29 marzo 2007



A.I.S.
ASSOCIAZIONE ITALIANA SEMENTI
Bologna


Gruppo sementi da orto,
da giardino, forestali ed officinali

Rapporto di attività 2006

 


La moltiplicazione, il segmento professionale e il segmento hobbistico sono i tre settori che contraddistinguono l’attività delle aziende sementiere del Gruppo sementi da orto e su cui ci soffermeremo.

Moltiplicazione
Nel corso del 2006 un andamento meteorologico anomalo ha penalizzato l’esito delle moltiplicazioni sementiere orticole: prima le abbondanti piogge invernali hanno ritardato lo sviluppo di tutte le colture, poi le elevate tem-perature a giugno durante le fioriture hanno danneggiato le coltivazioni primaverili, infine le piogge di metà agosto hanno compromesso le rese delle colture tardive. Anche cipolle e cavoli ibridi, specie a più elevata PLV, non sono sfuggite a questo condizionamento negativo. La richiesta di assegnazione di colture da parte degli agricoltori è stata comunque buona ed ha consentito di ‘collocare’ le moltiplicazioni senza grosse difficoltà: maggiori incertezze emergono invece per il futuro, visto il notevole aumento delle quotazioni di mercato dei cereali.
I prezzi riconosciuti agli agricoltori si sono mantenuti sostanzialmente stabili, con una lieve flessione per le colture ad elevata meccanizzazione ed un aumento comunque contenuto per le moltiplicazioni con forte impiego di manodopera. Stabili anche i prezzi di vendita delle sementi moltiplicate, nonostante il continuo rafforzamento dell’euro che ha indubbiamente influito sui costi dei nostri clienti esteri.

La variabilità dell’andamento climatico, sempre più anomalo, è motivo di preoccupazione per il nostro lavoro. L’elemento ‘clima’ in effetti è stato sino ad oggi un punto di forza per il nostro Paese: il venir meno di tale ‘affidabilità climatica’ può al contrario creare ulteriori difficoltà per il settore, a vantaggio dei concorrenti esteri.

Nel 2006 sono comunque rimaste stabili le superfici destinate a moltiplicazioni orticole in Italia, con circa 10.000 ettari coltivati (dati AIS, indagine fra le Associate): ciò conferma il ruolo di leadership del nostro Paese, insieme alla Francia. Le destinazioni principali delle produzioni sementiere orticole italiane restano l’Asia, in ulteriore crescita, e l’Est europeo. Le coltivazioni più interessanti dal punto di vista economico sono le cipolle ed i cavoli ibridi, anche se quelle maggiormente diffuse sono state ancora una volta ravanello, pisello e cicorie.

L’attività di moltiplicazione, causa anche l’apprezzamento dell’euro, risente della competizione di Paesi esteri (Cile, Sud Africa, Nuova Zelanda ed Australia); cresce inoltre la concorrenza ‘cinese’, per il momento limitata a specie con basso valore aggiunto, ma comunque da non sottovalutare tenuto conto delle enormi potenzialità del paese asiatico. Dato che è impossibile pensare di competere sul terreno del contenimento dei costi, sarà sempre più importante concentrare sforzi e risorse sull’elevata qualità delle produzioni italiane.
In tale direzione si sta muovendo il progetto ‘Mappatura sementi’, in fase di sviluppo nell’ambito del Piano sementiero regionale dell'Emilia-Romagna. Al momento è in corso la fase sperimentale del progetto – la cui conclusione è prevista per la fine del 2008 - con le prime simulazioni in campo. Il progetto lascia intravedere ampie strategie applicative, oltre ad una discreta flessibilità, che lo rende idoneo anche per altre aree produttive: in tal senso sono stati presi contatti con Marche, Puglia, Umbria e Molise, regioni che già vantano produzioni sementiere orticole di un certo interesse.

Stabile infine anche il mercato ‘spot’ dove una buona disponibilità di sementi di provenienza estera ha però portato ad una leggera contrazione dei prezzi.

Il segmento ‘professionale’
Il mercato dell'ortaggio fresco nel 2006 ha vissuto ancora un anno difficile e le ditte sementiere ne hanno subito i contraccolpi. I consumi delle famiglie hanno proseguito nel loro trend negativo, con la sola eccezione della IV gamma, mentre sono aumentate le importazioni di ortaggi freschi, in particolare angurie, fagiolini, pomodori e peperoni, dai Paesi del bacino mediterraneo. L’andamento climatico mite ha poi portato al sovrapporsi delle produzioni in coltura protetta con quelle di pieno campo, creando un eccessivo volume di offerta. Il fenomeno, che da settembre è continuato fino ad ora, ha portato alla distruzione in campo di grandi quantità di prodotto che non hanno trovato sbocchi remunerativi di mercato. Si sono salvate le tipiche colture “da caldo” come angurie, meloni, carote e alcune specialità legate da contratti di ritiro della produzione.
In questi primi mesi del 2007 non si intravedono inversioni di tendenza. Si temono anzi nuovi problemi legati alla penuria di acqua e ad una più diffusa presenza di virus e batteri.
Una particolare fase critica è stata vissuta dalle ditte sementiere specializzate nel pomodoro da industria a causa della forte riduzione di superficie che ha caratterizzato tutte le aree di produzione ed il nord in particolare. Una crisi così prolungata ha ‘drenato’ la liquidità di vivaisti ed agricoltori, con ovvie ricadute negative per le aziende sementiere.
La riproduzione non autorizzata di sementi di varietà non pubbliche è ancora in aumento, così come è in forte crescita, purtroppo, il fenomeno della riproduzione per talea delle varietà ibride più pregiate (su tutte, quelle di pomodori cosiddetti “cocktail”): è un fenomeno da contrastare con forza in quanto va a minare sul nascere un’attività di grande interesse per i mercati del nord Europa e per le grandi catene di distribuzione.
Riguardo il settore ‘biologico’ si registra una certa ripresa di interesse, comunque da parte di committenti esteri, poiché le produzioni per il mercato nazionale restano ancora frenate dalla possibilità di deroghe.

Le sementi "hobbistiche"
Il 2006 ha evidenziato un rallentamento del segmento, con volumi di scambi in calo rispetto all'anno precedente. E’ ormai prassi consolidata concentrare le richieste di seme al momento dell’effettivo utilizzo, diminuendo gli ordini in pre-campagna per ridurre al massimo le giacenze presso i punti-vendita. In tale contesto può risultare determinante l’andamento climatico: eccessive piogge o siccità nel periodo delle semine portano a forti ripercussioni sulle vendite. Nel 2006 ne hanno particolarmente risentito le sementi di leguminose orticole, come piselli, fave e fagioli.
Riguardo i canali di vendita, continuano a crescere la GDO ed i garden center specializzati, mentre ‘tengono’ i rivenditori ambulanti; in continuo calo risultano, invece, le rivendite agrarie tradizionali. Il numero di ditte sementiere operanti nel segmento continua a diminuire, a tutto vantaggio delle aziende che hanno creduto in questo mercato, continuando ad investirvi: piace osservare che le aziende italiane che si sono specializzate nel settore siano oggi fra le più dinamiche ed innovative sul mercato europeo, tanto da riuscire ad affermarsi anche in mercati non sempre ‘facili’ (paesi dell’est, in particolare).
Tiene, soprattutto al Centro-sud, la vendita di sementi a peso (bustine da g 50-100), per le specie a semina diretta (legumi, cipolle, carote, ravanelli, spinaci, ecc…); in calo invece pomodori, peperoni, zucchini, lattughe e cicorie. Si registra inoltre un aumentato interesse per le varietà cosiddette locali e per le confezioni di peso inferiore (da 100 g anche per i legumi). Stabili le sementi da prato; in continua crescita invece l’utilizzo di piantine per quasi tutte le specie (comprese cipolle, prezzemolo, fagiolo e pisello!).

Attività di Gruppo
Per l’attività interna di Gruppo si segnalano i seguenti punti.

La normativa fitosanitaria
L’aggiornamento della disciplina fitosanitaria con il Dlgs 214/2005 coinvolge in forte misura le ditte sementiere orticole. L’estensione dell’obbligo del ‘passaporto verde’ a due nuove specie di vasta diffusione come il pomodoro e il fagiolo ed i risvolti applicativi delle nuove disposizioni, hanno destato forti preoccupazioni nelle aziende anche per via della mancanza di indicazioni precise da parte dell’Amministrazione centrale e per le diverse interpretazioni applicative a livello locale. L’AIS sta cercando di fornire ai propri soci il supporto necessario per una corretta applicazione delle nuove disposizioni, dialogando con il Servizio fitosanitario nazionale e con quelli regionali. Accanto alla semplificazione operativa, uno degli obiettivi che si vuole raggiungere è l’esenzione del passaporto per le piccole confezioni standard, ritenendole a priori destinate ad utilizzatori non professionali, esentati – come è noto – da questo obbligo.
Da ricordare inoltre che l’aggiornamento della disciplina fitosanitaria ha introdotto l’applicazione della tariffa fitosanitaria e che un intervento dell’AIS ha consentito di ricondurre a livelli più equi l’applicazione della tariffa sulle esportazioni inizialmente troppo onerosa per gli operatori.

L’attività di post-controllo dell’ENSE
Una riflessione sulle problematiche connesse all’attività di post-controllo delle sementi ‘standard’ svolta dall’ ENSE è stata avviata di recente in seno al Gruppo, considerando sia i rapporti con le Istituzioni (Ministero ed
Ense), che i costi che le aziende sopportano ed i conseguenti risultati. Per le varietà “ante ‘70”, poi, questa riflessione coinvolge il rapporto fra le aziende titolari del mantenimento in purezza e le altre utilizzatrici.
Rispetto alla fine degli anni 90, quando fu realizzato il programma di ri-caratterizzazione varietale con la individuazione dei responsabili per tutte le vecchie varietà, lo scenario è notevolmente cambiato: per molti di tali materiali il mercato è oggi alquanto ridotto e la loro destinazione è prevalentemente quella del settore ‘hobbistico’. Ciò fa sì che i costi di mantenimento che gravano sui responsabili risultino eccessivi, soprattutto se confrontati con ritorni che di fatto non si sono mai verificati.
Questa situazione comporta il rischio che altre vecchie varietà vengano abbandonate. Per assicurare un futuro
a questi materiali è necessario individuare nuove strategie e nuovi strumenti. Appare prossima l’adozione di una nuova direttiva comunitaria in materia di “varietà da conservazione” e “varietà per uso amatoriale”, che dovrebbe aprire concrete prospettive, anche se resta il timore ed il rischio di turbative a livello commerciale.

L’attività in ambito ESA
Tra le tematiche sviluppate in ambito ESA nel corso del 2006, citiamo la revisione della disciplina delle produzioni biologiche, così come della direttiva 91/414/CEE sui fitofarmaci, che ci interessa molto da vicino per le problematiche legate ai cosiddetti usi minori delle colture portaseme e della concia delle sementi; inoltre, l’iniziativa AIB, l’anti infringement bureau, per contrastare le illegalità nella diffusione dei materiali varietali
e le violazioni della proprietà intellettuale.

Il Presidente di Gruppo
Mauro Urbini