29 marzo 2007
A.I.S.
ASSOCIAZIONE ITALIANA SEMENTI
Bologna
Gruppo
sementi di cereali a paglia
Rapporto
di attività 2006
Produzioni e mercato
La campagna cereali 2005-2006 si è avviata in maniera estremamente
differenziata nelle diverse zone colturali. Mentre nelle Regioni
del nord ed in quelle dell’Italia meridionale non vi sono
state particolari difficoltà, in numerosi areali del centro
le avverse condizioni climatiche hanno negativamente condizionato
le semine: più in particolare la persistente piovosità
autunnale ha obbligato coloro che non avevano ancora seminato
a posticipare l’avvio delle operazioni colturali ad inverno
inoltrato, mentre quelli che avevano già seminato nel periodo
di ottobre si sono a volte visti costretti a dover riseminare
per far fronte ai consistenti dilavamenti.
Con queste premesse e con un quadro meteorologico che nei mesi
invernali ha comunque sfavorito in primo luogo gli areali del
Centro Italia, il raccolto 2006 è stato caratterizzato
da una ampia disformità di risultati. Mentre in alcune
regioni del Centro Italia le produzioni di frumento tenero e di
frumento duro non sono andate oltre 30-40 q.li/ha, in altre zone
del Nord si sono riscontrati raccolti record con rese prossime
a 100 q.li/ha per il frumento tenero e 80-90 q.li/ha per il frumento
duro. Per quanto riguarda l’orzo, invece, le produzioni
sono state complessivamente più modeste.
Se da un lato le produzioni di sementi sono state abbastanza soddisfacenti,
non altrettanto si può dire delle qualità molitorie
dei raccolti spesso caratterizzati da bassi tassi di proteine
e per il frumento tenero da eccessiva rigidità alveografica
(P/L elevati).
Rispetto alle precedenti campagne, comunque, le produzioni di
frumento duro – pur registrando una nuova contrazione di
superfici – hanno recuperato nei territori di Marche ed
Umbria ed in taluni areali del Nord Italia, mentre per le zone
del Centro–Sud, tipiche della coltura, è stata confermata
la drastica flessione colturale già vista nella precedente
campagna. Per quanto riguarda invece il frumento tenero le produzioni
sono risultate simili a quelle della scorsa campagna, confermando
nel complesso la diffusione territoriale delle precedenti annate,
oltrechè un significativo aumento di superfici in Friuli,
Veneto e Piemonte. Per l’orzo, infine, rispetto alla precedente
campagna le produzioni sono risultate in aumento di circa il 2,7
%.
Secondo le stime elaborate da ISMEA/Unione Seminativi le superfici
2005-06 di frumento duro avrebbero interessato circa 1.120.000
ettari, mentre quelle di frumento tenero circa 617.000 e l’orzo
366.000. Per l’Istat, invece, le superfici date sono 1.340.000
ettari per il duro, 578.000 ettari per il tenero e 327.000 ettari
per l’orzo. Difficile orientarsi, se guardiamo poi al dato
che Agea ha reso noto circa gli ettari di frumento duro per i
quali è stato chiesto il pagamento ex art. 69: 927.000
ettari!
Secondo i dati ENSE, il quadro delle produzioni
sementiere di cereali negli ultimi anni si è così
evoluto:
| Specie |
Superfici 2002 |
Superfici 2003 |
Superfici 2004 |
Superfici 2005 |
Superfici 2006 |
| FRUMENTO DURO |
151.113 |
159.514 |
166.501 |
88.997 |
72.073 |
| FRUMENTO TENERO |
25.857 |
24.043 |
22.000 |
23.468 |
21.202 |
| O R Z O |
9.822 |
8.236 |
8.687 |
11.270 |
12.128 |
| AVENA |
1.030 |
754 |
1.219 |
2.375 |
2.451 |
| SEGALE |
373 |
301 |
307 |
177 |
349 |
| TRITICALE |
680 |
909 |
1.056 |
868 |
502 |
| RISO |
11.776 |
11.946 |
11.644 |
10.838 |
11.189 |
| TOTALI |
200.650 |
205.702 |
211.413 |
137.993 |
119.894 |
Da quanto si può comprendere analizzando
i dati della moltiplicazione di sementi emerge che il frumento
duro continua a scontare gli effetti della riforma PAC entrata
in vigore nel 2004 (oltre il 55% di superfici perse in due anni).
Il frumento tenero ha invece registrato nell’ultima campagna
una flessione prossima al 9%, mentre per le altre specie –
ad esclusione del riso che riveste una particolare importanza
e continua ad avere una propria dimensione strategica nel mercato
nazionale – si sta assistendo ad una generale diversificazione
delle scelte produttive a favore dei cereali minori. Nel complesso
però il quadro produttivo rimane deludente e non sembra
che il settore sia riuscito a superare, per quanto possibile,
le difficoltà derivanti dalla introduzione della nuova
PAC.
La campagna colturale in
corso
Secondo quanto emerso dall’ultima indagine ISMEA/Unione
Seminativi, per la campagna 2006-07 si valuta un incremento abbastanza
sostenuto sia di frumento tenero che di duro con una tendenza
ad incrementare le superfici negli areali più produttivi
del Centro e Nord Italia, mentre per l’orzo è attesa
una riduzione degli investimenti. L’aumento delle superfici
trova peraltro conferma nei dati Ense di certificazione, i quali
– pur se ancora provvisori – indicano un +13% per
le sementi di frumento duro ed un +11% per il tenero.
L’aumento dei frumenti è stato anche favorito dal
rialzo delle quotazioni sui mercati. Preoccupante invece l’andamento
stagionale che in questi mesi sta negativamente condizionando
il regolare sviluppo delle colture: sia le scarse precipitazioni
che le miti temperature dei mesi invernali hanno di fatto favorito
uno sviluppo molto precoce delle colture, esponendole fra l’altro
a possibili ritorni di freddo.
Le produzioni sementiere
biologiche
Secondo quanto segnalato dalla banca dati delle sementi biologiche
gestita dall’Ense, rispetto alle produzioni 2005 le superfici
a seme del frumento duro sono aumentate a circa 5.000 ettari (+17%),
quelle dell’orzo a 767 ettari (+45%) e quelle dell’avena
a 390 ettari (+100%). Per il frumento tenero invece si sono limitate
a 370 ha (-18 %). Per le altre colture si mantiene sostanzialmente
invariato il rapporto fra superfici convenzionali e biologiche.
Cosa prevedere per il prossimo futuro
Come sopra accennato, il quadro delle coltivazioni dei cereali
a paglia dopo l’avvio della riforma PAC nel 2004 non ha
ancora trovato un proprio equilibrio. A seguito del drastico taglio
dei premi accoppiati alla produzione, stiamo assistendo a importanti
mutamenti, quali ad esempio il parziale spostamento dal Sud al
Centro-Nord Italia delle superfici di frumento duro, l’abbandono
delle coltivazioni in molte delle zone marginali o poco strutturate,
la preoccupante riduzione dell’uso di mezzi tecnici, in
particolare delle sementi certificate, ma anche la volontà
di portare avanti – laddove economicamente conveniente –
le produzioni e le “buone pratiche agricole”.
L’art.69, finalizzato a favorire le scelte degli agricoltori
verso produzioni di qualità, si sta purtroppo dimostrando
poco efficace. Per far fronte a questa situazione e per tentare
di definire le necessarie modifiche per le future campagne (per
il 2006 l’importo è stato di poco superiore a 53
€ /ha), nel corso della scorsa primavera sono stati attivati
numerosi tavoli di confronto in materia. Fra le figure impegnate,
innanzitutto il Comitato paritetico per l’art. 69, previsto
dal decreto MIPAF 5/8/2004, cui ha partecipato anche AIS. Anche
la Regione Emilia-Romagna ha cercato di fornire un proprio contributo,
con una proposta di modifica scaturita dopo un approfondito confronto
a livello regionale e che voleva attribuire una maggiore premialità
alle produzioni realizzate nell’ambito di accordi di filiera.
La sensazione che però emerge è che l’art.
69 – così come oggi strutturato – sia destinato
ad essere profondamente rivisto in un’ottica di maggiore
semplificazione; al momento non vi sono però indicazioni
sui modi e sui tempi con cui ciò potrebbe avvenire, ma
certamente occorre vigilare per far si che le produzioni di qualità,
vista la costante richiesta di tracciabilità e salubrità
da parte dei consumatori, continuino a rimanere legate a sementi
controllate e certificate.
Relativamente alla lista qualità per il frumento duro,
si è concluso nel 2006 il primo biennio di valutazione
delle varietà candidate al premio qualità CE di
40 €. Dalle recenti semine e per 5 anni, circa 100 varietà
potranno beneficiare di tale contributo. Purtroppo per alcune
aziende si è presentato il problema dello smaltimento scorte
per le varietà che dopo un primo soddisfacente anno di
prove sono state inaspettatamente escluse dalla lista. Su questo
aspetto è stato più volte chiesto al nostro Ministero
di poter usufruire di un “periodo di grazia” per esaurire
i materiali nel frattempo moltiplicati e per i quali non ci si
aspettava una esclusione.
Analogamente è stato chiesto di modificare il protocollo
delle prove per il premio di 40 €, per avere una maggiore
coincidenza tra le prove per l’iscrizione nel Registro nazionale
e quelle per la lista qualità.
Infine, sempre in tema di liste varietali collegate al premio
CE alla qualità, nell’ambito della riunione della
sezione cereali di ESA sono state rappresentate le difficoltà
che le nostre aziende incontrano per reperire le informazioni
e le procedure ai fini dell’inserimento delle proprie varietà
anche nelle liste di altri Paesi CE.
Il riso
Le produzioni di riso nel 2006 hanno interessato circa 228.000
ettari, con un aumento rispetto al 2005 di circa 4.000 ettari.
Secondo le stime elaborate da Ente Risi, nonostante l’incremento
delle superfici la produzione sarebbe invece rimasta prossima
ai livelli registrati nel 2005 (circa 1.430.000 ton di prodotto
non lavorato). In virtù dell’allargamento della CE
ai nuovi Stati membri, è però prevedibile un aumento
del collocamento delle produzioni nazionali sul mercato comunitario.
A questo proposito il Ministero ha promosso alcuni incontri tecnici
con la filiera da cui è emersa la possibilità di
aumentare le produzioni nazionali, di circa il 10 %. I risultati
dell’indagine sono stati divulgati nel recente mese di
febbraio.
La campagna risicola 2006 è stata dunque soddisfacente,
fatte salve alcune turbative durante l’estate legate al
riso importato dagli USA con presenza di ogm. Questo episodio
ha consentito ad AIS di richiamare il ruolo che le sementi certificate
rivestono oggi nel panorama della sicurezza alimentare e della
tracciabilità.
Circa la normativa di settore, non ci sono al momento sviluppi
per la proposta di revisione dell’attuale legge di mercato
n. 325/58. Nei giorni scorsi è stato invece pubblicato
sulla Gazzetta ufficiale un decreto che aggiorna, a partire dalla
campagna 2006/07, la tabella delle varietà di risone e
delle corrispondenti varietà di riso. L’aggiornamento,
privo di un criterio oggettivo, non soddisfa le aziende del settore
e l’Associazione ha pertanto intenzione di intervenire
presso il Ministero delle politiche agricole.
Da riferire infine per quanto concerne il riso che AIS ha inoltre
segnalato al Ministero la situazione di conflitto di interessi
che si è venuta a creare per l’Ente Risi, cui è
consentito svolgere attività sementiera e nel contempo
è tenuto ad esercitare un controllo sulle aziende sementiere.