23 marzo 2006
A.I.S.
ASSOCIAZIONE ITALIANA SEMENTI
Bologna
Gruppo sementi
di cereali a paglia
Rapporto
di attività 2005
Produzioni e mercato
Le semine autunnali vernine 2004-2005 si sono svolte in genere
senza particolari problemi, salvo certi spo-radici episodi di
abbondanti precipitazioni in alcune zone appenniniche, tali da
determinare un qualche ri-tardo nelle semine. Il quadro meteorologico
autunnale è stato però nel complesso assai mite,
con tempera-ture al di sopra delle medie degli anni precedenti
e con precipitazioni ben distribuite. Nelle fasi finali della
coltura, in giugno, il momento più importante, infine,
le temperature e le precipitazioni sono rimaste nella norma ed
hanno consentito di chiudere il ciclo colturale in modo ottimale,
con un periodo di accumulo di sostanza secca particolarmente lungo.
A parte alcune eccezioni, la produzione 2005 è stata certamente
di buona soddisfazione, senza tuttavia raggiungere gli ottimi
risultati del raccolto 2004. Rispetto alla precedente campagna,
le rese per ettaro nel 2005 sono state mediamente inferiori del
5 – 10 %. Dal punto di visto fitopatologico non sono emersi
particolari problemi, se si eccettua qualche episodico attacco
di fusariosi e soprattutto di septoria.
Secondo i dati ENSE, le superfici a seme dei cereali autunno vernini
si sono evolute in ettari come segue:
| Specie |
Superfici 2000 |
Superfici 2001 |
Superfici 2002 |
Superfici 2003 |
Superfici 2004 |
| FRUMENTO DURO |
138.790 |
139.386 |
157.600 |
165.172 |
171.487 |
| FRUMENTO TENERO |
23.808 |
24.426 |
26.730 |
24.424 |
22.459 |
| O R Z O |
8.508 |
8.561 |
10.203 |
8.736 |
8.959 |
| AVENA |
668 |
793 |
1.079 |
782 |
1.268 |
| SEGALE |
140 |
166 |
375 |
300 |
309 |
| TRITICALE |
486 |
370 |
721 |
921 |
1.059 |
| RISO |
12.759 |
12.834 |
12.319 |
12.400 |
12.261 |
| TOTALI |
185.159 |
186.536 |
209.027 |
212.735 |
217.802 |
Nel complesso, le superfici destinate alla produzione
di seme nella campagna scorsa sono aumentate del 2,4% rispetto
a quella precedente. I maggiori incrementi hanno riguardato l’avena
(+62%), il triticale (+15%) ed il frumento duro (+3.8%). Stabili
gli altri cereali, mentre in calo il frumento tenero (-8% circa).
La campagna colturale in
corso
Le semine 2004 non hanno subito particolari ritardi, se non in
alcuni casi per l’impraticabilità dei campi a seguito
di prolungate precipitazioni. L’inverno ha regalato abbondanti
precipitazioni a carattere nevoso in molte zone, ma le pioggie,
dalle semine autunnali in poi, sono state decisamente scarse.
Le produzioni sementiere biologiche
Secondo i dati ENSE, nel 2004 le superfici di cereali a paglia
moltiplicate in biologico sono diminuite rispetto all’anno
precedente per il frumento duro (6500 ettari circa, pari al 3.8%
del totale moltiplicato) e per il frumento tenero (400 ettari
circa, pari all’1.8 %), mentre invece sono risultate stabili
per l’orzo (330 ettari circa, pari al 4%). Per quanto concerne
la richiesta di sementi certificate biologiche, non si segnalano
sostanziali variazioni in una situazione che vede l’attuale
regime di deroga fare premio sulle disponibilità di mercato.
L’attività di Gruppo in questo settore ha visto AIS
partecipare ad alcuni incontri organizzati da PROBER ed ASSINCER
per definire e valorizzare le filiere dei cereali biologici.
L'avvio della riforma PAC e le conseguenze per il frumento
duro
Con decreto del MIPAF del 5 agosto 2004 l’Italia ha stabilito
l’avvio dal 1°gennaio 2005 della riforma PAC nel settore
dei seminativi e l’applicazione del disaccoppiamento degli
aiuti; ha inoltre deciso di destinare ad un pagamento supplementare,
legato all’uso di seme certificato, l’ammontare corrispondente
ad una trattenuta dell’8% sull’intero plafond di aiuti
(ex art.69). In questo contesto, pur nella estrema negatività
della scelta del disaccoppiamento dell’aiuto alla produzione,
l’obbligo d’uso del seme certificato rappre senta
un segnale di rinnovata attenzione e sensibilità verso
l’importanza di questo mezzo tecnico. A ciò si aggiunge,
per il frumento duro, l’aiuto di 40 €/ha legato all’impiego
di varietà di qualità per la pasta.
La riforma PAC costituisce indubbiamente una svolta “storica”
per il mondo agricolo, per il nuovo modo di erogazione degli aiuti,
tuttavia il mondo sementiero sta subendo non poche difficoltà.
Il disaccoppiamento, ad esempio, ha generato un diffuso disinteresse
ed una generale confusione sulle scelte colturali; in questo contesto,
il semplice premio di 40 €/ha per la qualità ed il
pagamento supplementare ex art. 69 non sembrano costituire oggi
una sufficiente attrattiva economica per chi decidesse di coltivare
il frumento duro. Una recente stima Ismea/Unione Seminativi valuta
per queste semine, le prime dopo la riforma, una perdita di 700.000
ettari di superficie di coltura.
La scelta dell’immediato avvio della riforma non ha d’altra
parte lasciato un sufficiente margine di tempo alle aziende sementiere
cerealicole per ridurre i propri piani produttivi: risultato,
elevate giacenze a fine campagna di seme invenduto, aggravate
dalle elevate produzioni 2004. L’ENSE, su sollecitazione
di AIS ed ASSOSEME, ha promosso un’indagine volontaria che
ha visto circa 80 aziende sementiere, sulle oltre 180 che nel
2004 hanno lavorato con il frumento duro, denunciare giacenze
di seme certificato prossime a 45.000 t, corrispondenti più
o meno al 25% del quantitativo da loro stesse certificato. Poiché
l’ENSE ha complessivamente certificato per le semine 2004
circa 360.000 t di seme, non è azzardato stimare che le
scorte di prodotto certificato si aggirino sulle 80-90mila t!
La contrazione delle vendite di seme genererà ulteriori
gravi problemi alle aziende che svolgono anche attività
di ricerca e costituzione di nuove varietà, costrette dai
minori proventi raccolti con le royalties a modificare i propri
investimenti nel settore della ricerca.
Su tutti questi temi negli ultimi mesi si sono maggiormente concentrate
le iniziative AIS.
Il premio di 40 €/ha e le liste di varietà di frumento
duro
La lista provvisoria 2003 delle varietà ammesse a questo
premio è stata prorogata con qualche piccolo aggiornamento
anche per le semine 2004. Da segnalare che l’autunno scorso,
dopo ripetute sollecitazioni, hanno finalmente preso avvio le
prove di valutazione delle varietà secondo il regolamento
CE n. 2237 /2003, per arrivare a stabilire la lista definitiva
in base ai prescritti criteri qualitativi. Partecipano a queste
prove circa 140 varietà, di cui una decina iscritte nel
Catalogo comune. Le prove, pagate dalle aziende sementiere, sono
gestite da ENSE e CRA-Istituto di cerealicoltura. Da segnalare,
inoltre, che il nostro Ministero ha chiesto ufficialmente alla
Commissione CE la possibilità di mantenere valida anche
per le semine 2005 la lista provvisoria, consentendo così
di portare a termine il previsto ciclo biennale di valutazione
delle varietà in prova.
Anche l’erogazione del pagamento supplementare ex art. 69
è limitato alle varietà di una lista definita dal
nostro Ministero delle politiche agricole sulla base dei criteri
qualitativi del Registro, inserendo le varietà in base
alla disponibilità di prodotto certificato. Analogamente
per il frumento tenero il Ministero aveva inizialmente previsto
una lista ristretta di varietà, costruita senza alcun criterio
razionale, poi ritirata per la decisa reazione da parte delle
Associazioni sementiere.
Il riso
Dopo un 2004 di transizione, la coltura del riso vedrà
con le semine 2005 sommarsi pienamente gli effetti della riforma
della specifica OCM, a quelli dell’inserimento nell’ambito
della nuova PAC. Mentre con le semine 2004 le colture di riso
delle zone tradizionali hanno beneficiato di una compensazione
pari a 1.069 €/ha, interamente accoppiata, con le semine
di quest’anno tale importo sarà sdoppiato ed erogato
in parte accoppiato alla produzione (453 €/ha), cioè
agli agricoltori che continuano a fare riso, ed in parte disaccoppiato
(616 €/ha), quest’ultima però ai soli risicoltori
storici. Nel contempo, è stato ridotto il prezzo d’intervento,
così come le quantità di prodotto ritirabili dall’intervento.
Inoltre, la Comunità sta progressivamente riducendo i dazi
sul prodotto che arriva non solo dai paesi più svantaggiati,
ma anche da quelli progrediti. Per gli aiuti l’Italia deve
rispettare una superfice di base fissata in 219.588 ettari.
L’attività di Gruppo nel settore del riso ha visto
negli ultimi mesi lo sviluppo di diverse iniziative. Innanzitutto,
in relazione al prevedibile calo nell’utilizzo di seme certificato,
sono state intraprese alcune azioni (interventi sulla stampa,
messa a punto di una dichiarazione di vendita ecc...) per evidenziare
il valore del seme certificato nel contesto della tracciabilità
e della sicurezza alimentare.
E’ stata poi posta all’Ente Nazionali Risi ed all’Associazione
delle industrie risiere la questione di una classificazione merceologica
più sollecita di tutte le nuove varietà di riso,
subito dopo la loro iscrizione nel Registro nazionale, nonché
di una revisione degli attuali criteri di caratterizzazione, legati
ad una legge del 1958. Con il Centro ricerche dell’Ente
Risi ed il CRA-Istituto di cerealicoltura, è stata inoltre
avviata una concreta collaborazione per migliorare il protocollo
sperimentale delle nuove varietà iscritte a Registro, con
regole più precise in tema di accesso alle prove da parte
di varietà di costituzione sia nazionale che estera.