26 marzo 2009

Gruppo sementi da orto, da giardino,
forestali ed officinali

Rapporto di attivitą 2008

Il rapporto del Gruppo considera come di consueto i tre segmenti in cui si articola il settore delle sementi orticole: moltiplicazione, professionale ed hobbistico.

La moltiplicazione

L’indagine conoscitiva svolta nel 2008 all’interno del Gruppo sulle superfici portaseme da orto realizzate in Italia ha fornito dati che meritano alcune considerazioni.

Si è confermata la tendenza della crescita delle superfici, che hanno raggiunto i 14.000 ettari, nonostante nella campagna 2007/08 la competitività dei cereali abbia fortemente condizionato le scelte degli agricoltori. Questo dato molto positivo conferma la specializzazione e la professionalità del settore orticolo nella moltiplicazione in particolare di specie importanti quali cavoli, cipolle e ravanelli. I prezzi alla produzione sono aumentati, per competere con i cereali, ma sono però cresciuti anche i costi di produzione degli agricoltori.

Mentre le specie a semina primaverile, quali i piselli e le lattughe, hanno incontrato maggiori difficoltà per l’andamento climatico negativo, con rese produttive scarse e di bassa qualità, sono state invece molto positive le rese delle produzioni precoci autunnali, quali la brassica ed i cavoli. Anche le liliacee – come cipolle e porri - hanno avuto un’annata positiva e questo ha favorito la disponibilità degli agricoltori verso la moltiplicazione.

Un discorso a parte merita la produzione di coriandolo (ben 4.000 ettari nel 2008), il cui consistente aumento è legato alla forte domanda dei mercati orientali: peraltro la facilità di coltivazione permette di avere una buona risposta produttiva, anche con seminativi estensivi, suscitando così l’interesse pure di grandi aziende.

Le regioni che hanno confermato nel 2008 la maggiore vocazione produttiva per le sementi orticole sono l’Emilia-Romagna, con circa 7.300 ettari, le Marche, con circa 4.200 ettari, e la Puglia, con 1.700 ettari. Ma mentre in Emilia-Romagna e Marche, oltre che in Umbria, la moltiplicazione delle specie allogame è disciplinata da specifiche normative regionali, in Puglia manca una disciplina di riferimento: è pertanto assolutamente necessario attivare anche in questa Regione un analogo strumento legislativo, a garanzia del lavoro di moltiplicazione e della qualità del prodotto, visto l’interesse crescente per la moltiplicazione sementiera orticola nel Sud Italia. In Puglia, ad esempio, viene realizzato un terzo della produzione italiana di cipolla e porro.

Relativamente alla moltiplicazione in Emilia-Romagna, è proseguito il progetto denominato ‘Mappatura sementi’, che ha completato il terzo anno. Si tratta di uno strumento molto importante per la gestione delle coltivazioni sementiere, che tuttavia necessita di ulteriori verifiche operative (ad esempio, la tempistica delle comunicazioni dei dati) e di miglioramenti strumentali (i palmari). Il programma proseguirà nel 2009, con simulazioni operative previste su cavoli e biete al fine di testarne meglio la funzionalità.

Il 2008, vista l’incapacità di giungere ad un accordo fra aziende sementiere orticole e quelle della bietola da zucchero in merito alle zone di moltiplicazione, ha visto un intervento normativo della Regione Emilia-Romagna sulla legge n. 2/98: su indicazione della Consulta agricola regionale, ha infatti modificato la zona di preuso riservata alla barbabietola da zucchero, evidenziando così il contrasto esistente tra le associate AIS, come da tempo non si registrava, e dando modo a figure esterne di interferire su tematiche specifiche che dovrebbero essere affrontate e gestite all’interno della categoria. Purtroppo il giudizio sull’intervento regionale è negativo, perché non soddisfa né le aspettative della produzione di seme di bietola da zucchero, né della bietola da orto. La ripresa di un confronto costruttivo fra le Associate AIS coinvolte resta quindi necessario ed urgente.

Il segmento ‘professionale’

Stimolato dalla concorrenza e dalle esigenze degli operatori, il mercato del seme professionale è portato ogni anno ad elevare i livelli qualitativi e fitosanitari.

Le produzioni di vegetali, siano fresche o destinate alle industrie agroalimentari, passano ormai totalmente attraverso la certificazione di prodotto e del processo di filiera. Questo strumento, finalizzato alla tutela del consumatore, purtroppo al momento coinvolge solo marginalmente le sementi nonostante esse rappresentino l’ovvio ed imprescindibile punto di partenza per conseguire produzioni di qualità.

La valorizzazione della semente di qualità e soprattutto la tutela della proprietà intellettuale rientrano fra le principali finalità della Sezione ‘Orto wic’, che si è costituita in seno al Gruppo Orto nel corso del 2008 e che oggi raggruppa 22 associate: la loro attività viene definita ‘integrata’ in quanto sono attive non solo nella ricerca per la costituzione varietale, ma anche nella produzione del seme e nella commercializzazione, rivolta ovviamente in modo prevalente ad operatori professionali.

L’elevata professionalità dei produttori orticoli ai quali le aziende della Sezione ‘Orto wic’ si indirizzano, richiede la disponibilità di sementi di alta qualità – in particolare di varietà ibride – e che diano precise garanzie fitosanitarie e siano accompagnate da specifiche attestazioni.

Per quanto riguarda i singoli settori, il 2008 è stato positivo per il pomodoro da industria, così come in crescita è risultato pure il segmento delle produzioni destinate alla surgelazione. Il buon andamento delle semine di cipolla, fagiolini ed altri prodotti testimoniano il trend positivo del segmento professionale del seme.

Il settore della IV gamma si è confermato alquanto dinamico, con una crescita della specializzazione delle aziende ad elevato grado di imprenditorialità, in grado di concentrare maggiormente l’offerta di prodotto: le aziende sementiere sono infatti consapevoli che oggi non occorre più solo vendere le sementi, ma sia invece fondamentale riuscire ad occupare uno spazio propositivo all’interno della filiera produttiva.

Il segmento ‘hobbistico’

L’importanza del segmento ‘hobbystico’ si conferma rilevante, visto il fatturato che è in grado di sviluppare.

Il patrimonio delle varietà italiane iscritte nel Registro nazionale rappresenta il fulcro delle attività delle aziende del segmento, che negli anni per mantenersi competitive e garantirsi redditività hanno dovuto porre sempre più attenzione verso il mercato estero. Le aziende che non hanno saputo evolversi in tale direzione e quelle in cui non c’è stato un ricambio generazionale, potrebbero in futuro incontrare sempre più difficoltà. Anche in questo segmento diventerà comunque determinante il ruolo della grande distribuzione (GDO).

Fra le problematiche che preoccupano maggiormente le aziende del segmento ricordiamo quelle fitosanitarie, nonché le norme sulle esportazioni, che condizionano e penalizzano la loro crescita sui mercati esteri.

L’approvazione della normativa sulle varietà ortive cosiddette da conservazione e quelle amatoriali, che ormai pare imminente da parte della Commissione, potrebbe introdurre nuovi elementi di incertezza ed essere un ulteriore elemento di preoccupazione per il settore. Appare pertanto sempre più importante delineare una strategia per salvaguardare e valorizzare le produzioni sementiere tipiche italiane, in quanto il futuro del settore dipenderà anche da come le aziende del segmento sapranno affrontare alcune problematiche quali il mantenimento delle varietà “ante ‘70”, la questione delle denominazioni geografiche ecc..

L'Attività di gruppo

Come già evidenziato, nel corso del 2008 in seno al Gruppo orto si è costituita la Sezione “Orto wic”: grazie al coordinamento del Dr Campi, essa si è dimostrata subito molto attiva nel promuovere una serie di iniziative finalizzate ad evidenziare il ruolo del seme di qualità ed a sviluppare il concetto della tutela della proprietà intellettuale. Ricordiamo l’incontro della Sezione con ESA, svoltosi lo scorso 23 ottobre a Bologna, che ha visto la presenza di diverse case madri, aderenti a loro volta al Gruppo ESA SVO wic, oltre che del segretario della stessa Associazione europea.

Nelle diverse riunioni interne che ha realizzato dal giugno 2008, la Sezione Orto wic ha inoltre promosso l’adozione del codice di condotta ESA (sottoscritto da tutte le Associate aderenti alla Sezione) ed ha analizzato la questione della tracciabilità delle sementi (il ruolo del seme nella certificazione Global GAP).

Altrettanto intenso è stato inoltre il lavoro del Comitato tecnico del Gruppo, che si è riunito più volte per affrontare in particolare problematiche quali:

l'attività di post-controllo delle sementi ortive della categoria ‘standard’. Sollecitata dai rappresentanti del Gruppo, l’ENSE ha odimostrato disponibilità a riprendere un concreto confronto sulla materia e condiviso la necessità di istituire un tavolo tecnico per affrontare le differenti problematiche che tale attività ha finora evidenziato, condizionandone l’efficacia e l’utilità;

La conservazione delle varietà "ante '70". E’ stato ipotizzato lo sviluppo di un progetto di gestione collettiva che consenta di superare i rischi di ulteriori cancellazioni dal Registro nazionale e che possa prevedere un eventuale adeguato compenso per le strutture o le ditte disponibili ad impegnarsi a tale fine.

La normativa fitosanitaria con particolare riferimento alle problematiche relative alla recente introduzione del documento di transito intra CE, alla redazione dei certificati fitosanitari (l’indicazione del paese di origine, che deve corrispondere a quello in cui è stato moltiplicato il seme, le dichiarazioni aggiuntive ecc…), nonché alla scarsa omogeneità con cui le diverse Regioni applicano le norme esistenti.

Il settore delle sementi da orto soffre comunque della difficile situazione operativa dell’Amministrazione in generale e del Servizio Sementi del Ministero delle politiche agricole in particolare: quest’ultimo, causa un organico da tempo insufficiente, non riesce a rispondere in modo puntuale alle richieste della categoria. Il nostro Gruppo ha pertanto in programma di sviluppare un confronto concreto con il Ministero per vedere come superare queste difficoltà e risolvere alcune problematiche che ormai da troppo tempo affliggono il settore orticolo, quali ad esempio l’efficienza e la tempistica del Registro varietale e la gestione dell’autorizzazione provvisoria alla vendita per le varietà in iscrizione.

Desidero chiudere questa relazione ringraziando per la loro disponibilità e la preziosa collaborazione i colleghi dei Comitati tecnici del Gruppo ed i componenti della Segreteria AIS.

Il Presidente di Gruppo
Mauro Urbini