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Federazione Italiana per l'Agricoltura Organica


LA POSIZIONE DI FIAO
SU OGM E COLTIVAZIONI BIOLOGICHE


La Federazione Italiana per l'Agricoltura Organica, che associa alcune fra le principali organizzazioni italiane dell'agricoltura biologica e biodinamica e la maggior parte degli Organismi di certificazione autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole per il controllo dei prodotti da agricoltura biologica, esprime preoccupazione per le recenti prese di posizione dell'Unione Europea in materia di coesistenza fra coltivazioni OGM e biologiche.

E' opinione della Federazione che per consentire le coltivazioni di OGM alle poche aziende che per dimensioni e mercato potranno trarne profitto si costringerà la gran parte degli agricoltori europei a farsi carico di ulteriori costi e di rischi, che non potranno che avere riflessi sui prezzi dei prodotti "non OGM" e quindi sulle scelte di quella grande maggioranza di consumatori che non vogliono consumare alimenti geneticamente modificati. E' inoltre estremamente pericolosa, perché irreversibile, la contaminazione che comunque interesserà i terreni e le risorse genetiche dell'intera Unione Europea, un patrimonio che riteniamo debba essere difeso anche aldilà della tutela della produzioni tipiche e di qualità che caratterizzano in particolare Paesi come l'Italia.

La Federazione ritiene che non sia accettabile la fissazione di "soglie" per la presenza di OGM nei prodotti da agricoltura biologica, che devono continuare ad escludere l'utilizzo di OGM in ogni fase del processo produttivo. La decisione dell'Unione Europea di autorizzare la coltivazione in pieno campo di prodotti OGM, tuttavia, imporrà la fissazione di limiti per la determinazione analitica di possibili contaminazioni accidentali, che dovranno essere il più possibile ridotti e uniformi per tutti i Paesi dell'Unione, al fine di evitare il rischio che una seppur minima e inevitabile contaminazione escluda di fatto, in futuro, la possibilità di poter certificare il rispetto del metodo biologico per le produzioni agroalimentari europee. A riguardo la Federazione sollecita una posizione autorevole della Presidenza italiana dell'Unione anche nell'ambito del Piano d'Azione per l'agricoltura biologica a cui sta lavorando la Commissione Europea. In tal senso il Comitato Tecnico della Federazione il 5 agosto scorso ha approvato un apposito documento, che verrà pubblicato sul sito di FIAO (www.fiao.it), sulle problematiche connesse alla determinazione della presenza di OGM nelle produzioni biologiche e alla gestione del rischio di contaminazioni per le produzioni da agricoltura biologica. Anche in relazione alla Circolare del MiPAF n. 1 del 9 aprile 2003, gli Organismi di certificazione aderenti alla Federazione hanno quindi deciso di adottare il limite analitico dello 0,1% per ritenere certa la presenza di OGM in un prodotto e di conseguenza escludere dalla certificazione i prodotti con una presenza maggiore. A settembre verrà istituito un apposito gruppo di lavoro in collaborazione con l'associazione di operatori Pro.B.E.R. dell'Emilia Romagna per mettere a punto una procedura standard di gestione del rischio di contaminazione da OGM nei mangimifici e nelle strutture di stoccaggio e lavorazione dei prodotti maggiormente esposte al problema.
(FIAO)