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Controlli delle sementi di mais e di soia per le semine primaverili 2004

Pubblicato il 23 ottobre 2003 in: biotecnologiepresenza accidentale ogm

I controlli effettuati nel 2003

Prima di sviluppare le considerazioni dell'industria sementiera sui controlli per le semine 2004, è senz'altro opportuno ricordare alcuni fatti oggettivi relativi ai controlli sulle sementi distribuite per le semine 2003.

I controlli sono stati disposti con circolare emanata dal Ministro Alemanno il 13 dicembre 2002;

La struttura di campionamento e controllo è stata coordinata dall'ICRF ed ha essenzialmente coinvolto l'ENSE, per le sementi di produzione nazionale sottoposte a prima certificazione, nonché per le sementi nazionali o importate sottoposte a ri-cartellinatura, e gli Uffici periferici del SRF, per le sementi presenti nei circuiti distributivi. Per definire le modalità operative di questi controlli l'ICRF ha emanato una propria circolare in data 23 dicembre 2002;

Per i controlli analitici, che in prima istanza sono stati di tipo qualitativo, così come previsto dalla circolare del Ministero, l'ENSE si è avvalsa del proprio laboratorio interno di analisi. L'ICRF ha invece stabilito un accordo con il LARAS, il Laboratorio analisi sementi dell'Università di Bologna;

L'ENSE ha avviato la propria attività di campionamento per i controlli ogm verso metà gennaio. Nell'arco di due mesi, da metà gennaio a metà marzo, intervenendo presso gli stabili menti sementieri durante la fase di selezione e confezionamento delle sementi, ha realizzato ed analizzato circa 200 campioni di sementi di mais e di soia;

Gli Uffici periferici del SRF hanno invece iniziato in concreto la loro attività di campionamento solo nella seconda metà di febbraio, realizzando ed inviando fino al mese di aprile, al LARAS, per le analisi, circa 120 campioni di sementi di mais e di soia;

In sintesi, i campioni di sementi controllati da ENSE e SRF sono stati circa 320, che rappresentano poco meno del 10% del numero complessivo di lotti di sementi di mais e di soia che si stima siano distribuiti ogni anno in Italia. Di essi, il 10% circa è risultato positivo per una presenza accidentale di ogm successivamente quantificata in valori mai superiori allo 0,1%;

Ad inizio estate sono poi emersi i problemi legati ai lotti di seme campionati dal SRF e riscon trati positivi, non bloccati a livello di distribuzione ed utilizzati dai coltivatori, in quanto il con trollo è stato completato troppo tardivamente rispetto all'epoca di semina;

Per i campi di mais sul proprio territorio, la Regione Piemonte con ordinanza dell'11 luglio 2003 ha ordinato la distruzione delle colture in questione;

La Regione Lombardia, per quanto di propria competenza, in data 25 luglio 2003 ha invece stabilito un accordo con le Organizzazioni agricole e le Aziende sementiere coinvolte, finaliz zato a segregare i raccolti e sottrarli alla libera commercializzazione, per destinarli ad altri usi, in alternativa alla distruzione delle colture;

Un analogo protocollo di intervento, per la gestione tecnica delle presenze accidentali di ogm nel mais nella campagna 2003, è stato poi sottoscritto presso il Ministero delle politiche agricole il 18 agosto 2003, con l'adesione delle Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, nonché della stessa Lombardia;

E' inoltre emerso successivamente che anche altre Regioni (Marche, Toscana, Umbria, A bruzzo ....) si sono trovate coinvolte nella gestione di campi con presenza accidentale di ogm;

In data 19 settembre 2003, infine, Asseme, Aiab, Amab e altri hanno presentato un ricorso presso il TAR del Lazio, contro il Ministero delle politiche agricole e le due Aziende sementiere (Monsanto Agricoltura Italia e Pioneer Hi-Bred Italia) che hanno sottoscritto il protocollo del 18 agosto, per l'annullamento previa sospensiva dello stesso.

I problemi emersi

Le problematiche emerse a seguito dei controlli, con le decisioni di intervenire con provvedimenti cautelativi innanzitutto a livello della distribuzione delle sementi dove ancora possibile, poi anche sui campi coltivati, hanno visto coinvolti esclusivamente lotti di sementi campionati dal SRF ed analizzati dal LARAS. E ciò non tanto per un certo ritardo nella loro attività di campionamento e di analisi, quanto per il fatto che intervenire a livello della distribuzione, per un controllo che mira a sottrarre all'utilizzo sementi giudicate non idonee, è obiettivamente errato.

I tempi di commercializzazione delle sementi sono sempre più ristretti e nel momento in cui esse sono diffusamente reperibili nel circuito distributivo, di fatto gli agricoltori hanno già iniziato le semine con le varietà più precoci.

Il campionamento ed i controlli effettuati dall'ENSE a livello di stabilimenti di selezione - nonostante sia mancata una comunicazione ufficiale alle aziende sementiere da parte dell'ENSE sui risultati dell'analisi (vedere al riguardo la nota AIS del 24 aprile 2003) - hanno consentito alle a ziende di bloccare la distribuzione dei lotti risultati positivi. Questi controlli non hanno quindi portato, a quanto risulta, a problemi in campagna quali quelli sopra sottolineati.

E' pertanto evidente che per evitare ripercussioni sul sistema distributivo e sugli agricoltori che impiegano quelle sementi, occorre che i controlli, soprattutto se il loro obiettivo è quello di elimina re dall'impiego lotti non idonei, vengano effettuati e completati prima della commercializzazione finale delle sementi.

I fabbisogni di seme e le forme di approvvigionamento del mercato:

Il fabbisogno di sementi di mais e di soia per le semine 2004, ipotizzando stabilità nelle superfici investite, può essere così stimato:

Mais:

superficie coltivata nel 2003 (stima AIS): 1.400.000 Ha
fabbisogno di seme (kg 20 x Ha): 28.000 t
moltiplicazione seme in Italia nel 2003 (dato ENSE): 5.000 Ha
produzione nazionale 2003 seme, prima certificazione (stima): 12.000 t
importazioni 2003 di seme (dato ISTAT): 22.000 t
esportazione 2003 di seme (dato ISTAT): 3.000 t

Le importazioni sono avvenute in particolare da Francia (14.000 t), Turchia (3.000 t), Spagna (2.000 t) e Stati Uniti (1.000 t).

In sintesi, il fabbisogno del nostro paese, pari a circa 28.000 t, equivale a circa 4.000.000 di dosi di seme da 25mila semi ciascuna.

Il peso medio di una dose di seme si aggira, a seconda delle annate, sui 6-6,5 kg e si impiegano 2,8-3,0 dosi di seme per ettaro.

Ogni lotto di seme di mais, il cui peso massimo può arrivare per legge a 40 t e corrispondere in teoria ad un numero massimo di 5.800-6.500 dosi di seme, in pratica comprende 1.000 -1.500 dosi di seme. Si può pertanto stimare che vengano distribuiti in Italia circa 3.000-3.500 lotti di seme di mais.

Soia:

superficie coltivata nel 2003 (dato AGEA) : 150.000 Ha
fabbisogno di seme (kg 80 x Ha): 12.000 t
moltiplicazione seme in Italia nel 2003 (dato ENSE): 2.700 Ha
produzione nazionale 2003 seme certificato (stima): 4.500 t
importazioni 2003 di seme (dato ISTAT): 6.500 t
esportazioni 2003 di seme (dato ISTAT): 500 t

Le importazioni sono avvenute principalmente da Francia (3.000 t), Stati Uniti (1.500 t) e Roma nia (1.500 t).

In sintesi, considerando che ogni lotto di seme di soia può per legge avere un peso massimo pari a 25 t, si può stimare che un fabbisogno pari a 12.000 t di seme corrisponda a circa 500-600 lotti di seme.

La selezione e distribuzione delle sementi

L'epoca di semina delle colture primaverili in questi ultimi anni è stata, tempo permettendo, sensi bilmente anticipata, in particolare per il mais, grazie alla diffusione di varietà più resistenti ai pos sibili ritorni di freddo, ma anche di ciclo più precoce. Di fatto oggi le semine del mais avvengono in buona parte tra fine febbraio e marzo; per la soia invece il periodo più opportuno coincide con fine marzo, aprile.

Le sementi messe a disposizione degli agricoltori dall'industria sementiera possono avere origini diverse:
   - seme moltiplicato, selezionato, confezionato e certificato in Italia;
   - seme proveniente da altri paesi della Comunità, distribuito direttamente già certificato;
   - seme importato da paesi terzi equivalenti, già certificato (talvolta può venire riconfeziona to);
   - seme moltiplicato in paesi terzi equivalenti, che viene selezionato e confezionato definiti vamente in Italia.

Le operazioni di selezione, confezionamento e certificazione delle sementi di mais moltiplicate in Italia iniziano subito dopo la raccolta, già da fine settembre.

Analogamente, nello stesso periodo, vengono avviate le operazioni di ricartellinatura delle scorte di seme.
Le importazioni in particolare dai paesi terzi si concentrano invece, per il mais, tra dicembre e gennaio, mentre per la soia tra gennaio e febbraio.

L'immissione in commercio delle sementi, per approvvigionare il sistema distributivo, inizia in ge nere a metà gennaio per il mais ed a metà febbraio per la soia.

I controlli per le semine 2004

Le richieste delle aziende sementiere
Premesso che l'AIS:

  1. non desidera entrare, in questo ambito, nel merito di eventuali soglie di tolleranza per la presenza accidentale di ogm, così come delle metodiche analitiche, la cui individuazione ed applicazione attiene alla responsabilità delle Autorità competenti. Per le sementi, in primo luogo, al Ministero delle politiche agricole e forestali;
  2. ricorda che la Commissione, dopo l'emanazione dei Regolamenti CE n. 1829/2003 e n. 1830/2003 in materia rispettivamente di alimenti e mangimi derivanti da ogm, nonché della loro etichettatura e tracciabilità, ha allo studio l'adozione di soglie di tolleranza specifiche per le sementi (vedere la proposta SANCO/1542/rev.2003);
  3. sottolinea che anche il settore biologico si è dato una propria soglia di tolleranza per la pre senza accidentale di ogm (vedere la decisione del Comitato Tecnico della FIAO del 5 agosto 2003 (www.fiao.it), con cui alla luce delle problematiche connesse alla determinazione della presenza di OGM e alla gestione del rischio di contaminazioni per le produzioni da agricoltura biologica è stato deciso di adottare il limite analitico dello 0,1% per ritenere certa la presenza di OGM in un prodotto e di conseguenza escludere dalla certificazione i prodotti con una presenza maggiore),

le Aziende sementiere esprimono le seguenti considerazioni per i controlli ogm in vista delle se mine 2004:

  • un controllo delle sementi sotto forma di monitoraggio (che sia il 10%, il 20% o il 50% poco importa) non è in grado di potere fornire al coltivatore l'assicurazione che il seme acquistato non possa incorrere, dopo la semina, in "provvedimenti cautelativi". Questo obiettivo può venire ragionevolmente raggiunto solo con un controllo di tutti i lotti di sementi posti in distri buzione, a prescindere dalla loro origine, nazionale, comunitaria o extra-comunitaria;
  • campionamenti ed i controlli analitici debbono venire completati prima della distribuzione fi nale delle sementi agli agricoltori. Non è ragionevole e razionale pensare che misure caute lativi quali quelle della campagna 2003 possano intervenire dopo la distribuzione delle se menti, il loro acquisto o addirittura l'impiego da parte dei coltivatori;
  • le aziende sementiere ed eventualmente i distributori debbono venire informati immediata mente ed ufficialmente dei controlli cui sono sottoposti le sementi, così come del risultato, positivo o negativo;
  • tra il campionamento del seme e la comunicazione del risultato del controllo non debbono trascorrere più di 10 giorni, in particolare per le sementi certificate o importate dalla seconda metà di gennaio;
  • le sementi provenienti ad esempio da paesi terzi non debbono essere bloccate in dogana, durante l'esecuzione dei controlli, ma ammesse all'introduzione sotto vincolo, al fine di evitare oneri inutili;
  • tutte le Regioni ove si coltivano mais e soia debbono venire coinvolte in un progetto unico di controllo delle sementi.

La disponibilità delle aziende sementiere:

Al fine di agevolare i controlli che si riterrà opportuno adottare, le Aziende sementiere:

  • garantiscono la piena disponibilità a collaborare, assicurando fin da ora che tutte le sementi presenti negli stabilimenti sono disponibili per il campionamento ed i controlli analitici;
  • sottolineano che accanto alle sementi di produzione nazionale o ricartellinate, sulle quali può intervenire l'ENSE durante la certificazione, ed alle sementi importate, sulle quali è possibile disporre un campionamento specifico affidandolo ai Servizi fitosanitari, al momento dello sdoganamento, sono disponibili ad assoggettare a controllo tutte le sementi circolanti in libe ra pratica e provenienti da altri paesi della Comunità;
  • dichiarano di tenere a disposizione le sementi per i controlli fino all'inizio delle consegne, che si impegnano a non iniziare prima del 20 gennaio 2004, pena la non disponibilità del seme per gli agricoltori in tempo utile per le semine. Le sementi non sottoposte al controllo stabilito dal Ministero saranno comunque commercializzate sulla base dei controlli analitici di verifica per la presenza accidentale di ogm effettuati dalle stesse aziende sementiere, in virtù di pro pri protocolli interni di qualità, oppure da laboratori esterni qualificati che operano pubblicamente.

Conclusioni
Le aziende sementiere sottolineano quanto segue
:

  • un controllo delle sementi sotto forma di sondaggio o monitoraggio è inidoneo a fornire agli utilizzatori le garanzie attese in materia di sicurezza e tranquillità operativa in presenza di una soglia di tolleranza "zero";
  • i controlli delle sementi debbono essere completati prima della loro distribuzione commerciale;
  • l'intera filiera produttiva (a cominciare dalle stesse aziende sementiere, per passare ai distributori, agli agricoltori, ai centri di stoccaggio, agli utilizzatori e così via) ha necessità di interventi precisi e razionali per quanto concerne i controlli in materia di ogm, evitando che quanto fatto possa poi essere oggetto di ulteriori verifiche e controlli, in una spirale di incertezza senza fine.

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