15 aprile 2010

Gruppo sementi di mais

Rapporto di attivitą 2009

Produzioni maidicole e mercato sementi

La coltura del mais ha vissuto nel 2009 una annata nel complesso particolarmente negativa, risultante da diversi fattori: la contrazione delle superfici coltivate; l'avvio iniziale stentato e difficoltoso delle colture in aree importanti, con le semine primaverili ritardate o danneggiate dalle avverse condizioni atmosferiche; la mancanza di sementi conciate con insetticidi, che ha imposto agli agricoltori di cambiare strategie di difesa; l'esplosione della presenza della Diabrotica, nelle zone dove si era già da tempo insediata, con danni particolarmente evidenti e la contrazione delle produzioni.

La produzione media di granella stimata da ISTAT è stata pari 8,7 t per ettaro, su una superficie coltivata in contrazione del 9% circa rispetto alla precedente annata. Anche le valutazioni del nostro Gruppo hanno dato in calo la superficie mais, in misura % analoga a quella stimata da ISTAT, ma su valori assoluti però più bassi: per la granella gli investimenti non sarebbero infatti andati oltre i 770-780.000 ettari. Il mercato delle sementi ha comunque avuto una contrazione inferiore, in quanto le risemine hanno interessato il 3-5% delle superfici coltivate.

 

Evoluzione supericie mais in Italia (in ettari)
 
Anno 2009
Anno 2008
Anno 2007
Anno 2006
Anno 2005
Fonte: dati ISTAT
Mais da granella
857.000
990.000
1.053.000
1.108.000
1.113.000
Mais insilato
261.000
270.000
275.000
276.000
271.000
TOTALE
1.118.000
1.260.000
1.328.000
1.384.000
1.384.000

Un diverso e più affidabile sistema di rilevazione di superfici e produzioni sarebbe davvero auspicabile nell'interesse di tutti. Va comunque evidenziato, quali siano i dati presi a riferimento, che nell'ultimo decennio la perdita di competitività ed il regresso della superficie hanno portato la produzione di mais, fondamentale per le produzioni tipiche e di qualità delle Regioni del Nord Italia, ad un grado di autosufficienza dell'80% circa, rispetto ad una condizione di quasi piena sufficienza.

Le previsioni per la campagna 2010 restano di nuovo pessimiste: i prezzi di mercato della granella continuano ad essere bassi ed ISTAT ha stimato una ulteriore contrazione negli investimenti del 4,4%, che a nostro giudizio sarebbe già un ottimo risultato se venisse rispettata.

Per completare la rassegna delle specie di interesse del Gruppo, per il sorgo l'ISTAT ha rilevato nel 2009 una superficie di poco inferiore ai 40.000 ettari, rispetto ai 38.000 dell'anno precedente. Purtroppo per il 2010 sempre l'ISTAT ha previsto, e non riusciamo a giustificarlo, un calo degli investimenti addirittura del 33%.

Riguardo le note negative, aggiungiamo che la recente modifica alle disposizioni nazionali per i pagamenti legati all'art. 68 nelle regioni del Centro-Sud ha visto la soppressione di mais e sorgo dalle colture beneficiarie.

La moltiplicazione delle sementi

Un accenno infine alla produzione di sementi nel nostro paese. La superficie portaseme ha registrato nel 2009 un ulteriore aumento per il mais, arrivando a toccare i 6.200 ettari approvati in campo. Guardando la serie storica presente sul sito dell'ENSE, è la superficie massima toccata dal 1993. A fronte dei problemi registrati per la produzione da consumo, la resa e la qualità delle moltiplicazioni da seme sono state più che soddisfacenti. Per il 2010 le moltiplicazioni registreranno quasi certamente in Italia una contrazione, del 15-20%, in funzione del calo delle superfici coltivate e degli stocks esistenti.

La superficie portaseme moltiplicata tra tutti i paesi UE ha toccato nel 2009 i 140.000 ettari ed il seme disponibile supera del 40% il fabbisogno.

L'attività di gruppo

Progetto APENET e concia delle sementi di mais, controlli ogm e prove di confronto varietale coordinate dall'Istituto di Bergamo, questi i temi che hanno assorbito l'attività del Gruppo.

La concia delle sementi. Con decreto del 14 settembre 2009, il Ministero della salute ha prorogato per un altro anno la sospensione degli insetticidi classificati come neonicotinoidi (Clotianidin, Imidacloprid e Thiametoxam), nonché del Fipronil, nella concia delle sementi di mais. Il decreto ha motivato la proroga della sospensione con l'esigenza di “proseguire con le sperimentazioni in corso (progetto APENET), al fine di acquisire ulteriori e più approfondite conoscenze in merito al complesso fenomeno di spopolamento degli alveari e di moria delle api”.

Dopo avere collaborato grazie al Gruppo di lavoro coordinato dal Dr Marchesini al progetto APENET nel corso del 2009, con la fornitura di un centinaio di dosi di seme conciato – applicando tecniche migliorate di concia - con i quattro prodotti sospesi, che sono state utilizzate in diverse sperimentazioni (CRA-apicoltura, per prove in laboratorio ed in campo; CRA-ingegneria agraria, per le prove sulle macchine seminatrici; CRA-maiscoltura, per prove in campo; Università di Padova, per prove sulla guttazione), una analoga collaborazione è stata assicurata anche per il 2010. La richiesta di dosi di seme conciato è peraltro aumentata, avendo raggiunto quasi le 400 dosi, e le prove in programma si sono moltiplicate: accanto a quelle delle precedenti unità operative, si sono quest'anno aggiunte anche prove in campo, per valutare soprattutto l'efficacia dei concianti nei riguardi della diffusione della Diabrotica, da parte delle Regioni Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia.

Il Ministero della salute si attende che APENET possa fornire indicazioni precise sulla propria sperimentazione entro metà luglio 2010, per avere poi il tempo per valutare e decidere sulla sospensione che scade a metà settembre, ma è fin d'ora evidente che la decisione si baserà di nuovo su elementi diversi. Non ultima, sulla situazione negli altri paesi comunitari, che vede la Francia riammettere provvisoriamente per il secondo anno consecutivo la concia solo con Thiametoxam, la Germania tenere sospesa la concia sul mais, ma non sul colza, ed altri paesi vicini (Austria, Slovenia) mantenere la possibilità di concia con limiti al residuo polverulento sulle sementi (3 grammi per q.le di seme, che la Francia ha esteso anche ai fungicidi). Nonostante la grande attenzione alla problematica, nessun altro paese europeo ha preso provvedimenti limitativi nei riguardi dei concianti insetticidi del mais. Va poi aggiunto che con una decisione recente (direttiva 2010/21/UE) la Commissione ha previsto delle misure di attenuazione dei rischi legati all'impiego dei concianti in questione, quali la possibilità di effettuare le operazioni di concia solo in stabilimenti specializzati, l'impiego di idonee tecnologie di pellicolatura e l'applicazione alle seminatrici di deflettori per le polveri.

Un altro fronte legato alla concia delle sementi, peraltro estremamente delicato, si è poi aperto nel corso del 2009 a seguito dei controlli realizzati dall'Ispettorato repressione frodi per verificare il rispetto del divieto di concia, controlli che hanno messo in evidenza la presenza di tracce accidentali di principi attivi su sementi non conciate - dell'ordine di migliaia di volte inferiori al normale rateo di concia e pur tuttavia rilevabili grazie alle tecniche di analisi oggi disponibili - nell'80% circa dei lotti controllati. La mancanza di una specifica soglia di tolleranza ha portato l'Ispettorato a sanzionare pesantemente le aziende sementiere coinvolte, sia per la presenza dei principi attivi, che per non avere etichettato le sementi con le indicazioni prescritte per la concia!
Le analisi di revisione chieste hanno confermato in pressoché tutti i casi la positività in prima istanza ed ora le aziende implicate nelle contestazioni hanno presentato le loro memorie difensive all' autorità (presidente regione, sindaco del comune o azienda sanitaria locale) prevista dalle normative locali. In attesa degli sviluppi, occorre sottolineare che si tratta di un problema molto importante legato ad una carenza normativa, quella di una soglia di tolleranza, che è invece ad esempio prevista per tutti gli alimenti e che mette in una situazione di grave incertezza tutte le aziende sementiere, non solo quelle che conciano.

La sperimentazione del CRA - Maiscoltura di Bergamo. l dialogo riavviato con l'Istituto di maiscoltura di Bergamo, grazie al Gruppo di lavoro coordinato dal Dr Bertoli, ha permesso di rivedere positivamente alcuni aspetti delle prove agronomiche (località, n° di ibridi in prova e pubblicazione dei risultati), che sono gestite dallo stesso Istituto. Relativamente alle prove “on farm”, invece, che vede l'Istituto assicurare un semplice ruolo di coordinamento dato che la sperimentazione è finanziata e quindi di fatto gestita dalle diverse amministrazioni locali, è mancato un preciso coordinamento tra le aziende associate e quindi sarà necessario riflettere per il prossimo anno sull'esigenza di una diversa strategia.

I controlli delle sementi per gli ogm. Non hanno registrato alcuna sorpresa i controlli oramai di routine disposti dall'Ispettorato centrale repressione frodi sulle sementi di mais e soia. I controlli hanno interessato nel complesso circa 2.300 lotti di seme di mais e di soia, con casi di positività variati dall'1 al 3%, in linea con gli anni precedenti. Piemonte e Marche hanno a loro volta disposto dei controlli sulle sementi distribuite nelle loro Regioni, mentre va ricordato che anche per il 2010 l'Associazione ha di nuovo concordato con ENSE un protocollo di controllo integrativo a quello ufficiale.

La tematica degli ogm ha comunque registrato di recente una ripresa della conflittualità, fra oppositori e favorevoli. La nuova Commissione UE, ad esempio, ha dapprima autorizzato la coltivazione in campo – a distanza di dieci anni dalla precedente autorizzazione per il mais – di una patata gm per produrre carta industriale, poi ha annunciato l'intenzione di volere passare in futuro agli Stati membri la facoltà di autorizzazione o meno nei loro territori la coltivazione di ogm.

A livello nazionale, invece, abbiamo avuto una decisione del Consiglio di Stato del 19 gennaio 2010 che ha imposto al Ministero delle politiche agricole di esprimersi sulle domande di coltivazione di mais gm presentate negli anni scorsi da alcuni agricoltori, decisione poi vanificata dal decreto di divieto a carico del “mais MON810” del Ministro Zaia del 19 marzo, firmato in questi giorni anche dai colleghi della salute e dell'ambiente; poi una sentenza del TAR del Lazio del 17 febbraio 2010, che si è espresso favorevolmente sulla possibilità di riprendere le prove per l'iscrizione di varietà gm nel Registro nazionale.

Il Presidente di Gruppo
Elio Frigerio