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Presenza accidentale di semi geneticamente modificati in sementi tradizionali

Pubblicato il 28 febbraio 2003 in: presenza accidentale ogmproduzione e commercio sementi

Il mercato delle sementi, un mercato regolato e controllato.

La produzione e la vendita di sementi è regolata da norme di carattere internazionale che garantiscono la qualità, l’identità e la purezza delle varietà.
La normativa comunitaria e quella nazionale prevedono poi che qualsiasi varietà, prima di essere immessa sul mercato comunitario, debba essere iscritta nel Registro nazionale di uno dei paesi membri. Non è possibile commercializzare alcun tipo di semente che non appartenga ad una varietà iscritta.
Nessuna varietà geneticamente modificata è stata fino ad oggi registrata in Italia.

L’industria sementiera: un’industria attiva ed innovativa.
Ogni anno vengono introdotte sul mercato mondiale nuove varietà di sementi, sia di carattere convenzionale, sia – nei paesi in cui la loro coltivazione è consentita -geneticamente modificate.

La presenza accidentale di materiale genetico di altre varietà.
E’ riconosciuto che la purezza assoluta non è raggiungibile nei sistemi biologici in quanto tutte le varietà sono soggette allo scambio genetico attraverso l’impollinazione incrociata all’interno della loro specie. Ciò può determinare la presenza accidentale in ogni varietà di piccole frazioni del patrimonio genetico proveniente da altre varietà.

Il parere del Comitato scientifico delle piante, della Commissione Europea.
Il Comitato si è espresso una prima volta nel marzo del 2001 e successivamente, di nuovo, nel novembre 2001, affermando che la “tolleranza zero” per la presenza accidentale di semi geneticamente modificati in sementi convenzionali non è praticabile.

La legislazione dell’Unione Europea riconosce il principio della presenza accidentale nei prodotti alimentari.
Il principio della presenza accidentale è riconosciuto nella riforma della Direttiva 90/220/CEE oltre che nel Regolamento comunitario n. 49/2000 sull’etichettatura di materiale OGM presenti nei cibi e negli ingredienti alimentari.
Inoltre, il 28 novembre 2002, i ministri dell'Agricoltura dei Quindici hanno raggiunto un accordo in base al quale l’etichettatura non è obbligatoria per gli alimenti destinati al consumo umano e animale che dovessero presentare una presenza accidentale di OGM inferiore allo 0,9 per cento.

Ma una soglia analoga per le sementi non è stata ancora definita.
Da oltre due anni diversi settori produttivi europei (sementiero, alimentare e agricolo) hanno richiesto alla Commissione Europea norme più precise e circostanziate per quanto attiene alla presenza accidentale di semi geneticamente modificati nelle sementi convenzionali. La mancanza di una normativa europea in tal senso sta creando una situazione di grande incertezza, in particolare in Italia. In assenza di una normativa comunitaria, gli Stati membri hanno adottato proprie regole per gestire il problema della presenza accidentali di semi geneticamente modificati in sementi di varietà tradizionali.

Ciò premesso,
le Aziende sementiere associate AIS, di seguito sottoscritte, dichiarano quanto segue:

Le varietà di soia e gli ibridi di mais che vengono commercializzati sono stati costituiti e/o sviluppati utilizzando il miglioramento genetico, senza l’impiego di tecniche molecolari.

Le aziende sementiere assicurano di avere messo in atto tutti i mezzi necessari per minimizzare il rischio di presenza fortuita di ogm nelle sementi commercializzate.

Queste misure, adottate in modo volontario dall’insieme delle aziende sementiere aderenti all’AIS, consistono in attente azioni di controllo in particolare delle sementi di base, dei campi di moltiplicazione e negli stabilimenti di lavorazione del seme prodotto.

Queste misure rafforzano le regole di produzione e le pratiche da tempo in vigore per le sementi certificate e rispondono ai nuovi bisogni di tracciabilità della filiera. Esse tengono peraltro conto del fatto che in Italia non vengono commercializzate varietà geneticamente modificate di mais e di oleaginose per la coltivazione.

Per quanto concerne le soglie per la presenza accidentale di ogm, la sola regolamentazione oggi esistente è quella relativa agli alimenti ed è pari all’1%. A breve essa dovrebbe venire portata allo 0,9% e riguardare anche i mangimi, secondo una nuova decisione in via di definizione a livello comunitario.

Non esiste, inoltre, ad oggi, un metodo di analisi standardizzato e ufficiale per determinare la presenza e la quantità di organismi geneticamente modificati nelle sementi convenzionali.

Trattandosi di prodotto regolarmente certificato, le sementi sono conformi ai requisiti di certificazione per la vendita in Italia.

Le Aziende sementiere:

ADVANTA Italia Spa - AGRA, Società del Seme Srl - ANSEME Srl - APSOVSEMENTI Spa - CI-ESSE SEMENTI Srl CAIP di Bologna e Modena - CEREALTOSCANA spa - EMILSEME Spa - GEO-SEED Srl - GOLDEN HARVEST Srl - HYBRID CORN PRODUCTION srl - K W S Italia Spa - MAISADOUR SEMENCES ITALIA - MONSANTO AGRICOLTURA ITALIA - MORETTI Cereali F.lli spa - PIONEER HI-BRED ITALIA Srl - SIS, Società Italiana Sementi - SIVAM Spa - SNACI Spa - SYNGENTA SEEDS Spa - VENTUROLI Sementi Snc - VERNEUIL Italia srl

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Link utili

Sementi e aspetti fitosanitari
Position papers di ESA

ISTAT - distribuzione delle sementi, dati provinciali, regionali e nazionali dal 2003

Gazzetta Ufficiale Italiana

ESCAA - European Seed Certification Agencies Association. Brings together every seed certification bodies from European Union, European Economic Area (EEA) and European Free Trade Association (EFTA).

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