13 gennaio 2004
A.I.S.
ASSOCIAZIONE ITALIANA SEMENTI
Bologna
Gruppi
sementi di mais e di oleaginose
Posizione comune in materia
di presenza accidentale
di semi geneticamente modificati in sementi tradizionali
Semine 2004
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Le regole per la produzione e vendita delle sementi
La produzione e la vendita di sementi è regolata da
norme di carattere internazionale che garantiscono la qualità,
l’identità e la purezza delle varietà.
A tali principi si ispirano sia la normativa comunitaria che
quella nazionale, le quali stabiliscono inoltre che qualsiasi
varietà, prima di essere immessa sul mercato, debba
essere iscritta in un Registro nazionale o nel Catalogo comune.
Nessuna varietà geneticamente modificata è stata
fino ad oggi registrata in Italia.
Il decreto legislativo n. 212/2001 subordina inoltre ad autorizzazione
del Ministero delle politiche agricole la messa in coltura
di prodotti sementieri di varietà ogm.
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L’industria sementiera: un’industria
attiva ed innovativa
Ogni anno vengono introdotte sul mercato mondiale nuove varietà
di sementi, sia di carattere tradizionale, sia – nei paesi
in cui la loro coltivazione è consentita - geneticamente
modificate. Gli scambi di sementi sono molto intensi. L’Italia
stessa importa oltre la metà del proprio fabbisogno di
sementi di mais e di soia.
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La presenza accidentale di materiale genetico di altre
varietà
La purezza assoluta non è raggiungibile nei sistemi biologici,
in quanto tutte le varietà sono soggette allo scambio
genetico attraverso l’impollinazione incrociata all’interno
della loro specie. Ciò può determinare la presenza
accidentale in ogni varietà di piccole frazioni del patrimonio
genetico proveniente da altre varietà.
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I pareri scientifici
Il Comitato scientifico delle piante della Commissione Europea
si è espresso il 7 marzo 2001, affermando che la “tolleranza
zero” nei confronti della presenza accidentale di semi
geneticamente modificati, in sementi convenzionali, non è
praticabile. Tale giudizio è stato ribadito dallo stesso
Comitato in un altro parere rilasciato l’8 novembre 2001.
La questione dell’impollinazione incrociata è stata
invece presa in considerazione dal Comitato congiunto su ogm
e novel foods della stessa Commissione, nella elaborazione della
“Guida alla valutazione del rischio da ogm”, adottata
il 6-7 marzo 2003.
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Il principio della presenza accidentale nella legislazione
dell’Unione Europea
La possibilità di tracce non intenzionali e tecnicamente
inevitabili di ogm è riconosciuta dalla direttiva 2001/18/CE
sugli ogm, che ha sostituito la precedente direttiva 90/220/CEE.
Il recente regolamento (CE) n. 1929/2003 in materia di alimenti
e mangimi stabilisce invece una precisa soglia di tolleranza,
per cui i prodotti non debbono essere etichettati se la presenza
ac-cidentale o tecnicamente inevitabile di ogm non è
superiore allo 0,9 per cento degli ingredienti.
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Le soglie di tolleranza per le sementi
La fissazione di norme per la presenza accidentale di ogm in
lotti di sementi di varietà tradizionali era già
prevista nel “Libro bianco sulla sicurezza alimentare”
adottato dalla Commissione nel gennaio 2000.
L’ultima proposta presentata dalla DG “tutela del
consumatore” della Commissione CE (SANCO /1542/2003),
trasferita ora all’esame della DG “ambiente”
vista la nuova direttiva 2001/18/CE, prevede una soglia di tolleranza
pari allo 0,5% per il mais e pari allo 0,7% per la soia.
Nonostante sia da tutti riconosciuta l’inevitabilità
del rischio della presenza accidentale di ogm, le sementi sono
oggi di fatto l’unico prodotto ancora privo di una soglia
ufficiale di tolleranza.
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Dichiarazione
ai sensi del Decreto MIPAF 27 novembre 2003
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La scrivente Azienda sementiera ________________________
in funzione del decreto 27 novembre 2003 del Ministero delle politiche
agricole sul controllo delle sementi di mais e di soia per la
presenza di organismi geneticamente modificati,
dichiara
a) che gli ibridi di mais e le varietà di soia
che vengono posti in commercio in Italia sono stati costituiti
e/o sviluppati utilizzando il miglioramento genetico tradizionale,
senza l’impiego di tecniche molecolari;
b) di avere messo in atto tutte le misure necessarie per minimizzare
il rischio di presenza fortuita di ogm nelle sementi commercializzate,
a partire dal controllo in particolare delle sementi di base,
dei campi di moltiplicazione e negli stabilimenti di lavorazione
del seme prodotto;
c) che il lotto/i ___________________
delle sementi di__________________ (mais/soia), varietà_________________,
è stato campionato e sottoposto ad analisi per il controllo
della presenza di organismi geneticamente modificati e che tale
campione è risultato negativo.
| Posizione
condivisa dalle seguenti Aziende sementiere: |
- ADVANTA Italia Spa
- AGRA, Società del Seme Srl
- ANSEME Srl
- APSOVSEMENTI Spa
- CAIP di Bologna e Modena
- CEREALTOSCANA spa
- GEO-SEED Srl
- HYBRID CORN RODUCTION srl
- J.C. ROBINSON Seeds Srl
- LIMAGRAIN Italia spa
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- MAISADOUR SEMENCES Italia srl
- MONSANTO AGRICOLTURA Italia spa
- MORETTI Cereali F.lli spa
- PIONEER HI-BRED Italia Srl
- SIS, Società Italiana Sementi spa
- SIVAM Spa
- SNACI Spa
- SYNGENTA Seeds Spa
- VENTUROLI Sementi
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