27 marzo 2008

Gruppo sementi di cereali a paglia

Rapporto di attivitą 2007

Produzioni e mercati

L’annata 2007 è stata caratterizzata da un andamento climatico che in generale ha penalizzato molti degli areali investiti a cereali autunno-vernini. A parte Umbria e Friuli Venezia Giulia, che hanno registrato produzioni molto vicine alla norma, nelle altre regioni un inverno particolarmente mite – accompagnato da fenomeni di siccità - ha portato ad anticipare lo sviluppo delle colture che per la fine del mese di maggio erano già prossime alla piena maturazione. Sono poi sopraggiunte anomale precipitazioni che in diverse circostanze hanno generato importanti fenomeni di pregerminazione della granella.

Stando ai dati elaborati da ISTAT, le superfici seminate a frumento tenero hanno toccato nel complesso nel 2006/07 circa 651.500 ha, corrispondenti ad un +11% rispetto alla campagna precedente. Aumenti consistenti ci sono stati in Emilia Romagna (+16%), nel Veneto (+28%) ed in Lombardia (+25%). Le stime sulle produzioni hanno evidenziato rese medie prossime a 50 q.li/ha, in calo del 9% rispetto al 2006.

Per quanto riguarda il frumento duro, sempre secondo i dati ISTAT le superfici coltivate sono state pari a circa 1.383.000 ettari (+3% rispetto al 2006), con in evidenza in particolare gli aumenti di superficie nel Lazio (+22%) ed in Emilia-Romagna (+34%), ma anche il calo in Basilicata (- 9,7%).

L’orzo infine ha fatto segnare una progressione delle superfici del +2%, cui si sono però accompagnate rese produttive deludenti, con un calo del -16%.

Nel complesso possiamo affermare che il 2007 ha visto un importante recupero delle superfici dei frumenti, dopo il tracollo nel 2005 e nel 2006 a seguito dell’ultima riforma PAC e dei bassi prezzi di mercato.

Le produzioni sementiere. Hanno anch’esse finalmente evidenziato, secondo i dati ENSE, una ripresa delle superfici portaseme, con un +30% per il frumento duro, un +13% per il tenero, un +6% per l’orzo ed un +5% per il riso. Nel complesso le superfici moltiplicate sono aumentate di circa il 21%, come riportato in appresso:

 
 
Superfici 2003
Superfici 2004
Superfici 2005
Superfici 2006
Superfici 2007
Fonte: dati ENSE
Frumento duro
159.514
166.501
88.997
72.073
94.380
Frumento tenero
24.043
22.000
23.468
21.202
23.972
Orzo
8.236
8.687
11.270
12.128
12.849
Avena
754
1.219
2.375
2.451
1.920
Segale
301
307
177
349
145
Triticale
909
1.056
868
502
677
Riso
11.946
11.644
10.838
11.189
11.826
TOTALE
205.702
211.413
137.993
119.894
145.769


E’ invece diverso il discorso per quanto riguarda i quantitativi certificati. Secondo un dato provvisorio diffuso dall’ENSE nel dicembre scorso, la richiesta di cartellini ufficiali per la certificazione avrebbe visto un aumento del 25% per il frumento duro, del 9% per il tenero e del 15% per l’orzo. Siamo in attesa di conoscere i dati definitivi della campagna e ci preoccupano alcune indiscrezioni che darebbero le quantità certificate per il frumento duro in aumento solo del 17% rispetto alla campagna precedente, mentre quelle del frumento tenero addirittura in lieve calo! Ciò significherebbe un consistente e pericoloso aumento nell’impiego di seme aziendale.

La nuova campagna 2007-08

Cominciano a circolare le prime le stime sulle ultime semine, che hanno visto grandi aspettative ed una forte propensione verso i cereali a paglia, grazie soprattutto ai considerevoli aumenti dei prezzi. Vengono indicati in particolare da Ismea-Unione Seminativi investimenti prossimi a 1.700.000 ettari per il frumento duro ed a 750.000 ettari per il frumento tenero e questi dati ci trovano sostanzialmente d’accordo. Per l’orzo, invece, a nostro giudizio si è registrato un calo delle superfici.

Le principali tematiche dell’attività di Gruppo

L’inattesa impennata dei prezzi, che ha finalmente dato un poco di ossigeno ai produttori agricoli, ha forse portato in secondo piano lo scorso anno le problematiche dell’attività sementiera. La nostra attenzione non è però venuta meno.

I nuovi protocolli CPVO e la problematica degli aneuploidi. L’applicazione dei nuovi protocolli del CPVO per l’esame delle nuove varietà ha fatto emergere problemi nella individuazione e classificazione quali fuoritipo di alcuni mutanti, denominati speltoidi ed aneuploidi. Il Gruppo ha seguito l’iniziativa di ESA per arrivare ad un chiarimento con il CPVO: in un recente incontro tecnico ad Angers sarebbe stato stabilito di elevare le soglie di tolleranza e siamo in attesa di chiarire con ENSE l’applicazione fin dalle prossime iscrizioni di queste nuove norme.

La lista delle varietà di grano duro e la prossima revisione della PAC. Le prime avvisaglie sulla revisione della PAC e sul rischio di una eliminazione del premio specifico CE al grano duro di 40 euro/ettaro, legato all’utilizzo di varietà riconosciute di qualità, hanno spinto il Gruppo a porre al Ministero l’esigenza di un rinvio della nuova valutazione qualitativa. La lista delle varietà in vigore dalle semine 2006/07 deve essere infatti rivalutata, secondo le disposizioni comunitarie, nelle annate 2007/08 e 2008/09: un piccolo rinvio non avrebbe certamente comportato problemi pratici. Il Ministero ha sottoposto la richiesta di AIS ed ASSOSEME alla Commissione, a nostro giudizio con poca convinzione, alla luce delle polemiche e dei ricorsi al TAR che hanno accompagnato la definizione della lista, ricevendo la risposta di “non avere attualmente in corso alcun programma di modifica del regime di aiuto in causa, previsto dall'art. 72 del regolamento (CE) n. 1782/2003".
E’ stato preso in esame anche il rischio che possa venire meno il vincolo di utilizzare seme certificato per accedere al pagamento supplementare dell’art. 69 ed è emerso il pericolo che il mercato possa trovarsi a confrontarsi a breve con una sensibile contrazione della domanda, mentre la produzione sembra ancora aumentare.

Il seme aziendale. E’ giudizio comune che le ultime semine abbiano visto un aumento nell’impiego come seme di granella aziendale, per diversi motivi. In Italia non esiste ancora un sistema di raccolta di diritti di costituzione sul seme autoriprodotto in azienda. E’ una grave lacuna, che dovremo presto cercare di colmare per salvaguardare le poche possibilità di continuare a fare ricerca varietale in Italia. All’ultima riunione ESA della Sezione cereali si è avuta conferma che la raccolta delle royalties sul seme aziendale è oggi organizzata nei seguenti paesi: Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, Belgio, Polonia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Svezia. ESA sta comunque sforzandosi a livello UE tramite il COPA-COGECA di rendere gli agricoltori più coscienti di questo problema ed anche il CPVO ha avviato uno studio finalizzato a modificare il Reg. 2100/94.

Il piano nazionale del settore cerealicolo. Il Ministero delle politiche agricole si è dimostrato nell’ultimo anno particolarmente sensibile verso il mondo dei cereali e, sulla base delle iniziative assunte soprattutto da Unione Seminativi, ha redatto un piano nazionale di settore finalizzato in particolare a migliorare le strutture di ammasso e le strategie per una più efficiente organizzazione dell’offerta del prodotto. Ci siamo lamentati della scarsa attenzione riservata, in questo piano, alle sementi; tuttavia ci dispiace che la caduta del Governo e la fine della legislatura impediscano al piano di progredire, cosa che ci auguriamo possa concretamente avvenire con la prossima Amministrazione.

La “better (seed) regulation”. Anche la verifica cui è sottoposta la normativa sementiera comunitaria è stato oggetto di attenzione da parte del Gruppo, ricordando le prime proposte avanzate più di un anno fa da alcuni paesi membri e finalizzate ad introdurre pur se a titolo sperimentale una sorta di autocertificazione nei cereali.
Le aziende operanti nel settore dei cereali a paglia riconoscono nell’attuale meccanismo di registrazione delle varietà e di certificazione un efficace sistema di difesa e valorizzazione delle sementi di qualità e quindi delle produzioni agroalimentari. Eventuali modifiche non dovrebbero ledere il sistema vigente, mentre sono certamente auspicabili uno snellimento ed un maggiore coinvolgimento delle aziende sementiere e dei loro tecnici in tutte le fasi del controllo delle colture e della certificazione delle sementi.

Il settore del riso

Il settore del riso costituisce una bellissima realtà della nostra agricoltura, uno dei pochi in cui siamo leader in Europa e possiamo competere sui mercati con le nostre produzioni e con le nostre varietà.
Le superfici coltivate nel 2007 hanno raggiunto i 232.000 ettari, con un aumento rispetto al 2006 di circa il 2%. L’industria risicola auspicherebbe maggiori investimenti, per fare fronte ad un mercato europeo in crescita, tuttavia soprattutto in questa nuova campagna il riso dovrà difendersi dal rinnovato interesse verso gli altri cereali.

Ad inizio 2007, dopo diversi anni, è stata finalmente aggiornata la tabella delle varietà di riso/risone per il mercato con nuove varietà di recente iscrizione. Poiché l’aggiornamento è stato giudicato insoddisfacente, si è aperto un confronto costruttivo tra ENR, Ministero ed AIS che ha portato ad un nuovo decreto, del 23 novembre 2007, più vicino alle richieste delle aziende sementiere. In materia di classificazione commerciale delle varietà va segnalato il disegno di legge di modifica della vecchia legge del 1958 sul mercato interno del riso ed anche in questo caso abbiamo cercato di intervenire per tutelare le nostre esigenze.

Per quanto riguarda non solo il riso, ma l’attività sementiera in generale, va infine riferita l’azione dell’AIS nei confronti del nuovo Statuto dell’Ente Nazionale Risi, che consentiva a quest’ultimo di potere svolgere una attività sementiera. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, espressosi su richiesta del Mipaaf, ha riconosciuto le buone ragioni delle proteste dell’Associazione ed evidenziato il rischio di un conflitto d’interessi.

Il Presidente di Gruppo
Claudio Mattioli