23 marzo 2006



A.I.S.
ASSOCIAZIONE ITALIANA SEMENTI
Bologna


Gruppo sementi da orto,
da giardino, forestali ed officinali

Rapporto di attività 2005

 


Distinguendo come di consueto tra i tre diversi settori di attività: la moltiplicazione, il segmento professionale e il segmento hobbistico, illustriamo l'andamento del comparto sementi da orto nel 2005.

Moltiplicazione
L’attività di moltiplicazione delle sementi ortive ha registrato un’annata generalmente positiva.
Buoni risultati, sia in quantità che per qualità, sono stati forniti dalle moltiplicazioni di ravanelli, carote, brassi-che, lattughe, zucchini, cetrioli, coriandoli, piselli e fave. Soddisfacenti produzioni anche per cavoli, porri, ci-corie e finocchi; negative invece quelle delle liliacee (cipolle e bunching onion).
Gli effetti della riforma della PAC in vigore dal 2005 (disaccoppiamento totale degli aiuti, con possibilità di uti-lizzare terreni a premio unico per colture portaseme da orto) stanno provocando turbative anche sul nostro mercato: la richiesta di produzioni sementiere da orto è in effetti ben superiore all’offerta che le aziende pos-sono garantire. Questa situazione rischia di innescare una pericolosa spirale al ribasso dei prezzi, non solo alla produzione, che se da un lato può essere giudicata positiva per riequilibrare il mercato, dall’altro è bene non sia troppo marcata per non arrivare a penalizzare significativamente la qualità delle produzioni nazionali. E’ infatti chiaro che le aziende sementiere moltiplicatrici italiane possono continuare a competere solo se in grado di offrire affidabilità, con un ‘mix di offerta’ che comprende servizio, qualità del seme e prezzi ragionevoli.
Nel 2005 la superficie coltivata per produrre sementi orticole è stata di circa 10.500 ettari, valore in media con quello degli anni passati. Per il 2006 invece, causa le buone produzioni del 2005 e la minor competitività dell’euro nei confronti del dollaro, è prevedibile una leggera flessione, soprattutto a carico delle sementi O.P. Il calo dovrebbe essere contenuto, in grado di assicurare comunque il mantenimento dei livelli di superficie or-mai raggiunti da diversi anni, sui 10-11mila ettari.
A livello mondiale, le superfici coltivate per produrre sementi orticole risultano in contrazione dall’Europa, ab-bastanza stabili da America ed Oceania, in espansione invece dall’Asia, con livelli di crescita che, sino ad oggi, sono riusciti a compensare i minori investimenti effettuati in Europa.
Ormai consolidata è la leadership italiana nella produzione di sementi di cavoli ibridi e cipolle, anche se forte è la richiesta per un ulteriore salto qualitativo. Per tale motivo è stato avviato un confronto con il CRPV dell’Emi-lia-Romagna per predisporre un programma di sperimentazione sul miglioramento delle tecniche di produzione del seme di cipolla (in particolare, sulla meccanizzazione della raccolta e sull’ asciugatura del seme). La spe-rimentazione, che dovrebbe partire con il prossimo anno (2007), vedrà il sostegno economico delle aziende as-sociate che si occupano di moltiplicazione, oltre che – ci auguriamo – il supporto pubblico fornito dalla Regione Emilia-Romagna.
Il mercato ‘spot’ (vendita di sementi al di fuori dei contratti di moltiplicazione) continua ad essere in crescita, in particolare per le produzioni di sementi destinate all'esportazione. Da segnalare in questo mercato il buon andamento delle produzioni per uso germogli. Decisamente negativo invece l’andamento del mercato del seme biologico, di fatto bloccato dalla possibilità di ricorrere ‘sine die’ alla deroga a favore dell’uso di sementi con-venzionali.
In conclusione, si può dire che nel 2005 i volumi di vendita totali, fra moltiplicazione e ‘spot’, siano risultati in aumento, mentre per il 2006 è prevedibile una leggera flessione: su quest’ultima inciderà molto, naturalmente, l'andamento dei raccolti della prossima estate.
In materia di moltiplicazione segnaliamo che prosegue il progetto ‘Mappatura sementi’, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e co-finanziato dalle aziende sementiere. Il progetto prevede l'informatizzazione completa della procedura operativa prevista dalla legge n. 2/98 della Regione Emilia-Romagna (‘Produzione di sementi di piante allogame’). Avviato nel 2005, con la primavera 2006 l’iniziativa è passata alla parte operativa con le prime verifiche in campo.
Il progetto è stato presentato anche alla Regione Marche, per migliorare la legge regionale n. 34/83, e la dispo-nibilità manifestata nei primi contatti lascia ben sperare in concreti sviluppi.

Il segmento ‘professionale’
Il mercato dell'ortaggio fresco ha vissuto un anno difficile nel 2005, con ovvie ripercussioni negative sui risultati economici delle ditte sementiere. Non solo i consumi di ortaggi sono decisamente diminuiti, ma nel contempo sono aumentate in modo considerevole le importazioni di ortaggi freschi (carote, cipolle, angurie, fagiolini, po-modori e peperoni) da altri paesi del bacino mediterraneo, a prezzi molto competitivi. L’eccesso di offerta ha condotto inevitabilmente ad un calo generale dei prezzi alla produzione, con conseguente riduzione dei redditi degli agricoltori: ciò ha ovviamente minato la propensione ad investire in nuove tecnologie, aumentando così il ‘gap’ con i concorrenti esteri.
Il momento è certamente difficile ed in questi primi mesi del 2006 non si intravvedono cambiamenti di tenden-ze. Queste specifiche difficoltà, inserite nella crisi generale del settore agricolo, sono fonte di forte preoccupa-zione per gli sviluppi del segmento ‘professionale’: una crisi così prolungata ha drammaticamente evidenziato la mancanza di liquidità ormai endemica di vivaisti ed agricoltori, con ovvie ripercussioni negative sulle ditte se-mentiere. Il ricorso a sementi non originali, derivanti da riproduzioni ‘non autorizzate’, è in costante aumento, così come è in forte crescita, purtroppo, il fenomeno della riproduzione per talea delle sementi ibride più pre-giate.
Hanno maggiormente sofferto questa situazione le sementi di pomodoro, peperone e melone, mentre le sementi destinate alla produzione di prodotti di quarta gamma ed all'export hanno generalmente goduto di un mercato più remunerativo. Le preferenze dei consumatori in effetti stanno cambiando a favore delle produzioni ad alto contenuto di servizi (igiene, salubrità alimentare e praticità di consumo), aspetti chiave per il successo dei pro-dotti di quarta gamma. Le informazioni sulla data di confezionamento, l'origine, la tracciabilità, il valore nutri-zionale, le proprietà salutistiche e le indicazioni di utilizzo costituiscono un ulteriore elemento di preferenza per il consumatore. E' oggi una concreta realtà il fatto che sui prodotti della quarta gamma il valore aggiunto dei servizi superi quello dell’ortaggio. In questo quadro complicato, le aziende sementiere del segmento pro-fessionale operano con notevoli difficoltà, dovendo fronteggiare la contrazione del mercato e maggiori costi fi-nanziari.

Il segmento hobbistico
Per il secondo anno consecutivo il mercato delle sementi destinate al consumo amatoriale è stato condizionato da un andamento stagionale non favorevole che ha disincentivato gli acquisti. La tendenza generale del segmen-to è di una lenta ma continua riduzione dei volumi di vendita (in particolare per pomodori, zucchini, lattughe, cicorie e peperoni), dovuta anche al costante aumento della vendita di piantine.
Riguardo i canali di vendita, si può dire che ‘tengono’ gli ambulanti e le rivendite agrarie, mentre sono in cre-scita i garden center, i brico e la GDO.
A livello di ditte sementiere si assiste ad una progressiva concentrazione, a vantaggio delle aziende che offrono innovazione. In aumento il confezionamento per conto terzi, così come aumenta la concorrenza delle aziende estere: le disposizioni legislative nazionali di alcuni paesi (ad esempio della Francia, circa l’ indicazione della data di scadenza sulle ‘bustine’) pongono le nostre aziende in una posizione di svantaggio. L’ argomento è da tempo all’attenzione del Gruppo e un nuovo sollecito ad affrontarlo è stato rivolto al Ministero.
Cresce comunque anche la presenza delle aziende italiane sui mercati dell'Est Europa. Diverse ditte operano in questi mercati, con propri marchi o fornendo sementi e servizi ad aziende locali: in questi mercati le sementi di origine italiana godono di una buona immagine grazie alla politica delle nostre ditte che hanno lavorato con at-tenzione fornendo sempre sementi di qualità.

Attività di Gruppo
Un cenno innanzitutto alle novità di tipo normativo. Finalmente anche il nostro paese ha dato applicazione alla decisione comunitaria sulle ‘APV’, che consente alle ditte sementiere di commercializzare sementi di varietà in corso di iscrizione nei registi ufficiali. E’ un sicuro passo avanti, che dovrebbe eliminare le evidenti disparità del passato. Purtroppo al momento la disciplina italiana non trova applicazione con le varietà in iscrizione in altri paesi, comunque l’Associazione si è già attivata perché venga eliminato questo ostacolo.
Sono poi giunte nel corso del 2005 nuove disposizioni fitosanitarie nazionali con il Dlgs 214/2005, che ha intro-dotto fra l’altro le tasse fitosanitarie – quest’ultime previste dalla direttiva 2002/89/CE – sui controlli import-export e sulla emissione dei certificati fitosanitari. Altre disposizioni comunitarie comporteranno inoltre dal prossimo 1° maggio l’obbligo di emettere il passaporto delle piante per le sementi di pomodoro e di fagiolo.
Una problematica che da qualche tempo sta impegnando non solo il Gruppo, ma tutta l’Associazione, per le im-plicazioni di carattere generale che riveste, è quella del conflitto che può insorgere fra le denominazioni varie-tali (delle varietà ante ’70, in particolare) e le denominazioni geografiche protette (DOP e IGP), che il Ministero delle politiche agricole intende assolutamente tutelare. Prescindendo dal ruolo comunque riservato ai responsa-bili delle varietà in questione, il Gruppo ha di recente sviluppato un ampio confronto sul problema posto da due vecchie varietà, la cicoria Rossa di Treviso e la cicoria Variegata di Castelfranco, per le quali il Ministro ha chie-sto una variazione di denominazione per evitare il rischio che decadano le analoghe IGP nel frattempo attribui-te.
L'argomento delle denominazioni geografiche varietali è molto sentito dalle nostre associate in quanto coinvolge la storia della professione sementiera orticola: diverse denominazioni varietali sono conosciute ed apprezzate da oltre cento anni e fanno parte – pur nella naturale evoluzione dei materiali genetici - della tradizione semen-tiera italiana; per cui se è senz’altro importante tutelare le produzioni degli agricoltori, altrettanto giusta deve essere la salvaguardia dell’operato delle ditte sementiere che hanno contribuito a fare conoscere in tutto il mondo le sementi italiane. Con le aziende responsabili delle due varietà è già stata individuata una soluzione, condivisa da molte associate, da sottoporre al nostro Ministero.

Il Presidente di Gruppo
Mauro Urbini