27 marzo 2008
Gruppo sementi di mais
Rapporto di attivitą 2007
SUPERFICI, MERCATO DEL SEME E PRODUZIONI
Secondo i dati ufficiali dell’ISTAT nel 2007 si sarebbe
registrata, fra granella ed insilato, una cospicua riduzione
delle superfici investite, prossima al 6%, scese pertanto complessivamente
a circa 1.319.000 ettari.
Evoluzione supericie mais in Italia (in ettari)
| |
Anno 2007 |
Anno 2006 |
Anno 2005 |
Anno 2004 |
Anno 2003 |
| Fonte: dati ISTAT |
| Mais da granella |
1.053.000 |
1.127.000 |
1.113.000 |
1.197.000 |
1.163.000 |
| Mais insilato |
266.000
|
275.000 |
271.000 |
280.000 |
281.000 |
| TOTALE |
1.319.000 |
1.402.000 |
1.384.000 |
1.477.000 |
1.444.000 |
Anche le valutazioni di ISMEA danno per lo scorso anno una contrazione
negli investimenti a mais, pur se più contenuta e vicina
al 2,5 %, per una superficie seminata quindi a quota 1.081.000
ettari. La stima di Ismea purtroppo non specifica se coinvolga
anche il mais da insilato, pensiamo di no, perché diversamente
resterebbe da spiegare la forte differenza rispetto al dato globale
Istat.
Sempre in base alle valutazioni di Ismea nel 2007 tutte le regioni
hanno accusato cali nelle superfici investite a mais, tuttavia
spiccano le contrazioni della Lombardia (-5,9%) e dell’Emilia
Romagna (-5.4%).
Per quanto riguarda le rese produttive, l’annata non è
stata negativa: le abbondanti precipitazioni di inizio estate
hanno favorito la coltura, che ha risposto con un aumento della
media produttiva nazionale, salita – secondo l’Istat
– da 87,3 a 93,5 q/ha; rimarchevole l’incremento delle
rese in Friuli e Veneto (in entrambe le regioni, +10 %).
A fronte di dati ufficiali scarsamente convincenti, non possiamo
non riportare le indicazioni emerse in seno al Gruppo e che confermano
per il mais la contrazione nelle superfici investite: gli investimenti
non sarebbero però andati oltre 1.080.000 ettari, suddivisi
fra 830.000 ha a granella e 250.000 ha ad insilato.
Qualche indicazione infine sulla coltura del sorgo da granella,
per il quale nel 2007 i dati ufficiali danno un nuovo calo nelle
superfici investite di circa il 10% rispetto all’anno precedente
e sceso così a 34.800 ettari. L’Emilia-Romagna si
riconferma la regione più importante per la coltura, con
circa 19.000 ettari. Le rese produttive sono risultate equiparabili
a quelle dell’annata precedente.
Le prospettive della nuova campagna
Anche il mais ha beneficiato della improvvisa impennata delle
quotazioni dei cereali sui mercati mondiali, spinte dalla riduzione
delle scorte/dall’aumento della domanda, da produzioni nel
2007 scarse in molti paesi e, negli Stati Uniti, dalla destinazione
di oltre un terzo della produzione di mais alla trasformazione
in etanolo.
I prezzi della granella hanno raggiunto ed anche superato nei
nostri mercati i 230 euro/t, che sono davvero allettanti ed in
grado di fare superare ai produttori, nelle aree più produttive,
i timori legati alle restrizioni nella disponibilità di
acqua irrigua e nell’impiego di azoto. La sospensione del
set-aside offre inoltre nuovi spazi di investimento.
L’indagine sugli orientamenti di semina nel 2008, realizzata
dall’Istat, evidenzia un incremento di superficie vicino
al 4% per il mais; addirittura del 18% per il sorgo.
La produzione italiana di sementi
Dopo il forte calo registrato nell’annata 2006, il 2007
ha visto una sostanziale stabilità nelle superfici portaseme
che si sono attestate sui 3.000 ettari. I programmi di produzione
hanno continuato a risentire della concorrenza esercitata da alcuni
paesi europei confinanti e da altri appena entrati nella Comunità.
Secondo i dati elaborati da ESA, la Francia nel 2007 avrebbe ancora
aumentato la superficie moltiplicata, portandosi ad oltre 46.000
ettari (+ 15%), mentre l’Ungheria sarebbe scesa sui 15.700
ettari (-30%). Nei paesi dell’Est la produzione di seme
è comunque diminuita, per i problemi di siccità.
Le prospettive nel 2008 sembrano tuttavia destinate a mutare e
vedere innanzitutto un recupero delle superfici dedicate alla
produzione di seme in Italia: non certamente per i problemi legati
alla questione ogm, quanto per l’aumento dei prezzi delle
commodities e per una contrazione nelle scorte di seme. Appare
infatti difficile trovare in tutta Europa nuove superfici per
la moltiplicazione del seme, visto il successo raccolto dalle
semine a frumento.
Le problematiche affrontate in Gruppo
Accanto a temi da tempo sul tavolo, il 2007 ha visto emergerne
di nuovi, come quello legato alla concia delle sementi ed al supposto
collegamento con la mortalità delle api, un fenomeno che
ha assunto una risonanza mediatica mondiale.
La concia delle sementi. Il fenomeno della moria
delle api, il cosiddetto “colony collapse disorder”,
cioè lo spopolamento di alveari apparentemente sani e privi
di problemi, ha spinto le organizzazioni apistiche a mettere sotto
accusa i nuovi insetticidi classificati come neonicotinoidi (Clotianidin,
Fipronil, Imidacloprid e Thiametoxam) ed ampiamente utilizzati
nella concia delle sementi: circa il 60% delle sementi di mais
in Italia è commercializzato trattato con tali principi
attivi.
In Francia l’azione degli apicoltori ha portato il Governo
a sospendere già da diversi anni la concia con tali prodotti
delle sementi di mais ed anche di girasole, consentendo al momento,
solo provvisoriamente per la campagna 2008 e rispettando determinate
condizioni supplementari, il Thiametoxam. Eppure il problema della
mortalità delle api non sembra sia stato ovviato.
Anche in Italia le organizzazioni degli apicoltori hanno avviato
un’azione analoga a quella francese. Il Ministero della
salute, responsabile per la registrazione e le autorizzazioni
di impiego dei prodotti sotto accusa, ha esaminato di nuovo i
relativi dossier di sicurezza senza prendere alcuna decisione
sospensiva. Il Ministero delle politiche agricole ha invece affidato
al CRA – Istituto per la meccanizzazione agricola, un prova
simulata con seminatrici pneumatiche, dato che gli apicoltori
lamentano fenomeni di mortalità delle api proprio durante
l’epoca di semina del mais, nonostante l’assenza di
piante in fioritura nelle aree circostanti.
Una riunione per approfondire la problematica è in calendario
a breve, al Ministero delle politiche agricole.
I controlli ogm. I controlli realizzati per le
semine 2007, così come quelli disposti per le semine 2008,
non hanno visto novità, né negative, né positive.
Il numero di lotti risultato positivo nel 2007 si è mantenuto
su una percentuale davvero bassa (l’1,5%, su 2.170 lotti
analizzati) e per essi è comunque scattato il provvedimento
di sequestro e di denuncia penale a carico dell’azienda
titolare. Denuncia che poi porta, se non annullata da una analisi
di revisione favorevole, dopo diversi mesi, se non anni, ad un
proscioglimento dell’azienda da parte dell’ Autorità
giudiziaria.
Abbiamo cercato di migliorare il grado di coordinamento tra il
controllo ufficiale realizzato da ENSE ed ICQ (l’ex Ispettorato
repressione frodi) e quello messo in atto a livello doganale dall’Agenzia
delle dogane, con il supporto in alcuni punti di entrata da parte
dei Servizi fitosanitari regionali, purtroppo senza riscontro.
Per aumentare il livello di controllo delle sementi vendute ed
assicurarsi condizioni economiche di maggiore favore, in vista
delle semine 2008 tra AIS ed ENSE è stato raggiunto un
accordo per il campionamento e l’analisi dei lotti di seme
non assoggettati al controllo ufficiale disposto dal Ministero
delle politiche agricole e dall’Ispettorato.
Il problema delle micotossine. Questa tematica
continua a suscitare interesse, anche se con la fissazione da
parte della Commissione UE con il regolamento n. 1126/2007 di
nuove soglie per le fumonisine certamente molte delle preoccupazioni
registrate gli scorsi anni sono venute meno.
Comunque, per meglio seguire la materia è stato deciso
di creare in ambito AIS un piccolo gruppo di lavoro, con il compito
di monitorare l’evoluzione della tematica e raccogliere
documentazione per supportare eventuali posizioni comuni o confronti
allargati che dovessero svilupparsi.
I nuovi criteri per il Registro nazionale. Nel
2007 è stato approvato dal Ministero delle politiche agricole
il nuovo protocollo messo a punto dall’ENSE – nella
sua veste di ente coordinatore delle prove - per l’iscrizione
al Registro delle nuove varietà di mais. Il relativo decreto
è stato pubblicato in Gazzetta il 20 febbraio 2008 e fra
le novità va evidenziata la possibilità di iscrivere
le varietà – analogamente a quanto oggi già
possibile per i cereali e per il riso – dopo un solo anno
di prove ufficiali, purchè preceduto da un anno di prove
appositamente realizzate dal costitutore. I nuovi criteri diverranno
operativi a partire dalle prossime richieste di iscrizione, nel
2009.
Il Presidente di Gruppo
Piero Sismondo