27 marzo 2008

Gruppo sementi di foraggere
e tappeti erbosi

Rapporto di attivitą 2007

Produzioni e mercati

Erba medica: la produzione nel 2007 è stata ottima, sia a livello qualitativo che quantitativo.
Ciò è avvenuto in concomitanza di una scarsa produzione in Francia, Australia e Nord America permettendo così alle aziende italiane di esportare una buona parte del raccolto a prezzi competitivi sui mercati internazionali. I consumi interni invece stanno purtroppo subendo un’ulteriore contrazione.

Trifogli annuali: la riduzione degli ettari in produzione e le rese poco soddisfacenti hanno provocato un notevole aumento dei prezzi, che ad esempio per il trifoglio incarnato sono addirittura raddoppiati rispetto all’anno precedente. Anche per i trifogli si è comunque osservata una riduzione della domanda interna. Sono invece riprese le esportazioni verso i paesi del Nord Europa, in particolare di trifoglio alessandrino, in quanto durante l’estate 2007 è stata la specie utilizzabile per le coperture vegetali antierosione più economica sul mercato.

Loietto italico: la produzione nazionale è stata pressoché nella norma, perciò completamente assorbita dal consumo interno. Per questa specie l’Italia rimane comunque un grande importatore. Purtroppo anche per questo articolo continua la contrazione del consumo interno.

Le sementi per tappeto erboso ed usi tecnici: il settore è da considerarsi maturo, con consumi stabili, e si pensa che potrà registrare importanti variazioni solo se le condizioni economiche generali del paese dovessero modificarsi in modo drastico, in positivo o in negativo.

La foraggicoltura in Italia: il settore ha subito una riduzione delle superfici principalmente dovuta alla crisi dei prezzi di latte e carne con sostanziale riduzione dei capi, bovini e in particolare ovini. Solo negli ultimi mesi stiamo assistendo finalmente ad un incremento dei prezzi del latte, che però non si è ancora tradotto in un aumento delle superfici investite a foraggere, nonostante il costo dei mangimi e delle materie prime abbiano intanto raggiunto livelli record. I sistemi di allevamento sono radicalmente cambiati e nell’alimentazione del bestiame l’utilizzo dei foraggi secchi e verdi aziendali è stato relegato alla mera funzione ruminante dell’animale, a favore dell’impiego di concentrati e di insilato di mais a più alto valore energetico. C’è da chiedersi a questo proposito se mai si tornerà in Italia ad una zootecnia in cui il bestiame si nutra principalmente di erba e di fieno!

Quali prospettive per la produzione delle sementi foraggere: l’enorme aumento dei prezzi di tutte le “commodities” agricole sta creando grossi problemi alla produzione delle sementi foraggere, in particolare di graminacee, che sono in diretta competizione con la produzione dei cereali autunno-vernini. Ci possiamo pertanto aspettare una sensibile contrazione nella produzione del seme di loietto italico, ma anche la produzione di seme dei trifogli annuali potrebbe ridursi notevolmente se le colture da rinnovo come il favino e le altre leguminose da granella avranno gli stessi aumenti di prezzo dei cereali.
Un discorso a parte va fatto per l’erba medica in quanto la produzione del seme è più influenzata dal prezzo del fieno e dall’andamento climatico nei mesi di giugno/luglio, quando purtroppo l’agricoltore decide liberamente se tenere il medicaio da seme o sfalciarlo.

Le possibili modifiche nella PAC

Mentre con sempre più certezza, soprattutto dopo l’ultima campagna, possiamo affermare che la riforma PAC del 2003 ha avuto riflessi molto negativi sulle sementi delle specie foraggere, annullando le iniziali ottimistiche aspettative, ora dobbiamo iniziare a preoccuparci delle nuove modifiche che la revisione di medio termine porterà nel nostro settore.

Nel corso di quest’anno dovrebbe infatti svilupparsi il cosiddetto “health check” e tra le prime anticipazioni della Commissione sulle proposte di modifica figura la soppressione dell’aiuto a tutte le sementi certificate. Il nostro paese ha manifestato un avviso contrario, ma appare verosimile che la determinazione della Commissione a non avere in futuro più aiuti accoppiati alle produzioni possa avere successo, anche perché dopo la riforma del 2003 solo quattro paesi (oltre l’Italia, anche Grecia, Spagna e Portogallo) hanno mantenuto distinto l’aiuto per le sementi certificate.

Questa prospettiva non è certamente positiva nell’immediato per il nostro settore, in quanto temiamo possa portare ad un aumento delle produzioni di seme non sottoposte a certificazione, che l’incentivo dell’aiuto in qualche modo consentiva di moderare. Potremo essere capaci di controllare una tale evoluzione solo se sapremo prendere in mano la produzione del seme ed imporre sul mercato delle regole efficaci, cercando di profittare di una domanda che tenderà a salire vista l’evoluzione globale in atto nei prezzi di tutti i prodotti.

Le tematiche dell'attività di gruppo

Le maggiori tematiche affrontate dal Gruppo nel corso del 2007 sono le seguenti:

Le Sezioni foraggere di ISF ed ESA. I temi sviluppati a livello europeo sono stati soprattutto quelli relativi all’iscrizione delle nuove varietà, alla “better seed regulation”, alla definizione di un progetto per valutare le specie da tappeto erboso e per istituire una apposita sezione delle varietà idonee a tale fine nel Catalogo comune (quest’ultimo obiettivo sembra sia stato accantonato a livello di Comitato permanente sementi), alla proposta in discussione in sede OECD di consentire l’impiego di specie di cereali in miscugli foraggeri (infatti, mentre ciò è già previsto a livello UE, ancora non lo è a livello mondiale). Tra i temi affrontati invece in seno ad ISF si evidenziano: il lavoro di aggiornamento delle Regole commerciali ISF, la fissazione dei limiti per le varietà essenzialmente derivate nell’ambito dei loietti, l’applicazione delle tecnologie molecolari nel settore delle specie foraggere, l’opportunità anche per le aziende del nostro settore di fare ricorso a polizze di copertura contro i rischi per E&O (errori e omissioni). Sembra infatti che in alcuni paesi possibili errori o insuccessi legati alla vendita di sementi per tappeti erbosi abbiano portato a risarcimenti elevatissimi per le implicazioni connesse all’aspetto della cattiva immagine o della pubblicità negativa, ben al di là del valore del seme.

I nuovi criteri per l’iscrizione al Registro nazionale. Dopo un confronto durato diverso tempo, nel dicembre scorso il Ministero ha approvato i nuovi criteri per l’iscrizione delle varietà di specie foraggere. L’aggiornamento era dovuto per introdurre i protocolli del CPVO o dell’Upov nel frattempo divenuti obbligatori e comunque comporterà – oltre ad un allungamento dei tempi, per diverse specie portati a tre anni, solo in parte mitigati dalla possibilità di potere utilizzare i dati forniti dal costitutore – anche un sensibile aumento dei costi, peraltro ancora fermi ad un decreto del 1988. I nuovi criteri non sono ancora stati pubblicati sulla Gazzetta, comunque entreranno in vigore solo con le nuove domande di iscrizione a decorrere dalla prossima scadenza del 30 giugno per le specie autunnali e del 15 dicembre per le primaverili.

La normativa fitosanitaria ed il passaporto verde per le sementi di erba medica. La definitiva entrata in vigore con i raccolti 2007 delle nuove disposizioni fitosanitarie contenute nel Dlgs 214/2005 circa il passaporto delle piante per le sementi di erba medica non ha comportato particolari problemi operativi, a parte una presa di confidenza con i nuovi obblighi ed il raccordo con i rispettivi Servizi fitosanitari regionali per le autorizzazioni. La soluzione pratica seguita dalla quasi totalità delle aziende è quella di integrare il passaporto nel cartellino del produttore. Quanto previsto dalle linee guida del Mipaaf del 26 luglio 2006, dell’integrazione del passaporto nel cartellino ufficiale, non ha finora avuto seguito in quanto sono mancati gli accordi operativi tra i Servizi fitosanitari regionali e la stessa ENSE. Solo la Regione Lombardia, recentemente, ha fatto un accordo in tal senso con l’ENSE, delegandole anche in parte i controlli fitosanitari delle colture sementiere coinvolte, tuttavia senza alcun effetto pratico per il nostro settore vista la scarsa produzione di seme di medica nella Regione.

I rapporti con il COAMS per l’accordo sulla moltiplicazione. Purtroppo il progetto di stabilire un accordo tipo di moltiplicazione per le sementi di foraggere, che il Comitato tecnico di Gruppo ha posto tra quelli prioritari per il settore, non ha visto alcun sviluppo nel corso dell’anno. L’apposito Servizio valorizzazione delle produzioni della Regione EmiliaRomagna ha espresso diverse osservazioni su una prima bozza di accordo discussa con il COAMS, il Consorzio tra le associazioni produttori, tuttavia non particolarmente in linea con le nostre aspettative in quanto troppo conformi a quanto previsto dal Dlgs 102/2005 – peraltro in corso di revisione – in materia di contrattazione nazionale. D’altra parte ci è parso di non percepire particolare premura sul tema per quanto concerne le sementi di foraggere da parte del COAMS.

I miscugli di sementi di foraggere. Dopo un esame con l’ENSE, l’estate scorsa, ed una verifica in Gruppo, è stata messa a punto una nuova gamma di denominazioni utilizzabili per i miscugli di foraggere che – partendo dalle modifiche introdotte dalla direttiva 98/95/CEE, cui è stata data attuazione in Italia con il Dpr n. 322/2001 - dovrebbe consentire alle aziende sementiere di venire meglio incontro alle esigenze del mercato. Fermo restando – a livello di cartellino ufficiale - la distinzione tra miscugli per uso foraggero e non foraggero, una ulteriore differenziazione verrebbe resa possibile prevedendo sul cartellino del produttore le seguenti denominazioni: tra i foraggeri, per prato permanente o per erbaio; tra i non foraggeri, per tappeto erboso, per prato polifita o per coltura intercalare. Siamo in attesa della circolare applicativa.

Il Presidente di Gruppo
Roberto Guarnieri