori, origi-nati dalla riforma, hanno finito con il coinvolgere negativamente anche il nostro settore. A questo punto dobbiamo augurarci che un nuovo equilibrio possa essere presto raggiunto.

GLI AIUTI ALLE SEMENTI CERTIFICATE
L’Italia, assieme alla Spagna, al Portogallo, alla Grecia, al Belgio (per lino e spelta) ed alla Francia (riso, spelta, canapa e lino, quindi non per le foraggere!), è uno dei pochi paesi che con la riforma PAC ha deciso di mantenerli accoppiati alla produzione. Questa decisione dovrebbe permettere di consolidare determi-nate nostre produzioni di punta.
Nel nuovo sistema nazionale di gestione degli aiuti, anche la registrazione dei contratti di moltiplicazione e la presentazione della documentazione finale sulle quantità certificate fa completamente capo ai CAA (Centri assistenza agricoli), in relazione ai pagamenti unici erogati agli stessi agricoltori-moltiplicatori. C’era la speranza di una semplificazione burocratica, per il momento andata delusa.
Il momento più importante di verifica del nuovo sistema lo avremo comunque con il pagamento degli aiuti sul raccolto 2005, che dovrà essere tassativamente fatto entro il prossimo 30 giugno. E’ previsto che le domande di aiuto (cioè l’integrazione finale con la documentazione sul quantitativo certificato) debbano essere presentate entro il 31 maggio. Agea avrà poi non più di un mese di tempo per le necessarie verifi-che circa il rispetto del plafond finanziario di cui il nostro paese dispone, pari a 13,3 milioni di Euro; a questo fine, dovrà necessariamente attendere di raccogliere tutte le richieste, quindi anche quelle delle sementi di riso, le ultime in ordine di selezione.
Sempre in tema di aiuti è necessario ricordare che recentemente, da parte dei moltiplicatori di sementi di riso, è stata riproposta la questione del vincolo di cui è oggetto il loro settore (l’aiuto viene erogato previa attestazione dell’avvenuta commercializzazione di almeno il 95% del seme certificato!) e della esigenza di stabilire una separazione tra le sementi di foraggere e quelle di riso.
Il nostro Gruppo, quando nel 2002 si discusse dell’introduzione di uno stabilizzatore, poi non applicato, si era già espresso a favore di un simile strumento. Ritengo che ora debba approfondire la sua posizione, se cioè limitarsi a distinguere semplicemente fra le sementi di riso e quelle di foraggere, oppure se differen-ziare anche all’interno delle foraggere, ad esempio tra graminacee e leguminose, e in quest’ultime, tra quelle a seme piccolo e seme grosso.
Un’altra questione da affrontare con il MIPAF, è la possibilità prevista dal regolamento CE n. 218/2005 che possano venire concessi acconti agli agricoltori moltiplicatori sugli aiuti che avranno diritto di percepire.

IL PASSAPORTO FITOSANITARIO PER LE SEMENTI DI ERBA MEDICA
Con direttiva 2005/16/CE, è stato esteso alle sementi di erba medica l’obbligo di circolare all’interno del-la Comunità accompagnate da passaporto delle piante. Tale direttiva avrebbe dovuto essere applicata dal 15 maggio 2005, ma solo nella legge comunitaria 2005 (recentemente approvata con la legge 25 gennaio 2006, n. 29) è stato previsto il dispositivo per il suo recepimento, che pertanto avverrà a breve.
A livello operativo la nuova disposizione non dovrebbe costituire un particolare aggravio per gli operatori, visto che da tempo le colture da seme debbono essere denunciate per i necessari controlli fitosanitari. Con un’altra direttiva, la 2005/17/CE, è stato infatti previsto che il passaporto delle piante possa venire integrato nel cartellino ufficiale di certificazione. Potremmo quindi ipotizzare che possa essere lo stesso Servizio fitosanitario ad autorizzare l’ENSE a rilasciare i cartellini di certificazione, già integrati con il passaporto, senza un coinvolgimento dell’azienda sementiera.
In attesa del pieno recepimento delle disposizioni in questione, che comunque non dovrà andare oltre il prossimo 1° maggio, è necessario ricordare che le eventuali vendite di sementi di erba medica verso altri paesi comunitari debbono essere già accompagnate dal passaporto.
In materia fitosanitaria, un altro aspetto da ricordare è la recente introduzione con il Dlgs 214/2005 della cosiddetta “tassa fitosanitaria” sui controlli previsti sulle importazioni ed esportazioni. E’ un ulteriore onere che va a gravare sulla nostra attività, previsto dalla direttiva comunitaria 2002/89/CE, la cui appli-cazione speriamo non comporti ulteriori forti discrepanze tra i paesi membri UE.

L’ATTIVITÀ DI GRUPPO
Un tema toccato lo scorso anno e che non ha visto concreti sviluppi, è quello della definizione di un ac-cordo tipo di moltiplicazione delle sementi, per dare un riferimento più preciso a quelle aziende interes-sate a rapporti meglio definiti con i coltivatori moltiplicatori.
La nostra richiesta di rendere obbligatorio il contratto di moltiplicazione e limitare alle aziende sementie-re la possibilità di chiedere il controllo in campo delle colture, è stata per il momento accantonata, men-tre per la definizione di un accordo tipo i rapporti con il COAMS sono molto condizionati dall’esigenza di quest’ultimo di individuare strumenti “per cofinanziare le attività di settore”!
Altro argomento ancora in sospeso è l’aggiornamento dei costi di iscrizione delle nuove varietà al Registro nazionale. Una prima proposta elaborata dall’ENSE è stata rivista ed in parte contenuta nei costi a carico dei costitutori ed attende ora di venire ridiscussa con il Ministero delle politiche agricole.
Nel frattempo, a livello comunitario, sono state avviate riflessioni non di secondo piano sulla disciplina sementiera ed il ruolo del registro e della certificazione, così come oggi strutturata, per cui possiamo at-tenderci anche evoluzioni fino a poco tempo fa inaspettate da questo fronte.

Il Presidente di Gruppo
Vito Sgaravatti