Ucraina, nuova legge sugli OGM: più regole, controlli e un ponte verso l’UE

L’Ucraina ridisegna il proprio quadro normativo sugli organismi geneticamente modificati. Nel settembre 2026 è entrata in vigore la nuova legge sulla regolamentazione delle attività di ingegneria genetica e sul controllo degli OGM e dei relativi prodotti. Un passaggio significativo soprattutto per il settore sementiero, chiamato a confrontarsi con nuove regole su registrazione, tracciabilità, etichettatura, ricerca e coltivazione.
Approvata nell’agosto 2023, la normativa punta a rafforzare biosicurezza, trasparenza e certezza giuridica, inserendosi nel più ampio percorso di avvicinamento dell’Ucraina all’Unione europea. Il provvedimento disciplina, infatti, l’intera filiera: dalle attività di ricerca in sistemi confinati e aperti alla registrazione degli OGM, fino all’immissione sul mercato, ai controlli pubblici e alle sanzioni.
Registrazione, tracciabilità e nuove responsabilità
Uno dei pilastri della legge è rappresentata dai registri statali dedicati agli operatori, alle autorizzazioni per ricerca e sperimentazione e agli OGM ufficialmente registrati. L’obiettivo è rendere più chiaro quali prodotti siano autorizzati e a quali condizioni possano essere utilizzati.
Particolare attenzione è riservata anche all’etichettatura. La normativa disciplina le diciture “Con OGM” e “Senza OGM” e stabilisce soglie per la presenza accidentale e tecnicamente inevitabile di residui geneticamente modificati, comprese tra lo 0,1% e lo 0,9% per determinate categorie di prodotti.
Per sementieri, agricoltori, commercianti e trasformatori si apre quindi una fase nella quale documentazione, analisi e tracciabilità acquisteranno un peso crescente. Come sottolinea Siuzana Grygorenko, direttrice esecutiva della Seed Association of Ukraine (SAU), l’efficacia del nuovo sistema dipenderà soprattutto dalle norme di attuazione e dalla capacità di rendere le procedure chiare, prevedibili e concretamente applicabili.
Limiti alla coltivazione
Tra gli aspetti più rilevanti figurano alcune restrizioni specifiche. La legge prevede un divieto a tempo indeterminato della coltivazione di mais geneticamente modificato in sistemi aperti e un divieto di cinque anni per barbabietola da zucchero e colza GM, fatta eccezione per le attività di ricerca autorizzate.
Si tratta di disposizioni importanti per il comparto sementiero, perché alla costruzione di un quadro generale per l’utilizzo degli OGM affiancano precisi vincoli durante la fase di transizione.
Lo sguardo rivolto all’Europa
Il legame con il futuro europeo dell’Ucraina emerge con particolare evidenza nelle disposizioni sull’eventuale adesione all’UE. Una volta acquisito lo status di Stato membro, la registrazione degli OGM non autorizzati nell’Unione europea sarà annullata e le relative domande nazionali ancora pendenti non saranno esaminate.
Per le imprese significa guardare fin da ora oltre il solo contesto nazionale, valutando l’evoluzione delle norme ucraine alla luce del futuro allineamento al sistema europeo.
Determinante sarà infine la capacità istituzionale di rendere operativo il nuovo quadro. La legge introduce organismi dedicati alla valutazione del rischio e alla sperimentazione e stabilisce requisiti per i laboratori impegnati nelle analisi sugli OGM. Controlli efficaci, laboratori accreditati e procedure trasparenti saranno essenziali per garantire fiducia agli operatori e al mercato.
La nuova normativa rappresenta dunque un tassello della trasformazione dell’agricoltura ucraina. La vera sfida inizierà però con la sua applicazione: per il settore sementiero saranno decisive regole attuative chiare, basate su criteri scientifici e compatibili con il progressivo avvicinamento dell’Ucraina al mercato europeo.