31 marzo 2005
A.I.S.
ASSOCIAZIONE ITALIANA SEMENTI
Bologna
Gruppo
sementi di foraggere
e di tappeti erbosi
Rapporto
di attività 2004
Produzioni e mercati
L'andamento climatico verificatosi nel 2004, caratterizzato da
copiose piogge cadute nella primavera/ estate, ha favorito tutte
le produzioni che si sono potute raccogliere entro luglio, ma
ha danneggiato la qualità ed anche la quantità del
seme raccolto da agosto in avanti.
Graminacee: la produzione italiana di sementi di graminacee è
stata buona. Per il loietto italico i dati non ancora definitivi
dell’ENSE danno una produzione di seme certificato di 6.000
t, ottenuta da una superficie controllata di circa 3.000 ettari
in primo raccolto e circa 1.150 ettari in secondo raccolto. Le
vendite autunnali sono risultate nella normalità e non
sono segnalate scorte importanti.
Leguminose foraggere:
- Erba medica: il raccolto è stato modesto. Si stima che
la produzione sia stata del 15-20% inferiore alle prime stime
fornite dall’ENSE. Quale che sia effettivamente stato, comunque,
analogamente alla campagna 2003 il raccolto è risultato
insufficiente per coprire le necessità della domanda interna,
per non parlare delle esportazioni, che presentano un trend sempre
vivace. Questo persistente deficit quantitativo, unito al fatto
che in Italia l’aiuto alla produzione di sementi certificate
è rimasto accoppiato, porta a ritenere che vi sia la concreta
possibilità di sviluppare, in accordo con la parte agricola,
questo settore produttivo.
- Trifogli foraggeri: raccolti da considerarsi eccezionali sono
stati assorbiti bene dal mercato e non sono segnalate rimanenze
importanti, fatto salvo il trifoglio incarnato per le varietà
precoci ed il trifoglio alessandrino.
L'aiuto alle sementi certificate
Come già accennato, con le scelte legate all’applicazione
della riforma PAC il nostro paese ha deciso di mantenere accoppiato
alla produzione l’aiuto alle sementi certificate di foraggere,
così come auspicato dalla nostra Associazione. Per le sementi
di foraggere, quindi, con il raccolto 2005 non cambierà
nulla.
Tra tutti i paesi della Comunità che hanno stabilito di
fare decorrere la riforma PAC dal 2005, solo Italia, Belgio e
Portogallo hanno deciso di mantenere accoppiato l’aiuto.
Francia e Spagna hanno invece rinviato la decisione alla prossima
estate, ma sembra che anche questi paesi stiano orientandosi verso
il disaccoppiamento.
Stante questo quadro, l’aiuto accoppiato alla produzione
potrebbe consentire di consolidare in particolare in Italia la
produzione di seme di erba medica, così come delle altre
leguminose mediterranee. Questa prospettiva non piace molto ai
nostri partner europei, che temono che il nostro paese possa diventare
più concorrenziale. E’ una preoccupazione ingiustificata
dato che comunque l’aiuto accoppiato erogato in Italia non
potrà superare il montante finanziario massimo, maturato
nel triennio storico di riferimento. Questo importo è pari
a 13,3 milioni di Euro e comprende anche le sementi di riso. Qualora
la produzione aumentasse, automaticamente l’aiuto verrebbe
ridotto in misura proporzionale.
Per quanto riguarda gli aspetti formali della concessione dei
contributi, già dallo scorso anno essi sono pienamente
inseriti nel sistema integrato di gestione degli aiuti PAC, che
passa attraverso i CAA, i centri di assistenza agricola. Con la
prossima domanda PAC l’agricoltore che pensa di raccogliere
sementi nel corso dell’estate dovrà dichiarare non
solo tutte le corrispondenti particelle di terreno, ma anticipare
la stessa richiesta di aiuto. Richiesta che sarà successivamente
supportata dal deposito del relativo contratto di moltiplicazione
con un’azienda sementiera (presumibilmente entro il prossimo
30 luglio), poi entro il 15 giugno 2006 dalla documentazione relativa
al quantitativo di seme ottenuto e certificato.
Sempre per quanto riguarda gli aiuti alle sementi certificate
di foraggere è bene precisare che questo aiuto non può
aggiungersi al premio unico PAC, nel senso che sulla stessa particella
di terreno non possono sommarsi due aiuti. Qualora ciò
avvenga, l’agricoltore deve rinunciare al minore dei due
premi. Va però tenuto presente che il premio unico non
è legato fisicamente alla particella che lo ha determinato,
ma può essere trasferito su altre particelle, per cui questa
situazione di incompatibilità dovrebbe verificarsi davvero
raramente.
La riforma della PAC ed il settore delle
foraggere
Il nuovo premio unico aziendale, slegato dalle produzioni, è
l’elemento caratterizzante la recente riforma PAC che –
per quanto riguarda le sementi di foraggere – ci ha visto
coinvolti a partire già dalle semine dell’autunno
scorso.
Effettivamente dobbiamo registrare un incremento di interesse
verso le colture foraggere, talvolta al di là di quelli
che possono essere gli effettivi spazi di sviluppo, anche da parte
di realtà aziendali prive di tradizione ed esperienza al
riguardo. Per accedere poi al pagamento supplementare che ha previsto
il nostro Paese, insistente è stata la richiesta di sementi
certificate di veccia, favino, pisello proteico e specie simili,
ovviamente non soddisfatte per mancanza di prodotto.
Questa richiesta ci ha colto ovviamente impreparati, non sappiamo
che fine faranno le colture ed i raccolti realizzati, comunque
è bene essere molto cauti sul dare per scontato che la
riforma PAC abbia aperto nuove ed interessanti prospettive commerciali
per il nostro settore.
A parte l’attenzione riposta agli sviluppi legati alla riforma
PAC ed agli aiuti alle sementi certificate, il Comitato tecnico
di Gruppo ed il Gruppo stesso sono stati chiamati ad approfondire
le seguenti principali tematiche:
- lo sviluppo di una bozza tipo di accordo di moltiplicazione
per le sementi di leguminose e graminacee foraggere, per cercare
di dare una base più precisa ed una maggiore continuità
ai rapporti con i coltivatori moltiplicatori. Stiamo ancora mettendo
a punto una bozza di accordo, prima di cercare un confronto con
le organizzazioni dei moltiplicatori. Collegate all’eventuale
accordo di moltiplicazione vi sono inoltre due altre questioni:
da un lato, la possibilità solo per le aziende sementiere
di chiedere all’ENSE il controllo in campo delle colture;
una richiesta in tal senso è stata inoltrata già
nel giugno scorso al Ministero ed all’ENSE, per ora senza
riscontro. Dall’altro, quella del prezzo di mercato o della
Borsa merci cui riferirsi nel contratto, constatato che il mercato
settimanale di Bologna sta progressivamente perdendo di importanza
e non esistono altre piazze importanti;
- i criteri di iscrizione delle nuove varietà di foraggere
nel Registro nazionale. L’ENSE, nella sua veste di organismo
di coordinamento, ha presentato di recente al Ministero ed alla
Commissione Sementi una proposta di aggiornamento dei criteri
che, a fronte di un sostanziale miglioramento della rete sperimentale,
vede un forte aumento dei costi di iscrizione (per una medica
il costo complessivo passerebbe a circa 13.600 €, per un
trifoglio alessandrino a 7.000 € ecc..), così come
in certi casi anche un aumento del numero di anni necessari (gli
anni diventerebbero 3 per la medica, le specie da tappeto ecc..).
La proposta deve essere ora approfondita, comunque è un
passaggio molto delicato. Ci rendiamo conto che l’attuale
schema delle prove di iscrizione al Registro è insufficiente,
tuttavia non vorremmo che assecondando la proposta ENSE, senza
alcun opportuno adeguamento, si bloccasse di fatto il Registro
italiano per le specie foraggere, oppure si arrivasse ad applicare
costi che è vero che sono quelli più o meno applicati
in altri paesi comunitari, ma offrendo una efficienza ed una razionalità
ben lungi per noi dall’immaginare;
- la disciplina dei miscugli per uso foraggero, di cui alla decisione
1° aprile 2004 della Commissione CE. Una proposta operativa
è stata elaborata e discussa in Gruppo e poi sottoposta
all’ENSE. La decisione comunitaria prevede la possibilità
di commercializzare i miscugli per uso foraggero ricorrendo ad
una denominazione di fantasia, senza obbligo di specificare in
etichetta tutte le componenti con le rispettive percentuali. Con
l’ENSE non abbiamo per ora trovato un accordo sulla possibilità
di mantenere la stessa denominazione, anche qualora si debba procedere
ad una variazione non sostanziale di un componente, ad esempio
per l’indisponbilità di una varietà. Secondo
la proposta AIS la denominazione dovrebbe venire cambiata solo
in caso di variazione di una specie nella formula.
Segnalo infine altri aspetti, comunque importanti per la nostra
attività:
- la possibilità di potere commercializzare sementi di
varietà in corso di iscrizione. Un apposito protocollo
operativo è in via di adozione da parte del Ministero delle
politiche agricole;
- la trasformazione in norma definitiva dell’esperimento
avviato dalla Comunità nel 1998, circa l’accreditamento
dei campionatori e dei laboratori aziendali di analisi, ai fini
della certifcazione ufficiale delle sementi prodotte. L’esperimento
condotto in Italia ha finora viste escluse le sementi di foraggere;
la norma comunitaria definitiva non permette invece più
alcuna distinzione.