26 marzo 2009

Gruppo sementi di foraggere
e tappeti erbosi

Rapporto di attivitą 2008

Produzioni e mercati

Erba medica: il raccolto 2008 è stato notevolmente inferiore a quello del 2007, comunque nella media come qualità e quantità e tutto sommato sufficiente per coprire sia i fabbisogni nazionali che le esportazioni. Le vendite di questa primavera stanno purtroppo registrando enormi e preoccupanti flessioni, in ogni direzione, senza plausibili ragioni, se non il clima generale provocato dalla crisi economica generale e delle produzioni agricole in particolare!

Trifogli annuali: la produzione 2008 non è stata abbondante e quindi i prezzi abbastanza elevati, soprattutto per il trifoglio incarnato, hanno portato ad una ulteriore diminuzione dei consumi nazionali. Dobbiamo quindi rallegrarci del fatto che le esportazioni abbiano assorbito praticamente quasi tutta la produzione e sperare che continui.

Loietto italico: i prezzi elevati dell’ autunno 2008 hanno provocato varie distorsioni di mercato, che il Gruppo ha messo in evidenza e si è impegnato a cercare di eliminare. Il raccolto nazionale 2008 è stato nella media, ma purtroppo i consumi si sono ridotti ulteriormente.

Le sementi per tappeto erboso ed usi tecnici: dopo le impennate e le aspettative della campagna precedente, i prezzi sono ritornati su livelli più normali ed i produttori del Nord Europa non lamentano più difficoltà nel trovare agricoltori disposti a moltiplicare sementi di graminacee. Per quel che riguarda i consumi nazionali non resta che augurarsi che la crisi economica non si ripercuota eccessivamente anche su questo settore.

Previsioni e prospettive: nella situazione contingente sarebbe davvero azzardato esprimere previsioni sull’evoluzione del mercato e dei consumi di sementi di foraggere, sia da produzione di foraggi che per il tempo libero.
Ad esempio, il prezzo alla stalla del latte vaccino che un anno fa aveva raggiunto i 50 € cent, adesso è precipitato a 28 € cent, senza considerare le importazioni dalla Slovenia e dall’Ungheria a 22 € cent franco stabilimento nel Nord Italia! E il tutto senza una plausibile spiegazione, se non la corsa al ribasso che si è messa in moto probabilmente come reazione alle speculazioni precedenti.

Dopo aver raggiunto l’obiettivo dell’aumento della quota nazionale per la produzione di latte, è ora probabile che molti allevatori si troveranno costretti a chiudere le stalle, per i prezzi assolutamente non remunerativi, e che l’Italia non riesca pertanto a raggiungere la quota assegnata. La vendita delle sementi foraggere è strettamente legata alla redditività degli allevamenti da carne e da latte in particolare. Auguriamoci pertanto di avere davvero toccato il punto più basso del trend negativo in corso.

Il futuro dell'aiuto alle sementi certificate

Si è conclusa la revisione della PAC e diversamente dalla proposta iniziale della Commissione CE, è stata confermata la possibilità per i pochi Stati membri che avevano mantenuto l’aiuto alle sementi certificate, di poterlo procrastinare fino al raccolto del 2011. Ora dobbiamo attendere che entro il 1° agosto 2009 il nostro paese confermi la situazione attuale: non dovrebbero esserci sorprese e cioè che il disaccoppiamento venga anticipato, dato che il nostro Ministero delle politiche agricole durante le trattative per l’health check si è impegnato a favore della conservazione degli aiuti alle sementi certificate, che in Italia riguardano essenzialmente le foraggere ed il riso.

La proroga di questi aiuti non andrà comunque oltre più di due raccolti, in quanto dal 2012 dovranno venire anch’essi disaccoppiati ed integrati nel pagamento unico aziendale sulla base di quanto percepito dagli agricoltori moltiplicatori nel periodo di riferimento 2000-2002, oppure di un periodo più recente, a discrezione dello Stato membro.

E’ pertanto opportuno che le aziende sementiere del nostro settore ed il Gruppo avviino presto una riflessione su come meglio gestire la produzione nazionale di sementi di foraggere, senza gli aiuti alla produzione, in una situazione che potrebbe vedere i moltiplicatori allontanarsi ancora di più dalla certificazione del prodotto.

Le tematiche dell'attività di gruppo

Contratti tipo di moltiplicazione. Purtroppo, nel corso dell’ultimo anno, non hanno registrato alcun sviluppo i rapporti con il COAMS, che potrebbero portare a definire accordi di filiera in grado di fornire maggiori garanzie, di prezzo e di collocazione del prodotto, sia alle aziende sementiere, che ai produttori agricoli.

I miscugli di foraggere. Occorre sottolineare a questo riguardo che la nuova codifica delle denominazioni utilizzabili in funzione delle modifiche stabilite dalla direttiva 98/95/CE e dal Dpr n. 322/2001, che era stata concordata nel corso del 2007 con l’ENSE, purtroppo non è stata finora ufficializzata. Tale nuova codifica avrebbe dovuto permettere di distinguere meglio, sul mercato, i miscugli per prato permanente o per erbaio, tra i foraggeri, e per tappeto erboso, per prato polifita o per coltura intercalare, tra i non foraggeri.

I miscugli per tappeti erbosi. A proposito di tappeti, va invece riferito della situazione di stallo in cui si trova l’iniziativa promossa dalle maggiori aziende europee del settore e da ESA, denominata ETTS (European Turf Testing System) e finalizzata a stabilire una rete di valutazione a livello europeo delle varietà vendute per questo scopo, per valorizzarle meglio, ma soprattutto per sostituire i sistemi nazionali presenti in diversi paesi.

Le perplessità sull’iniziativa da parte di molte aziende, gli alti costi stimati ed anche le ritrosie di chi oggi ha già un proprio sistema di valutazione e non vuole rinunciarvi, hanno suggerito una pausa di riflessione di almeno un anno!

Le prove del CRPA. Terminato il progetto “Rinnova Pro.Ve”, avviato nel 2004 a supporto del piano nazionale proteine vegetali e nel cui ambito le prove di confronto varietale avevano trovato spazio, il CRPA di Reggio Emilia ha recentemente proposto alle aziende la prosecuzione della rete sperimentale per erba medica e per la loiessa.
Gli oneri previsti ed il numero minimo di varietà necessario per portare avanti l’iniziativa, hanno purtroppo fatto desistere molte aziende dal parteciparvi.

Il passaporto verde per le sementi di erba medica. I Servizi fitosanitari regionali hanno finora affrontato in modo scoordinato, individuale, la problematica del passaporto delle sementi di erba medica. La previsione di una sua integrazione nel cartellino di certificazione non ha purtroppo finora avuto seguito pratico. Un recente controllo presso un’aziende sementiera, cui ha fatto seguito l’erogazione di una non lieve sanzione amministrativa, ha invece fatto emergere la questione del passaporto sulle sementi di erba medica in natura che vengono scambiate tra le aziende sementiere.

Pur non essendo esplicitamente indicato nelle linee guida del Ministero del 26 luglio 2006 in materia di rilascio del passaporto, solo i trasferimenti delle sementi in natura dall’ agricoltore moltiplicatore all’azienda sementiera dovrebbero essere esenti dall’obbligo del passaporto. Per chiarire comunque in modo preciso la questione è stato previsto quanto prima un confronto con il Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna.

Le importazioni illegali di sementi di foraggere. Per monitorare le importazioni illegali di sementi di foraggere da paesi terzi non equivalenti, ovvero di sementi che sarebbero non certificate da paesi equivalenti, la Sezione foraggere di ESA ha istituito dopo il Congresso dell’ottobre scorso un apposito Gruppo di lavoro.
Tra i compiti, quello di raccogliere e valutare le statistiche, acquisire documentazione sulle ipotesi di irregolarità e soprattutto, arrivare a stabilire un codice di comportamento per le aziende del settore e delle linee guida sulle azioni per acquisire elementi e prove delle eventuali illegalità, per gli interventi del caso.
Anche all’interno del Gruppo foraggere di AIS abbiamo deciso di formalizzare un gruppo di lavoro simile, per interloquire meglio con ESA e seguire più da vicino situazioni che appaiono preoccupanti anche sul nostro mercato nazionale.

Il Presidente di Gruppo
Roberto Guarnieri