26 marzo 2009
Gruppo sementi di cereali a paglia
Rapporto di attivitą 2008
Produzioni e mercati
Le produzioni cerealicole 2008 sono state caratterizzate da
una diffusa disomogeneità per rese e qualità. Nel
caso del frumento duro, l’areale padano, che presentava
una diffusione record della coltura, ha fornito risultati mediamente
scarsi e deludenti, in buona parte dovuti alla piovosità
eccezionale dei mesi di maggio e giugno. La situazione di maggiore
criticità si è registrata nel nord-ovest, con soglie
minime di 30-40 q.li/ha e con pesi specifici anche inferiori
a 70 kg/hl. Nel centro rese sopra la media storica nella fascia
adriatica, mentre nella fascia tirrenica le piogge di fine ciclo
sono state anche qui il fattore più limitante. Nel sud
produzioni record sia in Puglia, che in alcune zone della Sicilia.
Comunque, nel complesso, secondo le stime elaborate da ISMEA ad
inizio agosto, il raccolto 2008 sarebbe aumentato del 30% rispetto
al precedente anno, portandosi a circa 5,8 Mio tons.
Per il frumento tenero, ma anche per l’orzo, le produzioni
sono state più omogenee ed hanno risentito meno dello
sfavorevole andamento climatico dell’ultima parte della
primavera; sempre secondo le stime elaborate da Ismea, l’incremento
produttivo rispetto alla precedente campagna sarebbe stato di
circa il 13-14 %, raggiungendo così rispettivamente 3,7
e 1,4 Mio tons.
Come di consueto le diverse stime o statistiche (Istat, Ismea
ecc..) che vengono elaborate in materia di produzione, evidenziano
difformità anche notevoli di valutazione; nel 2008 il Ministero
delle politiche agricole ha anch’esso diffuso con il bollettino
AGRIT delle rilevazioni, aggiungendo così un ulteriore
elemento di incertezza. Le stime del Gruppo, comunque, basate
in larga parte sui dati ufficiali di certificazione delle sementi
e sull’andamento delle vendite, si sono orientate sulle
seguenti superfici: circa 1.700.000 ettari di grano duro, circa
750.000 ettari di frumento tenero e circa 300.000 ettari di orzo.
Le produzioni sementiere. L’evoluzione
dell’andamento delle superfici investite a seme negli ultimi
anni è riportata nella tabella seguente.
| |
Superfici 2004 |
Superfici 2005 |
Superfici 2006 |
Superfici 2007 |
Superfici 2008 |
| Fonte: dati ENSE |
| Frumento duro |
166.501 |
88.997 |
72.073 |
94.380 |
121.008 |
| Frumento tenero |
22.000 |
23.468 |
21.202 |
23.972 |
29.624 |
| Orzo |
8.687 |
11.270 |
12.128 |
12.849 |
12.480 |
| Avena |
1.219 |
2.375 |
2.451 |
1.920 |
1.406 |
| Segale |
307 |
177 |
349 |
145 |
571 |
| Triticale |
1.056 |
868 |
502 |
677 |
898 |
| Riso |
11.644 |
10.838 |
11.189 |
11.826 |
10.577 |
| TOTALE |
211.413 |
137.993 |
119.894 |
145.769 |
176.564 |
Dopo i decisi cali degli investimenti nel 2005 e 2006, per il
secondo anno consecutivo si sono registrati recuperi di superfici
portaseme prossimi al 20% rispetto alla precedente campagna.
L’impennata delle quotazioni di mercato per tutti i cereali
e per il frumento duro in particolare, ha ovviamente contribuito
ad incentivare con le semine dell’autunno 2007 la domanda
di sementi, spingendo così ad aumentare anche le colture
da seme. L’andamento di mercato si è poi capovolto
ed il calo delle quotazioni degli ultimi mesi, con la complicità
del cattivo andamento stagionale, ha determinato una nuova contrazione
delle semine per il raccolto 2009.
Secondo le recenti stime elaborate dal Gruppo, una forte contrazione
avrebbe interessato soprattutto il frumento duro, in particolare
negli areali del centro e del sud, tanto che per la campagna in
corso si stimano investimenti non di molto superiori a 1.200.000
ettari. Meno drammatica, ma pur sempre negativa, la situazione
del grano tenero per il quale le superfici seminate non dovrebbero
andare oltre i 600-650.000 ettari.
Molte superfici sono comunque sensibilmente danneggiate da ristagni
idrici e molte altre sono state seminate in cattive condizioni,
cercando di sfruttare ogni momento utile durante l’intero
arco dell’inverno e sino alla prima settimana di marzo.
Per queste ultime semine , che pur hanno permesso un recupero
delle superfici investite, è facile prevedere dei potenziali
produttivi limitati.
La lettura incrociata di queste informazioni evidenzia un’ulteriore
problematica, che le aziende sementiere si trovano ora a dovere
fronteggiare: quella della gestione delle giacenze e del loro
ricondizionamento per la prossima campagna. Per l’eccezionalità
della situazione, con l’Ense si sta pertanto cercando di
avere un quadro preciso dell’entità delle giacenze
per potere poi affrontare in modo razionale il problema.
Le principali tematiche dell’attività di Gruppo
La revisione della PAC. Come già accaduto
nel 2004, in occasione della precedente revisione della PAC, anche
il compromesso del Consiglio agricolo del 19-20 novembre 2008
(a conclusione dell’health check di medio termine) ha portato
importanti novità. Degli aiuti che nel 2004 erano rimasti
accoppiati alla produzione (premio qualità al grano duro,
art. 69, sementi certificate, riso), in futuro non rimarrà
nulla eccezion fatta per le misure previste dal nuovo articolo
68. L’AIS, insieme ad Assoseme, Asseme e Capitanata, nell’estate
scorsa ha cercato di opporsi alla soppressione in particolare
del premio qualità al grano duro pari a 40 euro ettaro.
Un primo documento congiunto è stato sottoposto al Ministro
delle politiche agricole, Zaia. Un secondo documento a favore
del mantenimento del premio qualità è stato invece
promosso con il supporto di ESA, in collaborazione con le Associazioni
sementiere di Francia, Spagna e Grecia, proprio alla vigilia
del Consiglio dei ministri agricoli che ha deciso sulla revisione.
Le nostre richieste non hanno riscosso successo, anche perché
le organizzazioni agricole si sono espresse a favore del disaccoppiamento
di ogni aiuto, così come non hanno trovato un sufficiente
sostegno da parte dell’industria di trasformazione. La stessa
Commissione, rispondendo al sollecito di ESA, ha invitato eventualmente
a guardare ai pagamenti supplementari accoppiati alla produzione
del nuovo art. 68. Purtroppo, la dotazione finanziaria disponibile
per l’art. 68 è limitata e sono tanti i settori che
aspirano a questa misura. Recenti informazioni diffuse dal Ministero
indicano che sono allo studio interventi con cui potrebbero essere
mobilitati fondi di pertinenza dei PSR, per sostenere i seminativi
attraverso l’adozione di disciplinari di produzione e contratti
di filiera.
Il nostro Gruppo e l’AIS stanno seguendo con grande attenzione
le proposte in fase di elaborazione, sia sul fronte politico che
attraverso contatti con altri portatori d’interesse, per
bene identificare le specie ed i meccanismi d’erogazione
sui quali fare poi convergere le richieste dell’industria
sementiera. Oltre alla condizione che tali aiuti vengano legati
all’uso di sementi certificate, per limitare la diffusione
dell’uso di granella aziendale come seme, tra i criteri
auspicabili vogliamo evidenziare l’importanza strategica
del grano duro per l’Italia e la destinazione del raccolto
all’alimentazione umana.
In assenza di specifici incentivi che leghino le produzioni
agricole all’uso del seme certificato, è molto concreto
il rischio che possa rapidamente diffondersi l’utilizzo
di granella aziendale. Al riguardo il Gruppo cereali ha in animo
di realizzare nei prossimi mesi una campagna di comunicazione
(una brochure ed anche una serie di articoli sulle riviste del
settore), per sostenere il ruolo del seme certificato, ispirandosi
ad analoghe azioni avviate in Francia ed in Spagna. L’iniziativa
dovrebbe essere portata avanti congiuntamente ad Assoseme.
Le prove qualità del frumento
duro. Con la decisione sul premio qualità, anche
il destino delle relative prove sulle varietà di grano
duro è ormai segnato, nonostante il Ministero non ne abbia
ancora deciso la sospensione. I dati che sono stati originati
nei diversi anni di prova sono comunque un patrimonio delle aziende
sementiere, che hanno finanziato tale sperimentazione, e che
potrebbe essere valorizzato in caso di nuovi contributi legati
a parametri qualitativi, oppure mediante la divulgazione degli
stessi.
Il piano cerealicolo nazionale.
Questa iniziativa, promossa e coordinata dal MIPAAF, ha registrato
nel corso del 2008 diverse integrazioni rispetto alla stesura
iniziale. Come AIS abbiamo contribuito a dare maggiore risalto
al ruolo delle sementi, inizialmente trascurato, chiedendo anche
l’inserimento del mais in virtù dell’importanza
che la coltura ha negli areali del nord. Il piano attende ora
la valutazione nella Conferenza Stato-Regioni prevista per la
fine del mese di marzo.
Nuove iniziative del gruppo.
Segnaliamo a questo riguardo:
- lo studio di un contratto quadro per la moltiplicazione di sementi
di cereali, attraverso un accordo interprofessionale che cerchi
di coinvolgere associazioni dei moltiplicatori, sementieri, costitutori
ed ENSE;
- la partecipazione in ambito ESA al gruppo di lavoro sulle tematiche
del reimpiego aziendale di granella ad uso seme (farm saved seed)
- la partecipazione in ambito ISF al gruppo di lavoro sui sistemi
di raccolta delle royalties.
Il settore del riso
La campagna 2008 per il riso ha visto una contrazione di superfici
di circa il 4%, scese dai 232.500 del 2007 a circa 224.000 ettari,
per la concorrenza generata dall’impennata delle quotazioni
del mais. Secondo i dati dall’Ente Risi, se si escludono
i tipi lunghi B le cui superfici sono aumentate di circa il 32%
(+18.000 ha), tutti gli altri gruppi varietali hanno registrato
cali più o meno considerevoli. Le colture da seme nel 2008
hanno registrato un ulteriore consolidamento dei tipi lunghi
B, a scapito dei lunghi A.
Il Tavolo filiera riso è stato invece riunito dal Mipaaf
nel mese di settembre, per riprendere l’azione avviata nelle
precedenti campagne per promuovere – secondo gli auspici
dell’industria – una ordinata e bilanciata ripresa
degli investimenti.
Nell’occasione è stata condivisa l’idea di
dare vita ad un progetto di ricerca nel settore del riso, alla
cui realizzazione potranno partecipare i singoli attori della
filiera ma di cui non abbiamo ancora visto sviluppi.
Il Presidente di Gruppo
Carlo Invernizzi